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#SalviamoGliOpenData: la "Settimana della Trasparenza" di Agorà Digitale

Da lunedì 21 gennaio i cittadini metteranno alla prova il livello di trasparenza delle amministrazioni, in particolare quelle a loro più vicine, come la scuola dei figli o l'ospedale in cui si curano. E intanto stanno arrivando adesioni bipartisan al “Patto per gli Open data” una lista di impegni per i candidati alle prossime elezioni...

Con l’hashtag #SalviamoGliOpenData, Agorà Digitale lancia la prima “Settimana della trasparenza”: per 6 giorni, a partire da lunedì 21 gennaio, i cittadini controlleranno il livello di trasparenza di tutte le amministrazioni (Comune, Provincia, Regione, ma anche la scuola dei propri figli, e il proprio ospedale) inserendo su una mappa sia i casi virtuosi sia tutte le inadempienze rispetto alla normativa. Insomma, un “monitoraggio di massa”, per verificare in prima persona la risposta delle amministrazioni ai nuovi obblighi di trasparenza in vigore dal 1° gennaio 2013. Da quella data, infatti, tutte le Pubbliche amministrazioni devono pubblicare on line in formato aperto l’elenco completo delle spese superiori ai mille euro effettuate dal luglio scorso, come stabilito dall’articolo 18 del “Decreto Sviluppo” (Decreto Legge n. 83/2012).

Il portale “L’Era della trasparenza servirà ad orientare i cittadini nell’accesso agli Open Data della Pubblica Amministrazione e soprattutto a facilitare la partecipazione attiva alla vita delle istituzioni. Nel corso della “Settimana della trasparenza” si disegnerà in progress la mappa dei casi virtuosi e delle inadempienze, arricchita con grafici ed elaborazioni che permetteranno di verificare in tempo reale, minuto per minuto, tutti i dati relativi alle spese della Pa. Al termine della settimana sarà stilato e diffuso un report sulla trasparenza degli enti pubblici che su una mappa indicherà chi ha reso consultabili i propri dati in forma aperta, cioè facilmente reperibili, consultabili e riutilizzabili, e chi invece, semplicemente, non rispetta la legge.

A politici ed amministratori, invece, Agorà Digitale propone di andare anche oltre la trasparenza e impegnarsi ad aprire un canale aperto e diretto con cittadini, per rispondere alle loro domande su pagamenti, sovvenzioni, contributi e altri investimenti finanziari delle amministrazioni e di chiedere al prossimo governo di riconoscere formalmente questo diritto di conoscenza a ogni singolo cittadino. Da un lato, dunque, chi da “dentro il palazzo” dovrà fare pressione affinché la trasparenza non resti lettera morta; dall’altro, chi amministrando in prima persona enti come Comuni, Asl e comprensori scolastici dovrà impegnarsi e impegnare la struttura che lo circonda ad allinearsi alla disciplina degli open data.

E sono già arrivate importanti adesioni bipartisan al “Patto per gli Open data”, che impegna chi lo firma a spendersi, in caso di elezione, nelle sedi adeguate per l’affermazione della cultura dei dati liberati nella nostra Pa e per il rispetto delle leggi in materia. Tra i firmatari, Antonio Ingroia e Pietro Ichino.

Per approfondimenti e per consultare la lista integrale dei sottoscrittori 

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