Caso

Chicago non aspetta: a lavoro con i Civic hacker

Chicago ha rapidamente ampliato la propria attività di dati aperti negli ultimi anni e ha visto aumentare per dimensioni e sperimentazioni la propria comunità di civic hacker. Una coincidenza? No, negli USA hanno verificato che le persone se fornite degli strumenti usano le proprie competenze tecniche per contribuire a migliorare le città in cui vivono. Perché non dovrebbero? Non è più solo questione di trasparenza, ma di civic innovation. Aprire e aspettare non basta, siamo alla fase di gioco successiva e l’Italia non se ne è accorta.

Secondo data.gov  sono 39 le città degli Stati Uniti che hanno il proprio portale Opendata (dati di ottobre 2013). Iniziative comunali, in continua crescita, che sono passate dalla teoria alla pratica in un batter d’occhio. Mentre in Italia, nonostante qualche interessante eccezione, si è ancora nella fase di progettazione, come testimonia il piano pubblicato a fine ottobre dal Dipartimento della Funzione pubblica, negli USA il civic hacker è realtà di fatto. Si è oltre il tema della trasparenza quale fine ultimo: siamo alla fase di gioco successiva e il nostro Paese non se ne è accorto.

Prendiamo ad esempio Chicago, una città che ha rapidamente ampliato la propria attività di dati aperti negli ultimi anni e ha visto aumentare per dimensioni e sperimentazioni la propria comunità di civic hacker.

“Pubblichiamo e aspettiamo”: un errore, ci vuole fantasia

Gli Open data incoraggiano l’impegno civico in favore di una migliore qualità della vita, ma non portano di per sé alla partecipazione cittadina, vanno create le condizioni necessarie affinché le persone possano mettere a disposizione le proprie competenze per uno sviluppo consapevole del vivere urbano. Chicago è laboratorio, scenario di eventi che hanno come protagonisti giovani innovatori e programmatori come gli hackathon. Eventi di due giorni in cui programmatori e giovani start upper possono collaborare allo sviluppo di progetti comuni o singole idee in modo totalmente libero e creativo. Diverse sono state le start up di successo uscite da questo tipo di incontri. E’ il caso, ad esempio, di SpotHero l’applicazione che aiuta l’utente a trovare parcheggio in città partita da Chicago e poi replicata in aree metropolitane come New York e Newark, Washington e Baltimora, Boston e Milwaukee. Ma diamo libero spazio alla fantasia, possono essere diversi gli eventi che un’amministrazione può organizzare, ad esempio nel 2011 Chicago ha promosso una competizione dal titolo Apps for Metro Chicago (A4MC) per lo sviluppo di applicazioni significative sostenibili con l’utilizzo dei dati comunali. E’ stato il più grande contest del genere nello Stato dell’Illinois.

I cittadini ne sanno più di te

La strategia dell’amministrazione guidata dal Sindaco Rahm Emanuel è stata quella di assicurarsi la partecipazione dei residenti alle iniziative in materia di open government messe in atto. A gennaio 2013 ha lanciato il portale Chicago Digital con lo scopo di connettere cittadini e politica, e di portare a conoscenza gli Chicagoans degli strumenti digitali innovativi e le iniziative tecnologiche costruite dai dati comunali. Dopo 10 mesi erano più di 30 le applicazioni presenti sul portale sviluppate dai cittadini. E non è un caso che a febbraio dello stesso anno Chicago entri ufficialmente a far parte di GitHub, il sito web code-sharing open source che permette agli utenti di caricare, visualizzare e modificare i file degli altri. Il Chicago data Portal non si limita a pubblicare dataset, ma prevede anche un’interfaccia di Programmazione di un'Applicazione (API) chiamata R-Socrata che rende più facile per i programmatori analizzare statisticamente i dati.

Gran parte di queste iniziative pubbliche sono state portate avanti grazie a Smart Chicago Collaborative, una startup partecipata dal Comune nata per migliorare la vita in città attraverso la tecnologia.

L’ultima tappa (cronologica) di questo percorso è stata la pubblicazione a settembre 2013 del Technology Plan, nella convinzione che solo una comunità istruita e digitalmente impegnata può supportare una crescita economia e sostenibile. Nel piano si presentano 28 iniziative, alcune già in atto altre in programma, che si sviluppano lungo cinque strategie volte a realizzare la vision della città: Chicago come luogo in cui le nuove tecnologie siano carburante per opportunità, inclusione, impegno, engagement e innovazione. Una visione d’insieme dei programmi svolti finora e di quelli previsti, in modo che gli stessi residenti chiamati a partecipare possano cogliere il senso della programmazione. Come ha infatti dichiarato John Tolva, Chief Technology Officer: “Unificare le varie iniziative nell'ambito del Piano dovrebbe contribuire a motivare altri gruppi, dalle multinazionali alle organizzazioni a livello comunitario, ad unirsi agli sforzi della città e aiutarli a capire come il loro lavoro si possa inserire in un contesto più ampio”.

Dal portale alla politica

Le intenzioni sono state chiare fin dall’inizio: il Chicago’s Data Portal, creato nel maggio 2010, era volto ad aumentare la trasparenza dell’amministrazione, rendendo i dati pubblici accessibili ai residenti, favorendo al contempo lo sviluppo di applicazioni e strumenti che possono migliorare la vita di Chicago. Il sito ospita attualmente oltre 900 variazioni di set di dati con informazioni sui servizi della città, strutture, agenzie e prestazioni. Questi insiemi sono presentati in tre formati principali: tabellari (che offre una vista foglio di calcolo ), GIS (che offre una mappatura delle visite) e API ( che viene utilizzato per lo sviluppo di software ).

Sviluppato dal Dipartimento di innovazione e tecnologia - DoIT il portale si è presentato come uno dei modelli più vasti e dinamici delle amministrazioni USA. Un anno dopo l’avvio, erano già presenti dati sulle lobby cittadine, sui permessi di costruzione, documenti finanziari e di bilancio, insieme ad una serie d’informazioni geo referenziate.

L’amministrazione non si è però fermata qui. Non c’è tema o settore che resiste all’apertura: a settembre 2011, la città di Chicago pubblica tutti i dati sui crimini commessi in città dal 2001, quasi 5 milioni di fatti criminosi catalogati per zona, quartiere, indagine della polizia, che possono essere ricercati e consultati dalle istituzioni giudiziarie, polizia, giornalisti e residenti. La disponibilità d’analisi dei dati favorisce lo sviluppo, a lungo termine, di studi di esperti e volge verso iniziative più consapevoli di prevenzione della criminalità.

Il portale è arrivato a centinaia di migliaia di visite e recentemente si è arricchito di altri due dataset:  energy consumption data and food desert data.

Abbiamo già scritto che dove esiste un vuoto politico la smart city non può esistere. L’impegno quindi delle amministrazioni deve essere chiaro. Chicago conferma: a dicembre 2012 il Sindaco Emanuel ha rilasciato per tutte le agenzie di pubblica utilità un ordine esecutivo a pubblicare e aggiornare regolarmente i set di dati pubblici di loro competenza. Lo stesso Ordine ha anche definito una nuova figura, il Chief Data Officer (CDO) con il compito di definire e sviluppare la missione e gli strumenti del Data Portal e di politica open government, riunendo periodicamente un organo consultivo composto dai rappresentanti delle agenzie della città.

The Windy Grid è frutto di questa consultazione. Sviluppato nel 2012, questo data set si presenta come un sistema di informazione geografica, una visione unificata delle operazioni passate e presenti su una mappa di Chicago. Include categorie di dati spaziali e storici quali chiamate 911 e 311, di transito e le posizioni dei patrimoni mobili, informazioni sulle costruzioni, i tweet pubblici geospaziali abilitati e altre informazioni critiche a cui si può accedere in tempo reale. L’applicazione è risultata utile anche per monitorare tutta una serie di eventi pubblici, come il Gay Pride Parade del 2012.

 

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