Editoriale

Buona Pasqua, se…

La Pasqua tocca profondamente ciascuno di noi, cristiani e non cristiani, portando una ventata di speranza, di vita e di colori contro il grigio, la monodimensionalità delle intelligenze, l’inverno dello spirito. Buona Pasqua quindi. Ma, dal mio punto di vista, sarà una Buona Pasqua per noi e per le nostre amministrazioni soprattutto se crederemo nella ripresa, ma se…

  • riprendiamo dalla realtà: questi sono giorni in cui con straordinaria forza vengono alla luce nuovi problemi, nuovi bisogni, nuovi diritti, nuovi rischi per la nostra effettiva libertà di vivere una vita in cui riconoscerci. Di fronte a questo tumultuoso cambiamento sociale ed economico la PA non può cercare altra innovazione che sul piano dei fatti e della realtà. Spacchettiamo i problemi: creiamo task force mirate, mettiamoci obbiettivi ambiziosi, ma chiari e solo dopo chiediamoci che organizzazione ci serve, se ci servono nuove norme o semplicemente applicare quelle che ci sono, se i modelli di governance e di flussi informativi sono adeguati, se abbiamo abbastanza strumenti per conoscere, analizzare ed interpretare i fatti.
  • riprendiamo dalle persone: che vuol dire ripartire dal merito, dalla responsabilità, dalla capacità di lavorare insieme. In quest’ultimo periodo abbiamo spesso buttato il bambino con l’acqua sporca e così è molto diminuita la tensione verso la valutazione, sostituita da un incremento dei controlli formali; verso i risultati, spesso confusi con gli adempimenti (e i mille “piani” da compilare sono un triste esempio di riforme di carta); verso la crescita delle persone che è l’obiettivo di qualsiasi gestione lungimirante del personale; verso la partecipazione alle scelte e alle politiche da parte dei lavoratori; verso l’accountability, sostituita troppo spesso dalla richiesta di garanzie a priori per singole classi professionali e piccole o grandi corporazioni.
  • riprendiamo dai valori: quelli che sono alla base della nostra amministrazione pubblica e che non sono negoziabili. Ripartiamo dalla missione delle nostre organizzazioni e dai bisogni che esse devono soddisfare e diamo voce al controllo sociale, alla reputazione, all’iniziativa, alla collaborazione con i cittadini attivi e protagonisti, all’efficienza che non è mai taglio cieco delle spese, ma discernimento

Al di là del piccolo sermone, che spero leggiate con indulgenza, questo è quello che ci proponiamo di fare nel nostro lavoro e questo spirito è il motore dei nostri programmi.

Leggete in quest’ottica il programma dei lavori del prossimo FORUM PA di maggio che oggi vi proponiamo in anteprima; guardate con questi occhiali le nostre alleanze e le nostre iniziative sulle smart city; giudicate da questo punto di vista il grande sforzo che stiamo facendo per affiancare al nostro lavoro di comunicazione e networking una nuova attività dedicata alla gestione della conoscenza per lo sviluppo; aiutateci infine a non banalizzare grandi temi come quello della trasparenza, della partecipazione, della collaborazione in generici proclami, ma invece di declinarli nelle azioni e nelle politiche che qui e ora dobbiamo mettere in campo per risolvere i drammatici problemi che cittadini e imprese hanno davanti in questi mesi che, per tanti versi, saranno decisivi per il nostro futuro anche di lungo periodo.
Di nuovo quindi una buona e consapevole Pasqua. 

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