Editoriale

Ho deciso per chi votare

Dopo una lunga riflessione e dopo aver letto centinaia di pagine di programmi e di dichiarazioni ed essermi sorbettato decine di ore di televisione, ho finalmente deciso per chi vorrei votare e questa mia convinzione darà, almeno lo spero, un sapore nuovo e positivo al nostro prossimo FORUM PA 2013 (28-30 maggio) e al suo programma che sarà centrato sulla convinzione che il Paese ce la può fare, ma solo se abbiamo le idee chiare e una volontà tenace.

Ma torniamo alla mia parte politica preferita…del suo programma mi hanno convinto tre cose che vi racconto brevemente: guardare sempre al futuro mettendo al primo posto la qualità della vita dei cittadini e non avendo paura di grandi progetti innescati da investimenti pubblici; puntare sempre su una concreta innovazione fatta di programmi ambiziosi, ma chiari e con obiettivi definiti; proporre sempre riforme che disegnino una pubblica amministrazione che sia non più grande, neanche più piccola, ma solo più intelligente.

Per primo il futuro e il lavoro. “Siamo chiari – dice il mio politico d’elezione – la diminuzione del disavanzo da sola non è un piano economico. La stella polare che guida i nostri sforzi deve essere creare buon lavoro. Ogni giorno dobbiamo porci come Paese tre domande: come attrarre più lavoro nei nostri confini; come fornire alla gente le capacità e le professionalità necessarie per cogliere queste opportunità di lavoro; come essere certi che questo lavoro porti il nostro popolo a vivere una vita decente.” Questo programma diventa credibile perché è supportato da progetti ambiziosi che partono dagli investimenti pubblici in centinaia di migliaia di piccoli cantieri tesi prima di tutto ad aggiustare e mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare pubblico, ma in un’ottica di globale assetto del territorio (il programma originale cita come esempio i ponti in dissesto, ma io penso anche alle scuole e agli ospedali insicuri, all’efficienza energetica, alle smart city, ecc).

L’innovazione è al centro dello sviluppo. Fare per primi cose nuove ed ambiziose non è impossibile, basta avere il coraggio di definire le priorità e di focalizzare gli investimenti, invece di disperderli a pioggia, in un clima di partnership win-win tra pubblico e privato. Alcuni esempi tratti dal programma che vi dicevo parlano di una rete di hub hi-tech nel settore manifatturiero per portare nei settori della produzione innovazione di prodotto, oltre che di processo; parlano di un grande progetto per la mappatura del cervello umano; parlano di un’imponente azione per la green economy con l’obiettivo di ridurre del 50% lo spreco di energia nelle nostre case così come nelle nostre auto. E tutto questo non si può fare senza un cambio di passo nella scuola: perché “ogni dollaro speso per la scuola ce ne renderà sette in futuro”.

Infine l’amministrazione pubblica, il “government” direbbe il mio programma politico preferito, che deve costituire le ruote su cui tutta la macchina della ripresa cammina.

Anche su questo il programma è chiaro: non ci serve “meno Stato” , né tantomeno una PA più grande, ma un’amministrazione “più smart”.

Con la crescita dell’economia digitale e delle esperienze dei cittadini di servizi semplici ed economici su Internet, crescono esponenzialmente le aspettative verso l’amministrazione pubblica che deve stare al passo e addirittura superare queste aspettative. La PA deve imparare dalle esperienze migliori del privato a fornire servizi più veloci, più personalizzati e a costi sensibilmente minori. Con le nuove tecnologie questo è già possibile: basta avere il coraggio di usarle come default, con un cambio di cultura e di pratica che non può che essere stimolato dal centro, ma applicato poi in ogni ufficio.

L’informatica è un grande strumento di risparmio, di efficienza e di efficacia per l’azione pubblica. E’ veramente il mezzo per “do more with less”, come direbbe il mio programma di riferimento. Ma questo richiede di crederci davvero, di un investimento iniziale non banale e non dispersivo, di una governance chiara e stabile.

I più attenti dei miei lettori ormai avranno capito benissimo qual è il programma a cui mi riferisco: è descritto nel bellissimo discorso che Barack Obama ha rivolto al Congresso degli Stati Uniti sullo “Stato dell’Unione” lo scorso 12 febbraio, sì proprio in quei giorni in cui la nostra campagna elettorale si avvitava su temi non proprio strategici e non certo orientati al futuro.

Chiaramente non posso votare Obama. Chiaramente non posso e non voglio non votare: domenica prossima cercherò quindi di fare del mio meglio, ma nella convinzione che se non alziamo lo sguardo e non abbiamo “fame di futuro” non ne usciremo.

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Commenti

Cerchiamo l'Obama italiano

Ottimo articolo, completamente condivisibile. Io l'Obama italiano l'ho trovato, si chiama Bersani, anche se ê un po' meno abbronzato! D'altronde è l'unico che dice le stesse cose, anche se con accento emiliano. Ed è anche l'unico che ha fatto le primarie ... proprio come Obama!

Siamo lontani....

Grazie di questo Editoriale, ma se non riesco a "strappare" un telelavoro nemmeno mettendomi in ginocchio sul sale, pur avendo dato disponibilità a cambiare ufficio (e/o ente), a cambiare lavoro, ad anticipare le spese, a scrivere io il progetto, alla riduzione (ovviamente) dello stipendio... niente da fare, io devo viaggiare e la PA spendere, perchè siamo ancora incapaci (come Paese) di investire (una spesa - relativa - oggi, un risparmio per tutti domani).

Un saluto,
elettra rinaldi

Voterò Movimento 5 Stelle

Il movimento 5 stelle è l'unico che vuole un cambiamento serio, lo ha dimostrato nei fatti per quel poco che finora è riuscito a conquistare.
E' un'onda inarrestabile quella che si sta abbattendo sul nostro paese: è un'idea nuova, una visione più umana della società, governare con il buon senso, dalla parte dei cittadini, lontani dai poteri forti. Non abbiate paura del cambiamento, abbiate coraggio una volta nella vita...
Follia è votare sempre gli stessi partiti e aspettare risultati diversi.
Con loro non cambierà mai nulla.

Belle parole ma brutti fatti

Gentile direttore, premesso che Obama è un grande retore e premesso anche che i discorsi politici di grande spessore vengono normalmente preparati con l'ausilio di spin doctors, che non sono altro che pubblicitari di alto bordo specializzati nell'arte del persuadere in modo occulto bypassando i filtri della ragione, non credo sia molto utile basarsi solo sulle belle parole soprattutto quando si sa che le belle parole adempiono in politica la stessa funzione che adempivano i liquidi correttori quando ancora si scriveva a macchina: nascondere sbagli e brutture. Nel caso di Obama, chi segue da vicino le sue vicende e le sue promesse, sa che Guantanamo non è stato chiuso, che durante la sua presidenza ha dato grande impulso alla più vile delle guerre, quella fatta con droni che dove cadono ammazzano sia i colpevoli che gli innocenti, ha rinunciato alla possibilità di far sapere al mondo la verità sull'11 settembre uccidendo Osama Bin Laden che avrebbe invece potuto arrestare e interrogare, ha promulgato leggi o non si è opposto, pur potendolo fare, a leggi che eliminano totalmente la privacy postale di americani e non americani, ha dato ampio appoggio alle richieste provenienti dalle lobby del copyright e, ultimamente, la sua amministrazione ha negato la possibilità di salvezza a una persona che, per aver scaricato 14 file musicali in modo illegale si è vista condannare a una multa di 222.000 dollari pari a oltre 10.000 volte il valore di mercato della musica non acquistata. Ma questa è solo la punta dell'iceberg perché tra l'Obama mediatico e l'Obama reale non esiste alcun rapporto. Non dimentichiamolo e non entusiasmiamoci troppo perché a volte le chiacchiere sono belle ma i fatti sono indicibilmente tristi.

Alimentare la convinzione che il Paese ce la può fare

Mentre leggevo il Suo editoriale - che trovo sempre puntuale, accattivante e frizzantino - mi domandavo quale programma contenesse le proposte riportate (così innovativo, dinamico e di lunga veduta!) ... Impossibile che mi fosse sfuggito!
Ancora una volta sono d'accordo con Lei e per la prima volta invio un mio commento per ringraziarLa anche per i precedenti editoriali. Ce ne fossero molte di persone come Lei, anche tra i politici che verranno eletti! Domenica farò anch'io del mio meglio e Lei: continui ad illuminarci per contribuire a tenere in sesto la colonna vertebrale delle nostre sempre più acciaccate P.A..

sono d'accordo con Lei,

sono d'accordo con Lei, ammesso che ci sia una vera maggioranza, altrimenti sarà la solita corsa al mantenimento della propria poltrona. Proviamo a credere che le cose possano cambiare...........

editoriale

Purtroppo ho capito per chi ha deciso di votare. Vorrei essere convinta come Lei, ma non mi pare proprio il nuovo che avanza e, da quella parte, viene gran parte del male della pubblica amministrazione, cenacolo di clientele e vagabondi.

elezioni politiche 2013

Cara Cristina,
complimenti per aver capito chi vuole votare.
tutti parlano di lavoro, innovazione, sviluppo, nuovo ruolo della pubblica amministrazione. e poi internet, inglese ecc. ecc.
io mi fido solo di chi prepara con le proprie aziende 40.000 buste paga al mese!
avete capito di chi parlo? di un grande Cavaliere!!
Marco

Marco ma sei per caso il

Marco ma sei per caso il cavaliere con un nome fittizio? Tanto lui l'unica cosa che sa fare è occupare le televisioni e prendere per i fondelli i Marco come te, se sei vero!!!

ottima idea! visto come ha

ottima idea! visto come ha sviluppato e innovato la PA negli ultimi 20 anni.

editoriale

Purtroppo ho capito per chi ha deciso di votare. Vorrei essere convinta come Lei, ma non mi pare proprio il nuovo che avanza e, da quella parte, viene gran parte del male della pubblica amministrazione, cenacolo di clientele e vagabondi.

Un Nuovo programma elettorale

Bellissimo, ben detto dott. Mochi Sismondi! Forse ho capito per chi vota, il programma elettorale è ambizioso e convincente. Sono convinta, comunque, che i programmi elettorali, concepiti dalla testa delle persone, poi debbano camminare sulle loro gambe che, negli ultimi vent'anni hanno rivelato una preoccupante disabilità nella deambulazione, in particolare quando si sono imbattute in sentieri tortuosi come la trasparenza, l'efficienza, l'economicità, la meritocrazia e la distribuzione equa della ricchezza, vivendole come salite indesiderate e fatiche evitabili e determinando una colpevole deviazione dall'itinerario concordato con gli elettori. La natura umana, si sa, in genere porta ad evitare le fatiche se non vi è costretta! Allora credo che a chiunque abbia la responsabilità di governare il nostro paese sia necessario affiancare una squadra "intelligente" per il monitoraggio dell'itinerario e delle tappe del prossimo governo, che svolga il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscano il raggiungimento della meta. Una squadra che abbia un obiettivo più operativo che non induca il governo a ricadere nelle asfittiche e mefistofeliche "tattiche", "alleanze" e "compromessi" utili a mantenere in sella i politici piuttosto che a mantenere in sella il paese. La squadra "operativa e intelligente" a cui penso siamo tutti noi cittadini, nelle varie forme associative e non, non dobbiamo dimenticarci del nostro paese dopo il voto, dobbiamo presidiare e tutelare la nostra vita civica con coraggio e libertà, isolando e denunciando pubblicamente coloro che non rispondono degnamente alla delega di rappresentanza ricevuta con il voto, svolgendo un ruolo che parta da una visione più emancipata di democrazia che sia realizzata attraverso una cittadinanza attiva e responsabile, che rivendichi i propri diritti ed esiga quotidianamente risposte politiche efficaci per il soddisfacimento dei propri legittimi bisogni in ogni ambito della vita civica trasformando l'aberrante "clientela" in "consenso consapevole".

Anche io ho deciso di votare

Anche io ho deciso di votare come lei dott. Mochi Sismondi ( e a da parecchio tempo direi), in altri termini voterò chi riterrò più si avvicini a questo modo di vedere il futuro del paese. Non dimentichiamoci che abbiamo i politici che votiamo, porcellum permettendo, e comunque se non saremo parte attiva nel controllare costantemente ciò che fanno i nostri politici la democrazia in questo paese non funzionerà mai.
Saluti.