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Pronto all’uso il Fascicolo sanitario elettronico, fonte di grande risparmio e di migliore interazione fra cittadini e PA

Con l’entrata in funzione a pieno regime del web-fascicolo si eviterebbero spese in una misura compresa fra i 3 e i 5 miliardi di euro all’anno: questo quanto dichiarato dal ministro Filippo Patroni Griffi, che ha presentato - insieme al collega Francesco Profumo - i termini dell'iniziativa a Roma, martedì 4 luglio. Già avviata, in collaborazione con il Cnr, una sperimentazione “massiccia” del progetto in tre regioni: Piemonte, Campania e Calabria. Nel corso della presentazione è stato anche annunciato che il documento elettronico unificato, vero trait d’union fra carta di identità e tessera sanitaria, debutterà nel 2013.

La “messa a regime” del fascicolo sanitario elettronico - iniziativa presentata a Roma martedì 4 luglio - può procurare notevoli risparmi in termini strettamente economici, senza tenere conto di quelli che, indubbiamente, potrebbe comportare anche rispetto alla modernizzazione dei servizi che la PA deve essere in grado di rendere al cittadino. E il “tesoretto” risparmiato sarebbe da considerare perfettamente in linea con le esigenze sempre più pressanti in materia di spending review, enfatizzate come necessarie dal Governo nell’ultimo periodo. Infatti, secondo le prime stime, il risparmio conseguente all’entrata in vigore a pieno ritmo del fascicolo sanitario elettronico oscillerebbe addirittura fra i 3 e i 5 miliardi all’anno: questo è quanto calcolato dai vertici di Palazzo Vidoni, e le cifre sono state confermate dal ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi e da quello all’Istruzione Francesco Profumo che nell’incontro dedicato hanno presentato il progetto in tutte le sue sfaccettature.
Come ha spiegato Patroni Griffi, “con il fascicolo elettronico si produce un risparmio evidente e netto, che è quello relativo alle ricette”, una voce che da sola sarebbe quantificabile in “600 milioni all’anno”. Altri risparmi saranno stimabili più precisamente quando la maggiore operatività del sistema sarà raggiunta, e se ad essere considerati saranno i costi vivi aggiunti alla riduzione degli sprechi, ha dichiarato ancora il ministro, la percentuale di risparmio si può a ragione definire “discreta”. Grazie ad una collaborazione avviata con il Cnr, è stato deciso un utilizzo sperimentale del progetto relativo al web-fascicolo, definito “massiccio” visto che coinvolge tre regioni di particolare importanza strategica: Campania, Piemonte e Calabria.
Patroni Griffi ha anche ricordato come sui temi della sanità elettronica, dei pagamenti on line e dell’identità elettronica “siano stati indubbiamente fatti molti passi avanti, ma è ormai troppo tempo che deve essere completato l’ultimo miglio”: in pratica, quindi, il sistema garantisce sulla possibilità del suo migliore utilizzo, ed è solo proprio questo che deve prendere decisamente l’avvio.
Il ministro Profumo ha quindi voluto approfondire il concetto già espresso dal collega, partendo dall’assunto che anche questa iniziativa è volta ad ottimizzare la nostra PA, sottolineando come “sia finalmente arrivato il momento di operare delle scelte”, e che per far questo “ci vuole uno sforzo da parte di tutto il Paese”, visto che troppo spesso “vengono spese troppe risorse in sperimentazioni che poi non si trasformano mai in un modello nazionale valido”.
Le linee guida sul fascicolo elettronico sono già state messe a punto e sono di fatto “pronte all’uso”, ma ora sono le Regioni a doverle mettere in pratica.
Nel corso dell’incontro il Direttore Generale dell'Ufficio Studi e Progetti per l'innovazione Digitale della Presidenza del Consiglio, Paolo Donzelli, ha inoltre annunciato che il documento elettronico unificato, vero trait d’union fra carta di identità e tessera sanitaria, “debutterà nel 2013”, e questo – anche vista la determinazione nel dichiararlo, fissando addirittura una data precisa sulla sua operatività - rappresenta una novità assoluta, e una (ulteriore) notizia di tutto rilievo.
Obiettivo dichiarato da parte del Governo è quello di realizzare la Carta Nazionale dei Servizi (Cns) che valga come tessera di identità ma anche come piattaforma di accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione. E a questo proposito è opportuno sottolineare che a tutt’oggi, in Italia, sono già state consegnate circa 24 milioni di card: una massa documentale assolutamente critica, che potrebbe rivelarsi utile come “cartina di tornasole” per il successo del progetto nel suo complesso.

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Nota

La sperimentazione della TS/CNS è avviata anche in Sardegna. Link: http://www.regione.sardegna.it/tscns/