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Istat, PMI ad alta velocità solo tre su dieci

Pubblicati il 18 Dicembre i risultati dell’indagine su “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese”, che l’Istat realizza annualmente coinvolgendo circa 38.000 imprese attive. L’analisi statistica ha lo scopo di misurare il grado di utilizzo delle nuove tecnologie nelle imprese fornendo all’Unione europea la base informativa necessaria per la comparazione tra Stati membri e la valutazione delle politiche nazionali volte a cogliere le potenzialità del progresso tecnologico. Quindi oggetto di misurazione sono: la diffusione e il grado di utilizzo delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ad esempio Internet, banda larga, siti web), l’impatto delle nuove tecnologie nei rapporti con clienti, fornitori, Publica Amministrazione, la condivisione automatica di informazioni all’interno dell’impresa, il commercio elettronico. Questa è poi trasmessa in forma aggregata ad Eurostat.

I fenomeni da osservare e le singole variabili da richiedere vengono definiti annualmente attraverso un Regolamento applicativo della Commissione predisposto sulla base dei risultati dei gruppi di lavoro e delle task force istituite presso l’Eurostat; per l’anno 2013 ci si riferisce al Regolamento UE n. 1083/2012 della Commissione, del 19 novembre 2012.

Bisogna rilevare che il modulo di approfondimento previsto per il 2013 riguarda quesiti più specifici relativi all’utilizzo di social media e altri strumenti di collaborazione e comunicazione per creare e scambiare via Internet contenuti con le comunità di riferimento (clienti, fornitori, partner esterni, dipendenti, ecc.) da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.

A questo link è possibile consultare la ricerca presentata in forma comparata da Eurostat. Intanto ci basti sapere che l’accesso e l’uso di Internet è molto diffuso tra la popolazione dell'UE. In EU28 79% della popolazione ha avuto accesso a internet nel 2013 e il 76% aveva una connessione internet a banda larga, rispetto al 55% e 42% del 2007. Per la maggior parte degli individui nella EU28 l’utilizzo di Internet è diventato una regolare attività: il 62% naviga tutti i giorni o quasi ogni giorno e un ulteriore 10% almeno una volta alla settimana. In Italia solo il 34%.

Per quanto riguarda l'uso di e-government, il 41% della popolazione europea ha usato internet per interagire con la pubblica autorità o usufruire dei servizi on line nel 2013. E l’Italia? Il 21%, la quota più bassa.

Ma torniamo alla ricerca Istat che presenta un interessante focus sulla situazione delle PMI italiane, perché anche se nel corso degli ultimi anni le imprese hanno progressivamente incrementato l’adozione di tecnologie di base, permangono accentuate le differenze tecnologiche tra grandi e piccole imprese.

Imprese a lenta connettività
Sono certo migliorate le tipologie di connessione a Internet (le imprese connesse in banda larga fissa passano dall’82,8% del 2009 al 91,5% del 2012 fino all’attuale 93,1%), ma solo 3 imprese su 10 utilizzano sistemi ad alta velocità. Nel dettaglio: a gennaio 2013 il 94,8% delle imprese utilizza connessioni in banda larga fissa e/o mobile; la percentuale di quelle connesse in banda larga fissa si attesta al 93,1% (l’88% quelle di tipo DSL). L’adozione della banda larga mobile interessa circa una impresa su due (49,8%). Mentre la velocità massima di connessione aumenta con l’aumentare della dimensione dell’azienda, oltre la metà delle imprese (53,1%) ha dichiarato di avere fornito ai propri addetti dispositivi portatili, quali computer o smartphone, dotati di connessioni mobili (a banda larga o stretta) per scopi lavorativi; la percentuale di addetti interessati a tale fenomeno di mobilità lavorativa si attesta al 12% del totale, registrando solo un lieve aumento rispetto all’anno precedente (11,3%).

Meno di una impresa su due comunica in “mobile”
Nell’indagine 2013 sono stati introdotti quesiti relativi all’utilizzo di alcuni strumenti di comunicazione on-line e applicazioni che consentono di gestire documenti, flussi e tempi di lavoro a supporto della creazione di un ambiente lavorativo collaborativo e “mobile”. Mentre poco più di una impresa su dieci (11%) ha dichiarato di aver già adottato sistemi di comunicazione unificata, che consentono agli utenti di accedere a molteplici servizi di comunicazione e collaborazione on-line, meno di una impresa su due (47,9%) ha dichiarato di aver utilizzato nel corso dell’anno precedente almeno uno strumento di comunicazione on-line per collaborazioni di lavoro in ambiente virtuale. In questo gruppo di aziende, lo strumento più diffuso (70,3% delle imprese) è quello della messaggistica istantanea. La possibilità di gestire documenti in gruppo (per consentirne la redazione a più mani) è utilizzata da oltre la metà delle imprese (54,9%); l’adozione di agende condivise on-line è impiegata da circa tre imprese su dieci (35,7%); i sistemi di videoconferenza e seminari on-line sono adottati dal 29,6% delle imprese; infine, l’informatizzazione della gestione dei flussi lavorativi interessa il 15,4% delle aziende. Ma queste percentuali variano anche di molto rispetto al settore di appartenenza, in generale si può affermare che quello dei servizi è il più ricettivo.

Chi e con chi comunicano?
La clientela risulta essere l’interlocutore privilegiato, soprattutto per le PMI (79% contro il 65% delle aziende con più di 250 dipendenti). Complessivamente 77% delle imprese che hanno dichiarato di aver utilizzato nel corso dell’anno precedente almeno uno degli strumenti di collaborazione e comunicazione con i clienti. Altri soggetti rilevanti nell’utilizzo degli strumenti di comunicazione sono i dipendenti dell’impresa (73%) e le imprese fornitrici di beni e servizi (72%). Nelle relazioni con le organizzazioni pubbliche, la differenza tra grandi e piccole imprese è ridotta, come indicato dallo scarto percentuale (11%). Le imprese che hanno fatto uso nel corso dell’anno precedente di almeno un servizio offerto on-line dalla P.A. passano dal 74,5% del 2009 all’85,5% del 2013.

È cresciuta anche la diffusione di software per la condivisione automatica di informazioni tra diverse aree funzionali dell’impresa (ERP) passando dal 9,7% del 2009 al 21% del 2012, al 27,2% del 2013. Nel caso di contatti con Università e centri di ricerca, invece, a fronte di una cooperazione on-line contenuta a livello nazionale (16%), emerge un più elevato divario tra grandi e piccole imprese (54%).

Imprese non troppo social – immagine e clientela
Solo una impresa su quattro dichiara di avere almeno un profilo social (i social network sono i più adottati, 21,1%). Anche in questo caso le percentuali, se non variano significativamente rispetto alla localizzazione territoriale, variano asseconda del settore. La percentuale di utilizzo degli strumenti social aumenta infatti nelle attività legate a media e comunicazione come quelle editoriali (76%) e della produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi (67%); percentuali elevate si riscontrano anche in attività per le quali la reputazione on-line assume un significato molto importante come i servizi di alloggio (65,4%) e le agenzie di viaggio (59,9%).

Gli strumenti social vengono utilizzati soprattutto per sviluppare l’immagine dell’impresa e dei suoi prodotti (18,9%) e di raccogliere opinioni, recensioni e rispondere alle domande dei clienti (12,8%). Ulteriori finalità sono quelle di coinvolgere on-line la clientela nello sviluppo o nell’innovazione di beni o servizi (8,7%), quelle di scambiare punti di vista, opinioni o conoscenze al loro interno (5,5%), di cooperare con l’esterno con altre imprese partner o altre organizzazioni (4,6%) o di effettuare ricerche di personale (3%).

Il 67,3% delle imprese dispone di un sito web (64,5% nel 2012); l’11,7% dichiara di offrire sul sito servizi per ricevere ordinazioni o prenotazioni on-line.

Si vende on line: di più le grandi imprese e più in Italia
Le percentuali sono ancora basse. Il 7,6% delle imprese con almeno 10 addetti ha venduto on-line i propri prodotti nel corso dell’anno precedente; tale percentuale aumenta al 24,6% nel caso di imprese con almeno 250 addetti. Tra le caratteristiche prevalenti delle imprese che vendono on-line, prevalgono innanzitutto quelle che effettuano scambi via web rispetto a quelle che li svolgono tramite altre reti, quelle che si rivolgono a una clientela residente in Italia e, a seguire, a clienti europei e poi di altri Paesi extra-europei.

 

Tuttavia si può affermare che aumenta in generale la quota di imprese attive nel commercio elettronico: il 44,4% delle imprese ha effettuato nel corso dell’anno precedente vendite e/o acquisti on-line (erano il 37,5% nel 2012). Il 7,6% (il 6,2% nel 2012) ha venduto on-line i propri prodotti o servizi realizzando un fatturato pari al 7,2% di quello totale (6,4% nel 2012).

Le microimprese: piccolo focus
Le imprese dai 3 ai 9 addetti cercano soprattutto di utilizzare le comunicazioni tramite social network, che preferiscono ai blog e ai wiki, per migliorare la collaborazione con altre imprese o organizzazioni. Le microimprese propendono maggiormente per operazioni di acquisto piuttosto che di vendita on-line. Una impresa su tre, tra quelle connesse a Internet, è attiva nel commercio elettronico; di queste ultime il 93% acquista on-line mentre solo il 20% vende on-line (dati 2011).

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