Corsivo

Niente più regali (o quasi) ai dipendenti della PA. Una bella sorpresa... e forse non è l’unica

 

passepartoutLo scorso venerdì 1 giugno, con una votazione che definire “bulgara” è certamente riduttivo, 502 deputati (solo 2 i contrari, e sarebbe simpatico capire chi sono e quali le loro motivazioni di voto, se sono esternabili) hanno approvato l’articolo 1 contenuto nel disegno di legge anti-corruzione, quello che introduce alcune novità importanti per i dipendenti pubblici, nel disegno più complessivo avviato dal Governo Monti per contrastare il triste fenomeno nella pubblica amministrazione nazionale. Nel particolare, si tratta del divieto, per tutti i dipendenti della PA di accettare regali, compensi o favori in cambio di servizi. Per essere precisi, il testo approvato recita testualmente: “Divieto per tutti i dipendenti pubblici di chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità, in connessione con l’espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, fatti salvi i regali d’uso, purché di modico valore e nei limiti delle normali relazioni di cortesia”. E su quest’ultimo aspetto si attende maggiore chiarezza, perché il “modico valore” e i “limiti delle normali relazioni di cortesia” devono essere ancora stabiliti, visto che la proposta di fissarne i paletti ad un massimo di 300 euro è stata rimandata dal Ministro Filippo Patroni Griffi ad una decisione collegiale dell’esecutivo, unitamente a quella di estendere il divieto di cui sopra anche a sindaci ed assessori (e speriamo che l’estensione, talmente ovvia, non incontri ostacoli di sorta). Quindi, è pur vero che si è solo compiuto un piccolo-grande passo, ed è altrettanto vero che adesso il testo passa al Senato e la storia del nostro Parlamento ci dice che tutto è possibile e niente è certo fino all’ultimo atto formale, ma immaginare capovolgimenti sostanziali all’essenza del ddl in questione vista l’adesione plebiscitaria da parte di tutte le parti politiche, è francamente impensabile.

La strada chiara e netta di questo cammino, quindi, pare tracciata. Ed è una strada che prevede anche l’istituzione di un’Autorità Nazionale per contrastare i casi di corruzione nella PA, l’attuazione di un Piano di prevenzione da applicare in tutti i settori pubblici e arricchisce quanto già prospettato all’inizio dello scorso mese di febbraio, quando la “Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione” – anche questa istituita dal Ministro Patroni Griffi - ha prospettato l’ipotesi di istituire premi (garantendo l’anonimato) per coloro che denunciano atti di corruzione compiuti da dipendenti della Pubblica Amministrazione. Lo studio in questione, di fatto, sancisce l’avvio di una politica meritocratica a beneficio di chi segnalerà reati contro la pubblica amministrazione, soggetti benemeriti che in ogni caso avranno la garanzia di essere completamente tutelati. Il testo prospetta anche la necessità di introdurre diverse forme di prevenzione e offrire ai funzionari che operano nei settori più a rischio la possibilità di usufruire di un piano di rotazione.

E a questo punto ci vengono in mente almeno due richiami da fare. Il primo ci rimanda al corsivo della scorsa settimana, quando si segnalava il caso di un ex dipendente della PA indiana che, andato in pensione un paio di anni fa, aveva organizzato un sito internet chiedendo di segnalare i casi di corruzione ai quali i cittadini del suo paese vengono costretti per il disbrigo anche delle pratiche più normali. Il successo dell’inziativa è stato tale fin dal suo esordio che paventavamo la “copiatura” in Italia del progetto, e che a metterlo in cantiere non sia un singolo cittadino ma il nostro Governo in “prima persona” riempie il cuore di gioia e aspettative.
Il secondo, invece, ci fa tornare con orgoglio alla possibilità di poter citare la nostra iniziativa “La carica delle 101 idee per una PA migliore”, laddove una delle idee “vincenti” era proprio riferita all’ipotesi di istituire forme di premialità nei confronti di chi denuncia malversazioni di ogni tipo all’interno della nostra PA, proprio come previsto dalla Commissione anti-corruzione istituita di recente dal Ministro Patroni Griffi. Come si suol dire, anche stavolta siamo decisamente “sul pezzo”. 

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Commenti

Mi butto da un paracadute bloccato se .... ?

Mi butto da un paracadute bloccato se vi faccio le seguenti domande?

Allora al bando anche "la cooptazione"?
Chi fa questo "miracolo"?
Così la finiamo di fare "sagge classifiche"?

Ad maiora
Agata

ma poi che uso se ne farà?

Mi spaventa poichè visti alcuni ambienti, i "classici" dipendenti incompetenti e raccomandati possono utilizzare questi strumenti contro quelli non raccomandati che lavorano e già solo per questo danno fastidio. e magari quelli che denunciano casi simili sono proprio quelli che ne sono coinvolti! come si potrà accertare poi chi ti potrebbe diffamare ?

a parte gli impiegati intanto ripuliamo il parlamento e chi ricopre cariche istituzionali da quelli già condannati!

Poi il problema dal punto di vista delle risorse umane e a tutti i livelli sono i raccomandati e quelli che entrano in modo clientelare. nella sanità sarebbe semplicemente il caso che la politica ne sia meno dentro.

in effetti ....

in effetti uno potrebbe denunciare un collega solo perchè gli sta antipatico o rivale in qualche concorso. in genere quelli che fanno danni stanno in alto dai dirigenti in su andrebbero controllati tutti sopratutto direttori etc etc etc più stanno vicino alla politica peggio è ....

ma nel decreto il dipendente

ma nel decreto il dipendente "anonimo" che denuncia rischia non solo sanzioni fino al licenziamento, ma dovrà anche risarcire di tasca propria gli illeciti segnalati che si dimostreranno infondati. quindi ottima cosa ma con le prove altrimenti se si fa solo per discriminare un collega o superiore impropriamente sono cavoli amari!

bene! peccato che non ci sia

bene! peccato che non ci sia nulla di nuovo. Una cosa nuova sarebbe invece applicare ai rappresentanti politici gli stessi principi base del pubblico impiego. Perchè idipendenti pubblici rischiano la sospensione dai pubblici uffici per qualsiasi ipotesi di reato mentre i parlamentari possono continuare a esercitare il loro mandato anche quando condannati? Perchè questo DL è passato con "maggioranza bulgara", mentre il DL anticorruzione dei parlamentari è da settimane in stallo in parlamento?

qual è la novità?

Nel codice di comportamento dei dipendenti pubblici (art. 3) c'è già il divieto di chiedere e accettare regali («Il dipendente non chiede, per sé o per altri, né accetta, neanche in occasione di festività, regali o altre utilità salvo quelli d'uso di modico valore, da soggetti che abbiano tratto o comunque possano trarre benefìci da decisioni o attività inerenti all'ufficio»). Cosa cambia esattamente?

ma il presidente Formigoni lo sa?

Caro Fabrizio, hai proprio ragione, la norma c'è già ed è in vigore da diversi anni, questo però, a quanto pare, vale solo per l'impiegatucolo che riceve la bottiglia di vino a Natale e per questo potrebbe anche essere oggetto di inchiesta disciplinare, ma a quanto pare il Presidente Formigoni che si è fatto regalare da un amico, molto molto molto amico la vacanza per se e la sua famiglia non vale, ma potrebbe rispondere qualcuno: ma cosa c'entra, il Presidente viene pagato con i soldi pubblici soltanto per il tempo del suo mandato quindi si potrebbe considerare un dipendente pubblico quasi privato e non c'è assolutamente corruzione in questo caso. Ma Fabrizio, tu cosa ne pensi e cosa ne penseranno tutti quelli che leggeranno queste considerazioni? Intanto però Formigoni si difende dicendo che non si può essere sgarbati con un "amico" che ti offre la vacanza, non vi pare?

Non abbiamo bisogno di altre authority inutili

Siamo in crisi o no?
Allora la smettiamo di proporre altre authorities più o meno inutili,
se ben mi ricordo qualche anno fà si proponeva addirittura l'accorpamento di Banca d'Italia, Consob etc.?
Non mi sembra più il tempo di proporre nuovi enti inutili.....
E poi la magistratura a che serve?
Ed ancora rubare milioni di euro e accettare una scatola di cioccolatini è la stessa cosa?

Vorrei capire meglio...

Anche io vorrei capire meglio quali sono le novità, a parte la nuova Authority.
Il codice di comportamento per i pubblici dipendenti c'è da qualche anno, e il codice penale, da sempre, ha previsto i reati di corruzione e concussione. Che ci sia stato qualche cambiamento negli ultimi 150 anni è probabile, ma la sostanza è sempre la stessa.
Nuove norme, quindi, servono? Non basterebbe applicare quelle che già ci sono e farle rispettare?
Si può anche realizzare un sito per le denunce, ma sarei curiosa di vederne poi i risultati.
Quello su cui si dovrebbe agire, ma è sicuramente la cosa più difficile, sarebbe il senso civico delle persone. C'è sempre chi è convinto che senza raccomandazione non si possa ottenere nulla e che crede che tutto (e tutti) abbia un prezzo.
La cosa triste, e lo dico da dipendente della PA da quasi 36 anni, è che per poche persone corrotte, si faccia poi di ogni erba un fascio e si arrivi a dire che i dipendenti della PA sono tutti corrotti.
Francamente, trovo la cosa estremamente offensiva per me come per tanti dipendenti che hanno sempre lavorato onestamente vivendo del loro stipendio senza profitti "aggiuntivi".

cultura

infatti il problema è culturale e il sistema è stato accentuato negli ultimi ventanni dall'esempio di politici assurdi. il dramma non è dal punto di vista economico ma in italia sopratutto dal punto di vista culturale , ci voranno generazioni prima che si ritorni alla normalità. nella PA poi regnano ancora raccomandati e incompetenti a tutti i livelli ! alcuni non sanno cosa significa lavorare e se qualcuno senza raccomandazione lavora e ha delle competenze sembra quasi un marziano che lotta contro i mulini a vento!