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On line il portale del Repertorio nazionale dei dati territoriali

L'interoperabilità nel campo dell'informazione geografica è un elemento essenziale per favorire politiche coerenti ed integrate di sviluppo  e pianificazione del territorio. Per una volta la legge italiana è all'avanguardia e, con il Codice dell'Amministrazione Digitale, ha anticipato la normativa Europea in materia. Dall'aprile scorso è così on line il portale del Repertorio nazionale dei dati territoriali, che dovrebbe racchiudere tutti i dataset pubblici riguardanti il territorio italiano in formato linked open data e garantire l'interazione con il Geoportale Inspire, il Geoportale Nazionale e con altre infrastrutture dati. Ce lo presenta Sarah Ungaro, nell'ambito della nostra collaborazione con lo studio Legale Lisi.

Come previsto dall’art. 59 del Codice dell’amministrazione digitale (CAD - D.Lgs. n. 82/2005) è stato messo on line dal 5 aprile 2012 il portale del Repertorio nazionale dei dati territoriali (RNDT), azione finalizzata a gettare le basi di un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità (Inspire) che promuova lo scambio, l’utilizzo e la condivisione in maniera interoperabile dei dati territoriali e dei servizi ad essi relativi da parte dei diversi livelli dell’amministrazione pubblica e dei vari settori.

L’art. 59 ha di fatto anticipato quanto previsto in materia dalla Direttiva 2007/2/CE (recepita in Italia con il D.Lgs. n. 32/2010). Nello specifico, come si evince all’art.4 della Direttiva, le sue disposizioni si applicano ai “set” di dati territoriali (ovvero un insieme di dati territoriali identificabili) disponibili in formato elettronico, detenuti da o per conto di un’autorità pubblica (anche da terzi autorizzati) e relativi a una zona in cui uno Stato membro eserciti diritti giurisdizionali.

La Direttiva prevede che le infrastrutture per l’informazione territoriale degli Stati membri garantiscano che i dati territoriali siano archiviati e resi disponibili in conformità agli standard internazionali, in modo da garantire, inoltre, il rispetto del principio di interoperabilità.

Già con l’art. 59 del Codice dell’amministrazione digitale il nostro Legislatore si era mostrato desideroso di ovviare all’estrema frammentazione che caratterizzava i dati territoriali (definiti come qualunque informazione geograficamente localizzata), considerata tra le cause di una più lenta e macchinosa adozione di provvedimenti in materia di pianificazione territoriale, sicurezza, trasporti e ambiente, protezione civile.

Con questo intento, all’art. 59 del CAD sono stati previsti il Repertorio nazionale dei dati territoriali, al fine appunto di “agevolare la pubblicità dei dati di interesse generale, disponibili presso le pubbliche amministrazioni a livello nazionale, regionale e locale”, e il Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle pubbliche amministrazioni. Tale Comitato ha infatti predisposto le “Regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio nazionale dei dati territoriali, nonché delle modalità di prima costituzione e aggiornamento dello stesso”, in seguito adottate con il Decreto Ministeriale 10 novembre 2011.

Il Repertorio nazionale dei dati territoriali è inoltre individuato tra le basi di dati di interesse nazionale dall’art. 60 dello stesso CAD: queste costituiscono, per ciascuna tipologia di dati, “un sistema informativo unitario che tiene conto dei diversi livelli istituzionali e territoriali e che garantisce l'allineamento delle informazioni e l'accesso alle medesime da parte delle pubbliche amministrazioni interessate”. Occorre poi tenere presente che la realizzazione di tali sistemi informativi e il loro aggiornamento devono essere attuati secondo le regole tecniche sul Sistema pubblico di connettività (SPC), di cui agli articoli 73 e ss. del CAD, ossia alla stregua di quanto disposto dal DPCM 1 aprile 2008.

Mediante il nuovo portale del Repertorio dei dati territoriali, dunque, sarà possibile accedere on line al catalogo nazionale dei metadati, ossia a quelle “informazioni che descrivono i dati territoriali e i servizi ad essi relativi e che consentono di registrare, ricercare e utilizzare tali dati e servizi", come definiti dal Decreto Ministeriale 10 novembre 2011.

Tale Repertorio, infatti, grazie al quale sono liberamente e gratuitamente consultabili anche dai privati[1] le informazioni sui dati territoriali di cui sono titolari le Pubbliche Amministrazioni, costituisce il registro pubblico di tali dati, in quanto ne certifica l’esistenza[2].

In estrema sintesi, tramite il portale RNDT, entro un anno dall’emanazione del Decreto Ministeriale 10 novembre 2011, le PA dovranno realizzare, e successivamente aggiornare, il catalogo ufficiale dei metadati seguendo le indicazioni presenti nelle Regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio nazionale dei dati territoriali, adottate con lo stesso Decreto. Peraltro, l’osservanza delle citate Regole tecniche, emanate anche nel rispetto degli standard internazionali ISO, garantisce anche la contestuale conformità al Regolamento 2008/1205/CE, recante attuazione della Direttiva 2007/2/CE relativamente ai metadati.

È interessante sottolineare che, in base a quanto previsto dall’art. 4 del menzionato Decreto, le PA restano titolari e responsabili della correttezza, della tenuta e dell’aggiornamento dei dati e dei metadati relativi al territorio di riferimento pubblicati nel catalogo del portale RNDT.

 

* dott.ssa Sarah Ungaro - Digital&Law Department - Studio Legale Lisi – www.studiolegalelisi.it

 

 


[1] Diversamente, le informazioni relative alle nuove acquisizioni di dati sono invece consultabili solo dalle Pubbliche Amministrazioni accreditate, essendo infatti disponibili solo in un'area riservata del portale del Repertorio dei dati territoriali.

[2] Come previsto dall’art. 4 del Decreto Ministeriale 10 novembre 2011.

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