Espositori informano

L’anima della nuvola

Comunicato Stampa. Mercoledì 16 maggio all’Ara Pacis di Roma presentati tre protagonisti del cloud computing in sanità: l’Ulss 8 di Asolo, Forum PA e Noemalife.

Una nuvola di umanità e di tecnologia si è adagiata sull’Ara Pacis a Roma. Classico ed innovazione si sono fusi nell’armonia del risultato. Da una parte Augusto e il suo ordine di un impero pacificato,  dall’altra l’Ulss 8 di Asolo che assieme a Forum Pa ha presentato tre storie di innovazione in sanità.

L’evento, che si è svolto ieri mercoledì 16 maggio nella splendida cornice museale dell’Ara Pacis, si è focalizzato sul cloud computing in sanità, su quella “nuvola” che ormai accompagna molti cittadini e che contiene la nostra storia sanitaria e le opzioni per il nostro benessere.

All’evento hanno partecipato dirigenti del mondo della sanità italiana, delle aziende che nel mondo si occupano di cloud computing e professionisti della sanità presenti a Forum Pa.

La “nuvola”, il cloud, impalpabile ed etereo, è ormai denso di dati e servizi per il benessere dei cittadini e costituisce l’innovazione più significativa della sanità italiana. In particolare, l’Ulss 8 offre servizi quali il PIC (Portabilità individuale clinica, cioè il fascicolo sanitario elettronico) e il TIC (Telemedicina in cloud) che si basano sulle potenzialità offerte dal cloud computing ed ha messo insieme una serie di regole e protocolli precisi in grado di garantire sicurezza ed efficienza all’infrastruttura di cloud computing e a tutti i cittadini assistiti.

La serata ha offerto a tutti gli ospiti la visita guidata al museo dell’Ara Pacis ed poi presentato le testimonianze di tre protagonisti dell’innovazione in sanità.

A presentare la serata Antonio Veraldi, direttore di Forum Pa, che ha subito passato la parola al dottor Renato Mason, affinché raccontasse la sua esperienza come direttore dell’azienda Ulss 8 di Asolo, azienda così dinamica e puntuale nell’innovazione sanitaria.

Mason ha spiegato come, arrivando da una lunga esperienza nel privato, ha cercato subito di puntare sulla cultura del risultato. Una cultura che andasse a verificare concretamente ciò che si era ottenuto e chi si era riusciti ad aiutare.

“Ho trovato un mondo molto attento ad adempiere i propri incarichi ed i propri doveri – ha esordito Mason -; preciso nelle scadenze, ma non ancora focalizzato sul benessere delle persone. Semplificando potrei dire che forte era la preoccupazione ad avere tutte le carte a posto, piuttosto che a capire il grado di soddisfazione del cittadino. Ho cercato di spiegare come il cittadino sia portatore di diritti, anche di doveri certo, ma nella sostanza sia come un cliente al cui benessere dobbiamo guardare”.

“Per questo mi sono lanciato sull’innovazione – continua Mason -, certo che offrisse risposte in tempo reale da parte dei cittadini su quello di cui avevano bisogno e su quello che avevano ottenuto. Un grande monitor acceso sulla loro mente e sul loro cuore. Mi sono reso conto che si doveva rispondere alla crisi non riducendo la qualità, ma investendo le risorse finite per dare risposte agli infiniti bisogni della gente. L’unica strada, per riuscire in questo, è l’innovazione di processo. In particolare con il digitale la relazione con il cittadino è più veloce. Voglio portare solo un esempio, quella che noi chiamiamo la clinica da polso, un piccolo apparecchio che noi usiamo in telemedicina – telemedicina realizzata grazie al nostro sistema digitale – in grado di rilevare periodicamente e sistematicamente tutti i parametri vitali del paziente cardiopatico e di trasmetterli al medico di medicina generale e allo specialista. Questa è indubbiamente una risposta veloce che genera benessere e salute per il cittadino”.

Dopo Mason è stata la volta del dottor Angelo Liverani, vicepresidente esecutivo e fondatore di Noemalife, azienda leader mondiale dell’informatica clinica ospedaliera, che offre servizi a 1800 strutture sanitarie e a più di 45mila professionisti (con forniture in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Argentina, Cile, Belgio, Giappone, Emirati Arabi Unit e sta penetrando anche in Brasile).

Il dottor Liverani ha conversato con il dottor Mario Po’, direttore amministrativo dell’Ulss 8, e principale promotore della sanità digitale dell’azienda socio-sanitaria veneta.

Liverani ha raccontato come per lui scegliere di lavorare per il mondo della sanità sia stata una specie di vocazione che poneva lo spirito contadino della tradizione emiliana da cui proviene e gli studi di Ingegneria con una predisposizione al benessere e alla solidarietà delle persone.

“Volevo fare qualcosa di migliore, migliore per chi ha bisogno – ha spiegato Liverani -. Per me il problema non era un ostacolo, piuttosto il problema era un’occasione per costruire qualcosa di buono. Mi chiedete che cosa rappresenti per me la sanità digitale? Vi rispondo raccontandovi la mia esperienza in America Latina. Mi trovavo lì per lavoro ed ho avuto alcuni problemi di salute. Sono stato ricoverato d’urgenza in una clinica molto efficiente, e vedevo medici ed infermieri che si avvicinavano ed allontanavano dal mio letto in continuazione e molto velocemente. Vista dalla parte del malato, questa discontinuità della relazione, mi è sembrata non positiva, anzi ansiogena. Ecco, da lì ho capito che il digitale poteva aiutarci a spezzare questa discontinuità, a far arrivare velocemente le informazioni ed i dati a medici ed infermieri. In questo modo si possono liberare risorse affinché costoro possano dedicarsi di più all’accoglienza e alla relazione con il malato. Per me il digitale in sanità ha rappresentato un’occasione in più per stare con le persone, per incontrare le persone, per controllare meglio le cose che faccio e che fanno i miei collaboratori”.

A concludere le testimonianze, quella di Calo Mochi Sismondi, ideatore di Forum Pa, la più grande ed importante manifestazione italiana, espositiva e congressuale, dedicata all’innovazione nella pubblica amministrazione e nei sistemi territoriali, che guida dal 1989 in qualità di direttore generale, prima, e di presidente e partner attualmente.

Ha collaborato con quindici Governi (dal penultimo Governo Andreotti al Governo Monti) e con tredici diversi Ministri della Funzione pubblica, contribuendo a sostenerne tutte le azioni innovative.

“Quando abbiamo cominciato avevamo un’idea ben chiara in testa. Volevamo comunicare l’innovazione – spiega Carlo Michi Sismondi -. All’inizio ci prendevano un po’ per matti, pensavano fosse un tema troppo ristretto e vago per un polo fieristico. In realtà l’esperienza di questi anni, ed anche questa serata, mostrano come l’innovazione cambi la vita di ognuno di noi e come sia fondamentale raccontarla e comunicarla”.

Mochi Sismondi ha spiegato come se oggi nessuno, sia esso semplice cittadino o sia un dirigente, ad esempio di una grande azienda sanitaria, non possa non sapere le opportunità offerte dall’innovazione. Non possiamo immaginare un sistema sanitario efficiente senza, ad esempio, il cloud computing. La storia dell’Ulss 8 di Asolo racconta di come progressivamente i cittadini siano stati introdotti in un nuovo sistema più amichevole e più prossimo ai cittadini.

“Per questo quest’anno abbiamo scelto il tema del cloud computing – conclude -. Investire nell’innovazione e nel cloud in particolare, significa promuovere integralmente l’open government, cioè il libero accesso da parte dei cittadini alle informazioni prodotte dalla Pubblica amministrazione. Certamente, soprattutto in questo periodo di crisi, l’innovazione tecnologica del cloud deve associarsi all’innovazione istituzionale e a quella organizzativa perché la Pubblica amministrazione torni a esprimere la sua funzione più alta: favorire, partecipazione attiva, senso critico ed incrementare il capitale sociale del Paese”. 

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