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L’adozione delle ICT nella PA locale

L’ufficio dedicato all’ICT è ormai una realtà in gran parte delle amministrazioni locali, perlomeno in quelle più grandi, se si considera che è presente in ben 21 regioni e province autonome e in 80 comuni sui 100 con più di 60 mila abitanti. I dati sono meno eclatanti se si analizzano i comuni più piccoli (fino a 5000 abitanti) dove il rapporto passa a 6 ogni 100.

Questa nuova indagine biennale sull’adozione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte delle amministrazioni locali si basa sulle risposte fornite da 6.144 enti (tutte le Regioni e Province Autonome, 106 Province su 107, il 90% per cento delle Comunità montane e il 71,6% per cento degli 8.092 Comuni).

Con questa rilevazione siamo oggi in grado di avere una visione complessiva del ruolo dell’ICT nella PA, sia degli aspetti legati al suo ruolo nell’organizzazione dei processi, sia di quelli connessi all’adozione di tecnologie di base e più sofisticate. Ad esempio vengono misurati l’adozione di piccoli dispositivi mobili (tablet, smartphone, netbook, etc) e l’utilizzo di alcune tecnologie volte a ridurre i costi della PA, tema al centro del dibattito pubblico attuale.

Una grande attenzione è stata dedicata anche ai rapporti con l’utenza. Insieme ad un quadro generale sui livelli di interazione offerti per specifici servizi dai siti web delle amministrazioni, sono stati approfonditi il livello di trasparenza on line e gli strumenti partecipativi web 2.0 a disposizione di cittadini, imprese e altri soggetti. Va anticipato che il giudizio generale sull’impatto dell’ICT nella pubblica amministrazione locale è sostanzialmente positivo. 

Inoltre, grazie ai dati resi disponibili dalla Ragioneria Generale dello Stato e dalla Banca d’Italia attraverso il sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche (SIOPE), per la prima volta sono stati elaborati indicatori basati sulle voci di spesa ICT della PA locale che nel 2011 è stata pari allo 0,7% delle spese totali e a 28 euro per ciascun abitante.

Infine, il lavoro offre una breve analisi sui legami esistenti tra le decisioni strategiche adottate dagli enti nella gestione delle funzioni informatiche in modalità interna e/o esterna e l’esistenza di imprese del settore ICT a controllo pubblico.

I dati sono stati raccolti nel corso del 2012 dall’Istat avvalendosi dell’ausilio degli uffici o Istituti di statistica di 19 Regioni e Province Autonome, che hanno aderito all’iniziativa co-finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica).

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