Editoriale

Cosa lo sappiamo, ora troviamo come! Qualche idea ce l’avrei…

Il prossimo post che leggo che mi dice che non possiamo perdere il treno, che dobbiamo attuare l’agenda digitale, che dobbiamo dare una svolta all’innovazione, che non possiamo permettere che un non-governo non governi la politica per il digitale, che “la Francia invece…”, che “hai visto in USA…”, che prima di tutto il lavoro per i giovani, che il futuro è nelle smart city, che se usiamo il cloud risparmiamo miliardi, ecc. giuro che ululo alla luna per una notte intera!

Quello che c’è da fare lo sappiamo, quel che non sappiamo trovare è come farlo, stretti come siamo tra una situazione finanziaria da paura, impegni europei firmati con il sangue che nessuno ci abbonerà, impossibilità di premere di più sulla leva fiscale, perché siamo già a tavoletta e anche oltre, e in più in preda ad una crisi di nervi di una democrazia che sta cercando di suicidarsi.

E allora? Mi guardo bene in questi giorni dal dare consigli ai politici su come fare il Governo: di allenatori da bar ne abbiamo anche troppi, e mi limito a qualche suggerimento su come far ripartire processi virtuosi tesi a fare le cose che serve di fare.

Mi vengono in mente almeno parole d’ordine che potrebbe farci da guida sul “come fare”:

  • fare insieme. Ieri ero ad un interessante confronto delle istituzioni della Provincia di Cuneo: voglia di fare, crisi ma non troppa (la Ferrero, la Balocco, e le altre grandi aziende del territorio tengono), esempi di innovazione in tutti i comuni. Peccato che ognuno abbia lavorato per sé, che non ci siano che rari momenti di concertazione, che non sia prevista una vera unione di enti per lo sviluppo. E’ solo un esempio, ma senza alleanze vere sul territorio è inutile parlare di innovazione e di ripresa. Nel nostro piccolo noi di FORUM PA stiamo provando a dare una mano in questo senso. Abbiamo messo in piedi una piattaforma per aiutare le alleanze per lo sviluppo sul territorio, stiamo proponendo percorsi virtuosi di unione “di scopo” a soggetti pubblici e privati, proporremo nel FORUM PA di maggio numerosi interventi e molte esperienze virtuose.
  • scongelare il Paese: avete letto l’articolo di oggi da Gad Lerner su “La Repubblica”, quello che parla del nuovo feudalesimo in un’Italia bloccata e arroccata sulle rendite finanziarie e di posizione? A me è sembrato illuminante. Se non facciamo ripartire l’ascensore sociale basato sull’iniziativa e sul merito non andiamo da nessuna parte e soprattutto rischiamo di sprecare una grande risorsa di talenti. Anche qui le ricette non sono banali: credo però che la PA debba essere la prima a non ingessare ruoli, posizioni e incarichi. Non credo che possa essere un vanto per l’amministrazione la constatazione, che è sotto gli occhi di tutti, che la maggior parte degli impiegati pubblici entra in un’amministrazione e ci resta tutta la vita, progredendo solo per progressioni orizzontali, molto spesso semiautomatiche. Anche su questo tema FORUM PA è fortemente impegnato e intende riaprire un dibattito serio sul tema della valutazione, del riconoscimento del merito, dell’autonoma responsabilità, e quindi anche dei rischi, che devono caratterizzare le figure dirigenziali.
  • puntare su una vera PPP: la partnership pubblico-privata è stata molto più evocata nei convegni che praticata nella realtà. Eppure è lì che si possono attivare molte risorse. Ma per farlo dobbiamo avere il coraggio e la responsabilità di dire che la gran parte delle procedure di public procurement non sono fatte per scegliere e comprare il meglio, né sono fatte per indurre le aziende a fornire il massimo della loro intelligenza e della loro creatività. Tutto il sistema va ripensato in una logica di responsabilità globale sui risultati e non di correttezza formale negli adempimenti. In questi giorni si parla molto, e a ragione, dell’inadempienza della PA nei pagamenti alle imprese, ma spesso la PA che acquista è inadempiente anche nel valutare la reputazione dei fornitori, la qualità sostanziale e non formale delle forniture, la reale aderenza dei risultati dell’appalto in termini di “esiti” per l’amministrazione. E’ un terzo impegno che si prende il FORUM PA di maggio. Chiamare tutti gli attori: buyer pubblici e aziende fornitrici, a discutere su nuove regole o, meglio, su nuove prassi, perché molto spesso le regole già ci sono, ma l’acqua rischia di ripercorrere sempre gli stessi solchi. 
Your rating: Nessuno Average: 4.3 (23 votes)

Commenti

Melassa solidificata

Ho 53 anni, una laurea in Informatica, da 4 anni nella PA a livello C. Precedentemente ero impiegato nel privato, a tempo indeterminato. Ho lavorato per diverse ditte con ruoli e responsabilità importanti, ho lavorato per il CNR, all'Università e anche nella scuola pubblica. Di questo alla PA non interessa nulla. Il mio rendimento, rispetto alle mie potenzialità e alla mia esperienza è trascurabile. La ricetta per sciogliere la melassa e dare aria a questo stagno fetido è elementare. Si chiama attribuzione di responsabilità. Dirigenti ben pagati, con contratti a termine, di cui misurare il rendimento, con ampio margine di manovra, con un budget proprio da gestire anche per incentivare i 'loro' dipendenti. Il dirigente deve anche scegliere come muovere il personale che ha in dote, senza concorsi, mettendoci la faccia e rischiandoci il suo posto e il suo budget. Negoziandolo con altre direzioni, se occorre. Si guarderebbe bene, così, dai raccomandati che ora può infiltrare o promuovere a piacimento nascondendo la mano e senza nulla rischiare. La ricetta per i dirigenti, mutatis mutandis, quindi con accresciute garanzie e minori emolumenti base, deve essere estesa ad ogni livello inferiore. Infine un corpo di leggi e regolamenti ripulito, reso coerente e ridotto all'essenziale: la legge non ha mai forza propulsiva, sono le persone che devono agire e promuovere, nel loro rispetto.

Dott. Sismondi, seguo da un

Dott. Sismondi,
seguo da un pò di tempo le iniziative e i post di ForumPA e l'impressione che ne ho avuto, il messaggio generale che ho raccolto, è di una chiarezza di idee, di un fare positivo e propositivo, di una volontà a cercare una strada, difficile quanto si vuole, ma possibile, di un tentativo tenace di mettere insieme e coordinare capacità e idee, in un contesto che definire poco chiaro è come fare un complimento. E questo ovviamente è un fatto estremamente positivo.
Ed è pertanto comprensibile, vista la difficoltà e l'impegno richiesto per cercare di mantenere una rotta su un mare in burrasca, il suo proposito di ululare una notte quando si continua a fare l'elenco dei problemi, e in questo mi pare che siamo diventati piuttosto bravi, mentre le proposte (applicabili) sul come fare sono sempre poche. Ci leggo, in verità, anche un momento di umano e temporaneo cedimento di fronte ad una situazione che, nonostante la volontà e l'impegno ad imboccare il tratto finalmente in discesa di una strada sempre in salita, nell'immediato appare ancora piuttosto complicata.
Non ho putroppo un "come" da proporre in questa sede che cambi di colpo le cose senza correre il rischio di aggiungere un altro item nella lista dei "cosa", ma condivido i suoi tre punti (al di là di discutere su quanto possano essere considerati dei "cosa" anzichè dei "come") e in particolare sul primo, in quanto sono certo, un pò per interesse e un pò per lavoro, che nel nostro Paese ci sono molti "come" sparsi da Nord a Sud, ma spesso localizzati e non a fattor comune, ma non per questo meno validi. Su questo specifico aspetto il ruolo di ForumPA è fondamentale (in verità non è la sola a muoversi), ma per essere realmente efficace deve muoversi all'interno di un indirizzo di governo chiaro e ben delineato, come potrebbe essere l'ADI.
Chiudo dicendo che fra i tanti "come" possibili, uno in particolare a mio avviso può, forse, contribuire le condizioni per un cambimento e cioè la richiesta dal basso, ossia il cittadino (informato) che chiede e quindi constringe la PA ad applicare le norme sulla digitalizzazione ad oggi disponibili. Sarebbe un ruolo attivo del cittadino, anzichè limitarsi ad elencare le cose che non vanno.

Cosa lo sappiamo, ora troviamo il come

caro Sismondi,
cominciando a leggere questo sue editoriale mi sono detto: "finalmente anche Forum PA si è accorto di quanto, all'impasse reale si sia finora aggiunta solo una (inquinante) sequela di lamentele" e, ho proseguito la lettura incoraggiato dalla sua premessa:"quel che c'è da fare lo sappiamo, quel che non sappiamo trovare è come farlo...E allora? Mi guardo bene in questi giorni dal dare consigli ai politici su come fare il Governo: di allenatori da bar ne abbiamo anche troppi, e mi limito a qualche suggerimento su come far ripartire processi virtuosi tesi a fare le cose che serve di fare".
Ma poi, dei tre punti che lei avanza, solo uno è un come (il primo: "Fare insieme"), gli altri due sono ancora dei "cosa" con, all'interno, delle indicazioni su "come procedere" per trovare il "come fare". E così, siamo daccapo, tanto che le proposte sul "come procedere" (che non è ancora il "come fare") sono, in sostanza di "impegnarsi per capire" (Scongelare il paese: "su questo tema FORUM PA è fortemente impegnato e intende riaprire un dibattito..."; Puntare su una vera PPP: "un terzo impegno che si prende il FORUM PA di maggio. Chiamare tutti gli attori: buyer pubblici e aziende fornitrici, a discutere..."). Con chi discutiamo? con gli stessi con cui si è discusso in questi anni? Non dovremmo forse prendere atto che il primo "come" di tutti i "come" è cambiare interlocutori?
Cordialmente,
Sandro Montagner, Treviso

corrette le osservazioni

corrette le osservazioni

dipendenti e dirigenti pubblici

Sono stufo di sentir parlare male degli impiegati nel settore pubblico. Molti tra questi sono laureati e svolgono il lavoro con grande professionalità e serietà e mi sento in colpa a considerare "diversi" i lavoratori del settore privato, sopratutto perchè siamo considerati dei privilegiati.
Ma non tutte le realtà sono uguali e nelle PPAA i trattamenti economici sono diversificati. In tantissimi anni ho visto progredire le carriere di raccomandati e raccomandatissimi, come la stragrande maggioranza di chi lavora nel pubblico, chi più e chi meno ha un parente un amico ... Per far rinascere questo paese, occorrerebbe un grande sforzo di volontà politica seria, che abbia il coraggio di resettare tutto e ricominciare a fare una analisi del settore pubblico, con dati alla mano. Dove sono?
I talenti ed i capaci ci sono, forse sono troppo talenti e capaci per farli emergere, i giochi di potere non sono ancora terminati per poter sperare che le cose cambino. Altro che riconoscimento dei meriti, assunzione di rischi e responsabilità. Le PPAA non sono realtà privilegiate perchè non esiste la volontà dei politici di attuare il cambiamento perchè è la solita frittata ... cambia solo la facciata.

dipendenti e dirigenti pubblici

Dispiace, dispiace davvero, ma non si può che concordare con te.
Dopo una stagione (anni 1997-2000) ormai del secolo scorso in cui sembrava qualcosa si muovesse in senso positivo, oggi il muro di gomma della raccomandazione, del nepotismo, degli intoccabili si è fatto ancora più spesso ed impenetrabile, e in tante, troppe realtà, l'innovazione e la comunicazione sono tanto sbandierate (sulla carta) in una strategia soltanto mirata a svuotarne il significato.
Le persone serie, gli innovatori, ci sono - e tanti - ma fanno paura, sono quelli che creano problemi perché "non lasciano le cose come stanno", e vengono isolati spesso anche fisicamente, rinchiusi in sottoscala lontani da tutti e tutto.
Difficile non cedere alla depressione di fronte ad un Golia che chissà quando mai incontrerà il suo Davide ...

EVVIVA LA CENSURA

Alla faccia della trasparenza dott Sismondi, complimenti vivissimi. Trasparenza vuol dire anche affrontare il dissenzo, trasparenza vuol dire anche rispettare chi dice cose che non piacciono. Lei dice di essere un diplomatico e un moderato eppure cancella i commenti che parlano male della pubblica amministrazione e di chi la frequenta. Risponda come sa fare magari proponendo anche delle soluzioni. Quando lo farà ululerò alla luna tutta la notte. Ma non lo farà mai. La trasparenza non sapere proprio cosa significa.
Spero che la pubblica amministrazione fallisca ( è già tecnicamente fallita) ma siccome paga pantalone il problema è dei cittadini che hanno i peggiori servizi d'Europa, combattono quotidianamente con la maleducazione di chi sta allo sportello che ti serve sbuffando come se ti stesse facendo un piacere. Spero che grazie al fallimento il 50 % di tutti i dipendenti pubblici perdano il lavoro insieme ai loro funzionari e dirigenti e forse capiranno e apprezzeranno il lavoro, ma sopratutto rimpiangeranno la loro fortunata passata vita lavorativa che gli consentiva di avere mani belle e vellutate, menti fresche e riposate, bei vestiti collane e rolex.
Così chi rimane comincerà ad essere efficiente, non abbandonerà le pratiche che miseramente si perdono e vengono evase dopo mesi. Tutti si daranno da fare per essere efficienti e sorrideranno ai cittadini e forse io sarò contento di pagare il 62% di tasse.

cancellazione del commento

I commenti che lei cita sono stati cancellati dall'autore dei commenti stessi (di conseguenza le risposte a quei commenti sono stati cancellati in automatico dal sistema secondo la struttura ad albero prevista dal forum). Non è nostra prassi attuare azioni di moderazione senza avvertire o segnalare la cosa.
La preghiamo di non gettare accuse infondate sulle nostre politiche di gestione del forum che, da sempre, è uno dei più liberi della rete e tale vorremmo restasse.
Buona giornata
La redazione di FORUM PA

Un esempio di efficienza!

Finalmente!
In un paese dove si fanno leggi che poi vengono rese inutili dalle leggi precedenti potrebbe essere un bello spunto! LE LEGGI SCRITTE IN PRECEDENZA VENGONO AUTOMATICAMENTE CANCELLATE PER LA STRUTTURA AD ALBERO DEL CODICE IN QUESTIONE STESSO!
Bellissimo! Così tutti quei farabutti, ladri e fannulloni dei dipendenti pubblici che vanno a fare la spesa durante l'orario di lavoro, che vanno a giocare al bar, che si fanno timbrare dai colleghi (delinquenti pure loro) verrebbere licenziati e non ci saebbe più la legge del "1963 e successive modificazioni" che li fa riammettere al lavoro...
Forum pa, ecco un argomento per aiutare il paese ad uscire dalla crisi: MANDARE A CASA I FANNULLONI E pure senza TFR che viene trattenuto come rimborso.
Dimenticavo: i sindacalisti, mandateli a casa pure loro. Sono coome le erbacce, vanno estirpate.