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Smart Cities di Europa: modelli emergenti a #SCE2014

Gli orientamenti di Europe 2020 – crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva – sono noti già da diversi anni, ma arrivano soltanto ora le prime azioni concrete che ci permettono di vedere come si stanno muovendo le città e le reti più importanti. L’edizione 2014 di Smart City Exhibition sarà l’occasione per scoprire i modelli emergenti, le esperienze positive e i risultati ottenuti da quelle città che in Europa hanno abbracciato il modello Smart City.

Siamo in un periodo chiave per il futuro delle politiche Europee per le Smart City e per l’innovazione in generale. Sebbene i nuovi orientamenti di Europe 2020 – crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva – siano oramai noti da diversi anni, arrivano soltanto ora le prime azioni concrete che ci permettono di vedere come si stanno muovendo le città e le reti più importanti. In questo panorama il concetto di Smart City si articola in diverse direzioni che seguono gli orientamenti di differenti settori della Commissione Europea[1] e che naturalmente vengono riflessi nelle specifiche azioni da loro promosse.

Sin dalla sua prima edizione di due anni fa, Smart City Exhibition ha colto l’opportunità di interagire con uno dei primi programmi UE dedicati alle Smart City, il Connected Smart Cities Network. Questo programma è in realtà nato come proseguimento del supporto Europeo al movimento Living Lab e infatti ne risente parecchio nella sua concezione di Smart City, fortemente segnata dalla partecipazione cittadina nei processi di ideazione e sperimentazione di servizi innovativi. Così a SCE 2012 sono state protagoniste le esperienze di città leader come Helsinki, Amsterdam e Barcellona assieme a città meno note come Fundao (Portogallo) e Aalborg (Danimarca), tutte improntate al coinvolgimento dei cittadini in percorsi co-progettuali. L’approccio si è poi consolidato nella rete denominata Human Smart Cities, appunto per differenziarsi dalla visione più technology push (“spinta” dalla tecnologia).

Con i nuovi programmi due filoni diversi e contrapposti sembrano emergere. Da un lato c’è la European Innovation Partnership (EIP o Partenariato Europeo di innovazione) su Smart Cities and Communities, che vede i DG Energia e Trasporti prendere il comando per una visione Smart City caratterizzata da un rinnovamento radicale delle sue infrastrutture portanti con iniziative su grande scala, pur con una certa attenzione al punto di vista del cittadino. Dall’altro, la nuova Agenda Urbana (promosso dal Consiglio dei Stati Membri e dal DG Regio) che pone l’enfasi sulla dimensione territoriale dei sistemi urbani complessi, privilegiando l’ottica ambientale e urbanistica più di quella tecnologica.

Toccherà quindi alle città stesse trovare la propria strada per integrare le diverse spinte con il giusto equilibrio, come ad l’esempio finlandese del programma 6AIKA: Open and Smart Cities Strategy, una iniziativa congiunta tra Helsinki, Espoo, Vantaa, Oulu, Tampere e Turku oppure le candidature per la Capitale Europea dell’innovazione, vinta per il 2014 da Barcellona.

Il modello emergente mira a sviluppare un unico ecosistema di innovazione diffusa, che recupera la dimensione umana, creativa e progettuale dei sensori, degli app, dell’Open Data come tessuto connettivo e allo stesso tempo attivo.

Siamo già oltre l’idea di Smart City come unità a sé stante per concepire una rete di sistemi urbani interconnessi dalle loro creatività innovative?

L’edizione 2014 di Smart City Exhibition sarà l’occasione per scoprire i modelli emergenti, le esperienze positive e i risultati ottenuti da quelle città che in Europa hanno abbracciato il modello Smart City.


[1] In particolare i DG Connect (ICT e società dell’informazione), Energia, Trasporti e Regio (politiche regionali)

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