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Troviamo la strada per la Smart City del Mediterraneo?

Non si può progettare un’evoluzione o un cambiamento pensando di calare dall’alto un modello vincente in altri contesti. La tradizione e la cultura del Mediterraneo impongono una via alla Smart City del tutto diversa e per alcuni versi opposta a quella dei Paesi del Nord Europa, una via che abbia al centro le persone e soprattutto la creatività. Farsi portabandiera di una simile visione è un’opportunità per l’Italia, porta d’Europa protesa nel Mediterraneo, soprattutto con l’avvio del PON Metro, pronto a finanziare sette grandi città del Mezzogiorno. E’ possibile immaginare scenari di cooperazione e sistema?

Sono due gli ingredienti essenziali per intraprendere il percorso verso il paradigma della Smart City: un’amministrazione smart e un cittadinanza smart. Nello scenario mediterraneo alcune città si stanno muovendo molto bene e tra queste Barcellona è senz’altro la prima della classe. Se siete curiosi, guardate questo keynote di Julia Lopez y Ventura.

La tradizione e la cultura del Mediterraneo impongono una via alla Smart City del tutto diversa e per alcuni versi opposta a quella dei Paesi del Nord Europa. Nel contesto del mare nostrum è senz’altro la smartness dei cittadini che emerge come ingrediente cruciale e decisivo per innescare processi innovativi nei territori urbani.

Il fermento creativo della cittadinanza trova nel Mediterraneo un luogo privilegiato per giocare la partita della Smart City. Dopotutto “che cosa è il Mediterraneo? – ha scritto Braudel – Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre […] un crocevia antichissimo”, dove si incontrano tre diversi continenti.

Mediterraneo laboratorio politico di creatività

In questo contesto di grande diversità e complessità e nel bel mezzo di una pesante crisi finanziaria, sono emersi negli ultimi anni esempi di grande valore in risposta a resistenze, ritardi e letargie amministrative. La capacità innovativa dei cittadini è diventata protagonista di interessanti soluzioni creative: si tratta per lo più di espressioni “non ufficiali”, cioè non guidate dall’amministrazione della città, ma dotate di una fortissima valenza innovativa.

D’altronde è difficile che un processo creativo possa essere pianificato: non lo si può programmare. Ma accade e si impone come soluzione originale a un problema, creando discontinuità e migliorando quanto già c’è. Queste innovazioni emergono al di là e al di sopra di qualsiasi imposizione esterna. Sono espressioni di cittadinanza attiva che rispondono per gestire specifiche necessità, diventando esempi mirabili di processi di creazione di valore pubblico. Parliamo quindi di percorsi meno strutturati e standard che mettono al centro la creatività e la collaborazione attiva di gruppi più o meno ampi di cittadini: queste nel Mediterraneo sono le chiavi di volta per l’innesco di processi smart.

Alcuni esempi virtuosi li troviamo a Malaga, Salonicco, Atene, Valencia, ma anche in Egitto, in Tunisia e nella zona dei Balcani. A questi si aggiungono poi i fermenti creativi esplosi in alcune regioni del Sud Italia che già da qualche anno hanno sorprendentemente riacceso alcuni territori. Sono risposte di creatività collettiva, in parte stocastiche, che aprono nuove strade e prospettive fertili di sviluppo e crescita. 

Il Mediterraneo, da sempre punto d’incontro di religioni e culture del Nord, Sud, Est e Ovest, ci suggerisce quindi un nuovo approccio al tema dell’intelligenza urbana. Unico sforzo da compiere è riuscire a cambiare prospettiva, riconoscendo l’innovazione come qualcosa di intrinsecamente legato alla creatività e non soltanto al finanziamento di artefatti innovativi (lampioni smart, pattumiere intelligenti, etc.). Proprio a partire da questo nuovo e alternativo modo di concepire la smartness urbana, lo scenario del Mediterraneo emerge come ambiente privilegiato, ricco di esempi di crescita e maturazione. In questa prospettiva il Mediterraneo appare un eccellente laboratorio politico e culturale per sperimentare percorsi alternativi allo sviluppo del paradigma Smart City.

Italia protagonista della smart city mediterranea?

Riflettendo sulla riforma istituzionale Delrio notiamo che ben sette delle future quattordici Città Metropolitane sono città del Mezzogiorno, da sempre tutte profondamente legate per tradizione, economia e cultura al Mediterraneo. In questo senso è tanto più interessante riflettere su un approccio mediterraneo al paradigma della Smart City nel nostro paese. In che modo possiamo sfruttare questa tipicità comune nel percorso verso territori più intelligenti? Può un modello mediterraneo di Smart City premiare e valorizzare tanta diversità e complessità?

Ormai le città, è stato detto innumerevoli volte, sono i luoghi che disegnano il futuro dei paesi. Diversi esperti del settore e protagonisti del cambiamento sono convinti che nel Mediterraneo stiano maturando le migliori condizioni per giocare la partita della Smart City: un percorso che accade spontaneamente, fuori dalle regole standard della pianificazione strategica.

Continueremo ad analizzare la questione a Bologna, durante Smart City Exhibition, 22-24 ottobre. Un appuntamento per indagare a fondo il tema, che sarà articolato in due momenti: il primo finalizzato a darne un inquadramento teorico e di policy, il secondo dedicato invece al racconto di quanto sta già fermentando nelle città del Mediterraneo. L’incontro sarà un’occasione importante per fare il punto della situazione e ragionare insieme sulle prospettive di sviluppo di un modello mediterraneo per la Smart City. Una tappa per approfondire, conoscere e informarsi, prima dell’appuntamento annuale con Smart City Med che si terrà a Napoli il prossimo marzo.

 A #SCE2014 il pomeriggio del 23 ottobre il convegno dedicato alle Smart City del mediterraneo.
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