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Messaggio in bottiglia da Helsinki: “Promuovere incontri faccia-a-faccia per quei dati che non si vendono da soli”

Il progetto Infoshare Open Data di Helsinki è una delle iniziative di open government più consolidate in Europa: in realtà, quello che Ville sta per dirci potrebbe essere visto come il “saggio consiglio” derivante da una lunga esperienza, e diretto a coloro che si apprestano per la prima volta a fare iniziative di open data nella PA.

Non c’è da meravigliarsi se Ville si focalizza principalmente sulla comunicazione con gli utilizzatori di open data, che come vedremo è di fatto il principale fattore critico di successo.

Una delle forme di comunicazione che ha funzionato meglio è stato produrre materiali come post su blog o articoli, che i cittadini hanno trovato molto utili, così come la vetrina delle app di Infoshare, che oggi oltre 50 app basate sui dati aperti.

Il loro rapporto con i cittadini è stato soprattutto con gli sviluppatori, o comunque con quei cittadini con competenze tecniche adeguate per comprendere i dati. Secondo Ville, i casi più soddisfacenti sono stati quelli in cui gli sviluppatori hanno dato loro feedback sui dati, li hanno aiutati a migliorarne la pubblicazione, e a renderli quanto più usabili possibili.

Ville divide i dati della piattaforma Infoshare in due principali categorie: i dati che sono così interessanti o facilmente comprensibili da pubblicizzarsi da soli, per cui una semplice interazione tramite Facebook o Twitter è stata sufficiente, e dati più complessi, per cui l’interazione faccia-a-faccia tramite workshop ha funzionato meglio.

In quest'ottica, è stato organizzato con regolarità il contest nazionale “apps4finland.fi”, organizzato da Forum Virium Helsinki e da Verkkodemokratiaseura.

Questo evento ha aiutato moltissimo nel formare e promuovere un eco-sistema attorno agli open data, incrementando la consapevolezza su questo tema in tutti i tipi di pubblico. Anche questa è una peculiarità che è bene tenere presente: l’attenzione sugli open data prodotta da un contest – che di per sé parrebbe destinato soprattutto agli sviluppatori – produce come effetto collaterale che anche il pubblico non specialistico viene a conoscenza di questa tematica.

Tuttavia, anche questo non basta: Ville avrebbe voluto ricevere molti più riscontri di quanti invece non ne abbia ottenuti sinora.

L’organizzazione di incontri con gli sviluppatori e gli utilizzatori dei dati aperti si è rivelata un’attività molto più onerosa di quanto non avessero pianificato all’inizio. Ciò ci conferma che la relazione con gli utenti finali – come del resto in quasi tutte le aree della PA digitale – è la parte più dura, anche rispetto alle sfide tecnologiche.

Oltre all’evento nazionale “apps4finland”, Ville ci racconta di diverse altre occasioni di incontro da loro promosse, quali ad esempio seminari e incontri faccia-a-faccia con piccole e medie imprese.

Questi eventi sono stati soprattutto organizzati da Forum Virium Helsinki o dai Sistemi Informativi della Città di Helsinki, oppure dal dipartimento “Urban Facts” della città (che ospita la piattaforma Infoshare).

Altri uffici che hanno partecipato sono stati i Lavori Pubblici, il dipartimento Pianificazione, e la Biblioteca cittadina. Recentemente anche l’unità Sviluppo Economico della Città di Helsinki ha contribuito attivamente a questi eventi.

Quello che osserviamo ad Helsinki è quindi un mix di partecipazione molto interessante, che ha coinvolto diversi uffici dell’Amministrazione: il fatto che gli uffici Pianificazione e Lavori Pubblici abbiano avuto parte attiva negli eventi, ci conferma che i nostri amici finlandesi hanno ben compreso come il tema dei dati aperti può e deve essere in stretta correlazione anche con i beni più materiali (e più lontani dall’idea di IT) che un’Amministrazione possiede. Questi uffici hanno modo infatti di raccogliere input interessanti da questi incontri focalizzati sui propri dati, che li aiutano quindi a pianificare e strutturare meglio persino i lavori pubblici in città.

Una questione critica che il progetto InfoShare ha dovuto affrontare riguarda l’ottenimento di dati aperti dagli altri soggetti pubblici, attività che è durata ben più del previsto. Tuttavia, i loro sforzi sono stati premiati perché alla fine hanno ottenuto i dati tramite delle API standard, il che ci dice Ville è quanto di meglio ci si possa aspettare da un eco-sistema cittadino di consumatori e produttori di dati.

Nonostante ciò, restano ancora diverse tipologie di dati da aprire, soprattutto dalle Public Utilities che fanno business con questi dati.

Questo pressing richiederà – nei mesi a venire - ulteriori sforzi da parte degli Uffici, oltre ad un commitment politico della Amministrazione cittadina sempre più marcato verso le stesse Utilities.

Dopo tre anni di apertura di dati, quindi, il commitment politico ai massimi livelli della Città risulta essere ancora un fattore critico di successo dell’iniziativa, sia per convincere sempre più Uffici interni ad aprire i dati dell’Amministrazione, sia per promuovere l’apertura verso le Public Utilities.

Ville ci racconta poi che numerose piccole e medie imprese o startup stanno attualmente usando i dati aperti di Infoshare Helsinki: lui ed i suoi colleghi stanno semplicemente alla finestra, ad osservare ciò che avviene nel mercato. Solo occasionalmente infatti vengono contattati da aziende che richiedono domande specifiche sui loro dati, ma nella maggior parte dei casi gli utilizzatori di dati sono autonomi nel loro lavoro e, ci dice Ville, è ancora presto per dire che sta succedendo nel settore privato con questi dati, e quanta nuova attività imprenditoriale viene creata sulla base di essi.

La cosa principale che Ville raccomanda nel rapporto verso le piccole e medie aziende è di incontrarle, in seminari dedicati o incontri uno-a-uno: questa è la strada migliore secondo lui per capire al meglio come essere più utili alle aziende.

Ville ci riporta poi una considerazione piuttosto impressionante per noi italiani, ossia che in Finlandia, dove la cultura delle startup e dell’innovazione tecnologica ha radici lontane nel tempo, i nostri colleghi si aspettavano un utilizzo molto più smart e semplice dei dati da parte delle aziende, di quanto non sia stato durante questi anni.

Questo ci deve far riflettere ancor di più in Italia, dove l'inquadramento normativo delle startup innovative è più recente.

E’ quindi opportuno disegnare il processo di apertura dei dati immaginandolo come una rampa facile da salire da parte del settore privato. “I dati possono essere un elemento significativo nel costruire un prodotto o un servizio, ma la loro semplice presenza non è da sola garanzia di successo”, ci dice Ville, e anche per le startup finlandesi è stato molto più duro del previsto trovare il modo migliore per sfruttare i dati aperti per creare valore sul mercato.

Ville ci tiene a precisare che “non è solo una questione di aprire dati del settore pubblico, ma vanno aperti in qualche forma - e per quanto possibile - anche i dati delle aziende private, in modo da abilitare veramente dei servizi basati sui dati”.

Il progetto open data finlandese è stato organizzato in un contesto specifico, dove è stata messa in atto una partnership importante e strutturata con diverse altre città e amministrazioni pubbliche.

Il successo dell’iniziativa è stato dovuto quindi in larga parte allo scambio proficuo di informazioni con le altre città ed enti della regione.

L’utilizzo più curioso che è stato fatto dei loro dati, secondo Ville, è un gioco basato sui dati di bilancio della Città di Vantaa: https://sites.google.com/site/od4games/.

L’ultima domanda a Ville è utile per coloro che vogliono entrare nell’arena dei dati aperti: “Quali sono le tre principali cose che hai imparato nella tua esperienza di dati aperti, riguardo il coinvolgimento degli utilizzatori?”

1. E’ importante coniugare sia il supporto ad alto livello che la promozione interna nei singoli uffici, per poter continuare ad aprire i dati con regolarità e costanza.

2. Occorre molto lavoro di marketing con i soggetti pubblici cittadini e le Public Utilities, per promuovere verso di essi i benefici derivanti dall’apertura dei dati, e servono istruzioni concrete su come farlo e cosa significa intraprendere questo percorso. Va reso questo tema il più comprensibile possibile, ed è bene iniziare a lavorare prima con i soggetti che risultano più interessati all’apertura dei dati.

3. Occorre incoraggiare l’uso di dati aperti fra gli sviluppatori, il che indirettamente aiuta anche la promozione interna ed esterna nelle due situazioni indicate alle risposte precedenti.

Carta di identità:

HELSINKI INFOSHARE

http://www.hri.fi

Persona di riferimento

Ville Meloni

Pubblicazione della piattaforma

Marzo 2011

Numero di dataset (ad oggi)

Oltre 1000

Numero di dataset geo-referenziati

Circa 20 dataset/APIs disponibili

Numero di dataset disponibili tramite API o Web Service OGC

Circa 10

Caratteristiche della piattaforma Open Data

Software open source personalizzato: CKAN+Wordpress

Numero di dataset in formati Linked Data

Circa 1-2

 

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