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Innovazione sociale: un'opportunità per diventare giovani cittadini, protagonisti della società

La cittadinanza attiva e responsabile parte dal protagonismo dei giovani e dalla capacità di costruire il mondo e il proprio carattere sviluppando le competenze per la vita per vivere e lavorare nel XXI secolo. La società di oggi e la crisi economica dirompente costringono i giovani a diventare meri consumatori, inattivi, demoralizzati, bloccati. Ed è proprio qui che parte la sfida. Bisogna rompere le barriere che costringono i giovani all’inattivismo e alla mancanza di intraprendenza e educarli al protagonismo sociale.

I processi di innovazione tecnologica e sociale sono in continuo divenire. Da un lato ci sono la tecnologia, che avanza in modo rapidissimo, e la società, anch’essa soggetta a cambiamenti continui e a nuove forme di relazione. (Pensiamo ai nuovi tipi di organizzazioni e ai nuovi strumenti di finanziamento come il crowdfunding e crowdsourcing, pensiamo alla multidimensionalità e alle reti multisettoriali, tutte componenti che fanno capire come il lavoro e la crescita del Paese possono svilupparsi anche dal sociale e non solo dal profit). Dall’altro lato ci sono la crisi economica, la precarietà, l’invecchiamento della popolazione, l’abbandono scolastico. Solo per citare qualche dato: il 38% dei giovani dai 15 ai 29 anni è disoccupato, in Italia ci sono 2 milioni di NEET (Not in Education, Employment or Training), nel 2025 il 35% della popolazione sarà over 60, c’è un evasione fiscale pari a 180 miliardi di €.
C’è un bisogno fortissimo di innovazione del Paese e i giovani rappresentano la fonte di questo rinnovamento. Da questo punto di vista la crisi del nostro Paese diventa un’opportunità. Siamo il Paese con il più grande numero di luoghi dichiarati patrimonio mondiale dell’Unesco (47), dove il settore industriale contribuisce al 25% del PIL con il 30.7% della forza lavoro e dove si registra una forte crescita del settore sociale.

Non ci si può arrendere. Bisogna contribuire alla costruzione di un sistema Paese uscendo dall’ottica del mero consumismo che ha portato a prendere in considerazione solo quei cittadini in grado di accumulare ricchezza economica escludendo tutti gli altri.
La Fondazione Mondo Digitale propone un processo di Innovazione sociale con questo obiettivo. Per questo promuoviamo l’educazione per la vita e la conoscenza. Possiamo immaginare l’educazione per la vita suddivisa in 3 livelli: la conoscenza curriculare e scolastica (struttura sistematica), gli aspetti caratteriali positivi (di questo non si sente quasi mai parlare) e le competenze per la vita (problem solving, creatività, responsabilità sociale).
L’organizzazione americana Character Counts definisce i sei pilastri per lo sviluppo del carattere: affidabilità, rispetto, responsabilità, onestà, compassione e cittadinanza. Tutti aspetti che richiamano all’esercizio di altre virtù fondamentali - generosità, solidarietà, equità, umiltà e merito. Sono tutti pilastri essenziali di una società libera, giusta, equa e sicura. E’ questa la direzione da intraprendere per consentire ai giovani di diventare protagonisti della società, cittadini attivi e contribuire a migliorare le sorti del nostro Paese.

Pensiamo sia necessario partire dai giovani che rappresentano il futuro, consentendo loro di acquisire e sviluppare sistematicamente un’educazione per la vita (conoscenza codificata + lifeskills + valori caratteriali), necessaria per vivere, lavorare ed essere protagonisti nel 21° secolo. Così i giovani diventeranno veri e propri portavoce dell’innovazione sociale nei territori. Quello che proponiamo è un processo di rinnovamento culturale, sociale ed economico attraverso una formazione esperienziale che, a partire da progetti concreti e da un approccio “phyrtual” (l’integrazione della dimensione fisica e virtuale nei processi d’innovazione), valorizzino e sviluppino talento e capitale umano e sociale delle giovani generazioni, che allo stato attuale rischia di essere disperso.

Su questo la Fondazione Mondo Digitale lavora molto. Il progetto MEET NO NEET ne è un esempio concreto. Nato da una partnership tra Fondazione Mondo Digitale, Microsoft Italia, Roma Capitale e le scuole del territorio nazionale, si rivolge a 6.000 giovani dai 18 ai 24 anni per fornire loro strumenti innovativi e competenze necessarie per entrare nel mondo dell’innovazione sociale attraverso un percorso di formazione al “problem-solving” e, potenzialmente, al lavoro e all’imprenditoria. Le parole chiave sono educazione per la vita e innovazione sociale. Il progetto vuole fornire gli strumenti concettuali e operativi per l’elaborazione di progetti di innovazione sociale, ovvero progetti concreti che cercano di dare soluzione a bisogni sociali non ancora soddisfatti. I ragazzi individuando problemi e proponendo soluzioni creative e realizzabili diventano protagonisti del proprio contesto di vita quotidiana.


prof. Alfonso Molina è docente di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.
Fondazione Mondo Digitale lavora per una società della conoscenza inclusiva coniugando innovazione, educazione, inclusione e valori fondamentali., nella convinzione che i benefici che provengono da conoscenze, nuove tecnologie e innovazione debbano essere a vantaggio di tutte le persone senza alcun tipo di discriminazione.



 

 

 

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Commenti

Ricordiamoci del Servizio Civile Nazionale

Ho apprezzato la frase "bisogna rompere le barriere che costringono i giovani all’inattivismo e alla mancanza di intraprendenza e educarli al protagonismo sociale..." però esistono già esperienze consolidate e molto positive che consentono ai/alle giovani di sperimentare un anno di attività nel sociale, ma che non vengono adeguatamente valorizzate e finanziate.
Prima fra tutte è il Servizio Civile Nazionale, a cui possono partecipare i/le giovani tra i 18 e i 29 anni e che prevede al suo interno percorsi di formazione e l'affiancamento di una persona esperta.
E' sempre stato valutato molto positivamente dai/dalle giovani partecipanti e da tutte le persone che hanno beneficiato dell'attività dei/delle volontari/ie.
Altri paesi europei lo stanno studiando per avviarlo sui loro territori, invece noi lo stiamo riducendo per problemi di fondi, senza renderci conto che così facendo vengono disperse esperienze e opportunità che poi richiederanno anni e più risorse per poter essere ricostituite.

Innovazione sociale

Rispondo a Federico.
I centri formativi non mi pare siano molto innovativi e soprattutto sono generalmente avulsi dal contesto lavorativo e sociale "vero". Il più delle volte servono a spendere le risorse degli enti deputati a fare formazione e basta. Con quali ricadute? Con quali eccellenze? Io non ne vedo

Innovazione sociale: un'opportunità per diventare giovani cittad

Fattimi capire ... dove sta questa innovazione?....
a una prima lettura ....è qualcosa che da 20 anni alcuni centri formativi la stanno portando avanti ...
non riesco a capire questa enfasi ....
concretamente ... l'articolo è un continuo bla bla bla....solo noia...:-)