Dossier

Innovazione in sanità: mettere al centro la persona, non solo le tecnologie

La crisi economica ha acuito l’attenzione all’uso del denaro pubblico: la sanità, una delle voci di spesa più alte e ritenuta fonte di sprechi, ha subito pesanti tagli, anno dopo anno. Tagli lineari che hanno prodotto effetti disastrosi sui livelli di assistenza e cura del nostro sistema sanitario.

Dunque, come soddisfare la crescente domanda di salute e di benessere che viene dai cittadini in un periodo di scarse risorse?

L’innovazione tecnologica da sola non basta, le procedure standardizzate introdotte con i progressi delle scienze biomediche hanno concorso a distogliere l’attenzione degli operatori sanitari dalla specificità individuale dell’uomo malato, portando sempre più spesso la relazione medico paziente al contenzioso legale.  

La Scuola di Umanizzazione della Medicina promuove una medicina che avvicini l’intervento sanitario alla persona, con conseguente miglioramento della qualità delle cure e della qualità della vita ed incremento dell’appropriatezza.

Questo obiettivo si coglie sviluppando nei professionisti sanitari, nei medici di domani e nei cittadini una cultura sanitaria fondata sulla trasparenza, sulla partecipazione, sul dialogo. Così la persona torna a essere insieme al medico protagonista della gestione della salute e della malattia in virtù di decisioni condivise. 

Le direttrici di lavoro della Scuola di Umanizzazione sono tre:

  • la comunicazione tra sanità e cittadini
  • la formazione professionale
  • la formazione universitaria

Dal 2003, anno di fondazione della onlus, queste le azioni e le iniziative realizzate dalla Scuola di Umanizzazione:

Comunicazione e formazione sono per la Scuola strumenti per fare innovazione e rendere più efficienti le strutture sanitarie: l’onorevole Giovanni Monchiero, il professor Ezio Ghigo e il dottor Giampiero Maruggi ci raccontano come questo sia possibile sulla base dell’attuazione del cambio di paradigma proposto dalla Scuola. 

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