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Censimento Istat sulle istituzioni pubbliche: conto alla rovescia per la chiusura della rilevazione

Parte il countdown per la chiusura delle operazioni censuarie, fissata al 20 dicembre. Entro questa data tutte le istituzioni pubbliche – 13mila tra enti e amministrazioni e  circa 10mila istituti scolastici – sono chiamate a compilare il questionario esclusivamente on line.

Il Censimento costituisce un preciso obbligo di legge, ma è soprattutto una opportunità per le istituzioni pubbliche. Lo scopo della rilevazione, infatti, è quello di offrire un preciso quadro informativo statistico sulle peculiarità strutturali e organizzative del settore pubblico in Italia, con particolare attenzione alle unità territoriali e alle sedi decentrate.

Le informazioni acquisite attraverso il Censimento, georeferenziate, consentiranno una lettura articolata della attuale distribuzione dei servizi e degli uffici, offrendo lo strumento conoscitivo per una razionalizzazione della macchina pubblica e per un efficiente uso delle risorse sul territorio.

La conoscenza approfondita dei processi di modernizzazione della PA, inoltre, alla luce degli obiettivi di risparmio e di riqualificazione della spesa, diviene indispensabile per fornire ai decisori e all’opinione pubblica cifre corrette, dando così la possibilità di scelte politiche razionali, basate su confronti e benchmarking tra amministrazioni.

La documentazione e l’accesso al questionario on line sono disponibili sul sito censimentoindustriaeservizi.istat.it

Per maggiori informazioni, una breve scheda informativa sul Censimento

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Commenti

Ancora obblighi di legge ...

In Italia abbiamo sempre questo approccio normativo e coercitivo.
Anche per il censimento delle istituzioni pubbliche occorre una legge, con dispendio di risorse per pensarla, formalizzarla, ratificarla ed attuarla.
Centinaia di persone saranno coinvolte in questo sforzo.

Ritengo sarebbe più proficuo iniziare a pensare in un modo diverso; ad esempio, in questo caso sarebbe stato più semplice predisporre il questionario per il censimento, e quindi pubblicizzare, sia attraverso circolari interne, sia attraverso informazione pubblica, che gli enti che non restituiscono il questionario debitamente compilato entro la data del termine perderanno qualsiasi diritto al proprio riconoscimento, a fondi e finanziamenti, ed al posto di lavoro per tutti i lavoratori e collaboratori.

In sostanza, occorre trasformare quello che viene visto come un ulteriore adempimento burocratico in una necessità ed in un'opportunità per la sopravvivenza.

È ora di finirla di aspettarsi che lo 'Stato' debba fare al posto nostro: lo Stato siamo noi, cittadini, lavoratori della PA, dirigenti ... e tutti dobbiamo imparare a rimboccarci le maniche e a dare una mano, soprattutto ora che la situazione è critica per tutti.

A parere mio occorre quindi modificare l'approccio in quello del 'do ut des': ti chiedo uno sforzo, ma in cambio ti offro un vantaggio.