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Donne e servizi digitali per la salute

Oggi:
è sabato mattina e la sveglia suona alle 7 del mattino come tutti gli altri giorni. Sì, ecco la lista: spesa, mercato, bucato, cucina. In  tutto questo, ritagliarsi un po’ di tempo da dedicare a figli e genitori, contando comunque sulla partecipazione del marito. Per fortuna adesso si possono prenotare le visite di sabato altrimenti servirebbe un altro giorno di ferie cui rinunciare. Si inizia il giro recuperando il numero all’accettazione dell’ospedale, mia madre deve fare un’ecografia al più presto. Poi guardo il tabellone e visto che mancano più di 40 numeri, vado a fare una rapida spesa al supermercato qui fuori. Certo i prezzi non sono concorrenziali e l'assenza di parcheggio induce a ridurre gli acquisti...non basterà per la settimana ma almeno il pranzo è sistemato! Dopo quasi due ore ottengo l’agognata prenotazione e passo al prossimo punto delle cose da fare. Purtroppo il pediatra il sabato non è reperibile, mi toccherà arrivare in ufficio tardi lunedì mattina…

Domani, forse:
venerdì sera, accendo il portatile e inizio a  navigare sul sito della Regione  che mi indica sulla mappa il centro sanitario più vicino e la qualità dei suoi servizi, non ci speravo ma alla fine riesco a prenotare la visita per mia madre. Quindi un breve consulto al fascicolo sanitario elettronico dei bambini, il pediatra ha indicato che il rinnovo della vaccinazione si avvicina e mi propone delle date. Sul mio, trovo un messaggio della ginecologa: conoscendo la data di nascita della mia primogenita, la dottoressa ci invita ad una conferenza online di informazione sulla vaccinazione del collo dell'utero....in effetti, tra mamme della scuola se ne parla e le informazioni non sono sempre chiare. Approfitto dell’occasione e mi iscrivo, quindi verifico anche la data dei miei controlli annuali e prenoto i prossimi. Archiviata la questione medici con un click , posso puntare la sveglia per domani, a questo giro posso concedermi un’oretta in più di sonno.


Cosa abbiamo fatto in questi anni per migliorare la vita delle nostre concittadine?
Abbiamo finalmente un Parlamento in cui le donne sono rappresentate, abbiamo una Presidente della Camera, ma buona parte del supporto sociale e sanitario della famiglia allargata (genitori, figli, eventuali zii soli...) continua a gravare sulla donna, forse per la sua innata capacità di occuparsi di tante cose contemporaneamente, forse per il sottile senso di colpa che spesso le impone di non disattendere i suoi compiti “tradizionali” anche quando contribuisce in modo determinante all’andamento economico familiare. Pertanto tutte le inefficienze del sistema sanitario si ripercuotono sul genere femminile, quasi automaticamente e causano extra lavoro.

Crediamo quindi che andrebbe combattuta una piccola crociata per ottenere servizi “smart”.
Sia chiaro, i servizi digitali per la salute (e-health) non hanno come primo obiettivo far risparmiare tempo ma migliorare il processo di cura, aiutando a salvare vite (pensiamo ad esempio al monitoraggio cardiaco o il controllo dei livelli di glucosio per pazienti diabetici), migliorando la qualità delle informazioni gestite (quanti errori di interpretazione possono portare prescrizioni non digitalizzate!) e permettendo ai diversi professionisti di comunicare e condividere dati, per una diagnosi migliore (pensiamo al fascicolo sanitario elettronico). I benefici attesi, quindi, riguardano tutte le persone. Ma la gestione “operativa” della salute familiare è e resta “rosa”.

E’ istruttivo, a questo proposito, dare un’occhiata a quello che è successo in altri settori. Vent’anni fa il sistema bancario sembrava immutabile, ma la rivoluzione Internet e la competizione internazionale lo ha profondamente modificato. Ora esistono banche che operano solo on line e che sono le più convenienti, perché la digitalizzazione e il “fai da te” dell’utenza hanno fatto crollare i loro costi di funzionamento. A quando una sanità che si prenoti solo telefonicamente e on-line, che fornisca i referti on-line, che fornisca servizi informativi e di autodiagnosi, che riduca drasticamente i costi amministrativi, in modo da preservare risorse per il suo vero “core”, ovvero per essere in grado di fornire un servizio sanitario di qualità per tutti?

Alcuni esempi ben funzionanti, per quanto isolati, ci sono già anche in Italia, ad esempio in Veneto e in Emilia Romagna.

Guardando invece all’estero, ad esempio in Francia, applicazioni correnti contribuiscono a creare nuove abitudini. Tra le altre, “Pill Tag”, attualmente testata presso alcune farmacie pilota e sostenuta dall’associazione nazionale delle cure a domicilio, é una semplice app di interazione tra farmacista e paziente che allerta sulla presa del farmaco: che si tratti della pillola contraccettiva, dell’antibiotico del figlio o della compressa per la pressione della nonna, osservanza e regolarità sono garantite.
La m-health[1] apre oggi prospettive insospettate. Via telefono, anche le persone meno inclini alla navigazione su internet si abituano ad utilizzare applicazioni semplificate ma preziose per la gestione della salute:  follow up di malattie croniche quali il diabete, strumenti di allerta per le cadute, geolocalizzazione per le persone in perdita di autonomia, informazioni sanitarie riguardanti i viaggi, gestione delle medicine.  

E-health e m-health possono modificare radicalmente la gestione dei compiti che in famiglia si affidano convenzionalmente alle donne: la promozione della salute, l’educazione alla prevenzione, l’aiuto nella decisione terapeutica, la gestione delle patologie ed il naturale carico di visite, appuntamenti ed esami. Cercare informazioni presso le comunità on ine, proporre ai figli adolescenti dei serious games che sensibilizzino ai rischi delle dipendenze, preparare la visita medica redigendo la lista di domande utili, domandare agli altri internauti di classificare la top ten degli ospedali in città ...ecco solo alcune delle possibili declinazioni delle ITC.

E ormai le “native digitali” sono adulte, si affacciano al mondo del lavoro e alle scelte della vita e considerano arcaico non avere servizi a portata di click. Vediamo ad esempio la popolarità di certi strumenti “social” per le giovani mamme. Sempre in Francia, numerosi siti propongono informazioni e servizi sulla salute delle donne. Un esempio di collaborazione online: Rose Magazine un sito che offre sostegno e consigli per la gestione della vita con un cancro al seno e si impegna perché la società modifichi il suo sguardo sulle donne malate.

Perche in Italia la “digital life” tarda tanto? Aspettiamo forse una sanzione dall’Europa, che con Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea, ci ricorda che l’estendersi della “digital life” è una misura dello sviluppo dei paesi europei?
I servizi digitali per la salute sono uno dei temi della Smart Community, ma  da noi di Smart Communities si occupano i sindaci mentre di salute si occupano i governatori delle regioni...


Sabato prossimo
Mi sveglio comunque un’ora dopo, chissà che davvero qualcosa in più funzioni, per me e per tutte le “donne che corrono”…

L'appuntamento delle WISTER a FORUM PA 2013, Palazzo dei Congressi Roma, aperto a tutti, è in programma il 28 maggio dalle 15 alle 18: #PianoD: come liberare le risorse delle donne.
Il lavoro partecipato cominicia on line sul wiki dedicato alle WISTER su Stati Generali dell'Innovazione.

[1] Per m-health si intende l’uso di dispositivi mobilie (telefono, i-pad etc) per promuovere prodotti e pratiche legate alla salute, la ricerca sulla salute e i servizi ad essa connessi. Fonte: US Department of Health and Human Services http://www.hrsa.gov/healthit/mhealth.html

Ornella Fouillouze, manager di esperienza nel mercato ICT, dal 2007 si focalizza sulle soluzioni innovative per la Sanità. Parallelamente, conduce il Gruppo di Lavoro Sanità del Club TI di Milano, affiliato ad Assolombarda. In quest’ambito approfondisce i temi emergenti nell’IT per la Sanità, organizzando due convegni di successo, prima sul “Cittadino al centro del Sistema Salute” e poi sull’ “e-Health da casa”.
Giovanna Marsico, avvocato, è responsabile della piattaforma 2.0 Cancer Contribution e direttrice del Pôle Citoyen di Cancer Campus a Parigi. Membro attivo della sanità 2.0 e del movimento degli E-Patients e consulente presso le istituzioni sanitarie in Francia e in Europa, Giovanna milita per la parità e l'affermazione dei diritti umani.

 

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Commenti

anche laddove ci sono esperienze avanzate si può migliorare...

Ciao,
vivo in una regione dove è già disponibile il fascicolo sanitario elettronico, quindi il posto dove, in un click, sono raccolte richiesti ed esiti di esami svolti. Eppure quest'oggi con fatica e solo con la gentilezza di diverse persone mi sono districata con un referto che ho l'obbligo per legge di ritirare centralmente presso l'ospedale dove ho fatto l'esame specialistico anche se ho già avuto il referto on-line sul mio fascicolo.
L'obbligo, mi dicono, deriva dal fatto che c'è il mitico CD con le immagini dell'indagine per cui, dato il cloud sanitario è ancora da venire, in realtà sono comunque OBBLIGATA a ritirare il tutto manualmente.
In contemporanea un'efficiente giovane dottoressa mi ha refertato l'esame che ero andata a fare stamattina, così che il potevo avere subito il tutto senza ripassare. Fantastico pensare di poter assolvere l'obbligo d'un botto se non fosse stato anche stavolta per il CD.... Il CD è stampato centralmente dal robot (correttissimo) che però o stamattina aveva le paturnie oppure il suo gestore le aveva lui. Morale dopo un'ora non aveva stampato. Ho il referto ma devo tornare per il CD...
Ecco...non è una lamentela, direi che in qualche caso il percorso giusto è imboccato ma, come sempre, si può ancora migliorare :-)
Lucia

qualche altra proposta

Ho un dubbio in merito alla nostra funzione di "postine" che intermediano tra il medico di base e le strutture specialistiche: possibile che non si possano prenotare gli accertamenti direttamente dal pc del medico curante che li prescrive?

E quanto alle prescrizioni farmaceutiche, non sarebbe comodo se le ricette fossero inviate direttamente alla farmacia (scelta dal paziente in apposito elenco, per evitare favoritismi e lobby)?

E se le farmacie fossero aperte durante la pausa pranzo, che risparmio di tempo per noi!
Si, migliorare si può.