Editoriale

Lavoro pubblico: ecco l’accordo tra Patroni Griffi e i sindacati

I protagonisti di questo breve editoriale sono un documento di pre-intesa sulla riforma del pubblico impiego ancora ufficioso, ma pubblicato in grande evidenza sui siti dei principali sindacati del pubblico impiego, un duro giudizio giornalistico sullo stesso accordo che lo accusa di essere una “controriforma”, due lettere al Corriere della Sera di segno diametralmente opposto, la prima del Ministro che difende l’accordo dicendo che “ Non intendiamo procedere a una riforma epocale e tantomeno a una controriforma. Piuttosto vorremmo proseguire un percorso già iniziato” e la seconda dell’ex-Ministro Brunetta che parla invece di “resa alla cattiva burocrazia” , e infine una piazza per discuterne e capirci di più, che sarà il prossimo FORUM PA che si apre tra una settimana a Roma e vedrà molti appuntamenti per vederci più chiaro.

Partiamo dai documenti: sopra avete i link agli originali, ma visto che abbiamo tutti poco tempo ve ne faccio un rapido sunto.

L’intesa sottoscritta, che dovrebbe fare da sfondo alla legge delega per il pubblico impiego che approderà tra breve al Consiglio dei Ministri, può essere descritta a rapidi tratti.
Si conferma la riforma Brunetta come percorso guida per una PA adeguata alle esigenze del paese, e la responsabilità della dirigenza come strumento principale per il cambiamento, ma…

  •  il contratto è la fonte per definire retribuzioni e rapporti di lavoro, anche per molte parti che la riforma Brunetta riservava prima alla legge o al potere del dirigente;
  • è previsto il superamento delle fasce di merito stabilite dal d.lgs. 150/2009 e si valorizza la performance organizzativa rispetto a quella individuale, che rimane, con molti distinguo, solo per la dirigenza;
  • la mobilità è riportata alla concertazione e a percorsi di formazione e qualificazione professionale;
  • l’assunzione a tempo indeterminato e per concorso pubblico è la modalità principale e preferenziale per l’accesso al lavoro pubblico;

I giornali hanno bollato immediatamente l’intesa come una “controriforma”: leggiamo un pezzo dell’articolo di Roberto Bagnoli sul Corriere della Sera.

Nei licenziamenti economici, al contrario della riforma Brunetta, ritorna il coinvolgimento dei sindacati in «tutte le fasi» di mobilità collettiva. Smontata la «Brunetta» anche nel sistema premiale. L' ex ministro aveva introdotto tre fasce di merito alimentate da un fondo con premi individuali. Ora ci sarà un nuovo meccanismo - da studiare - ma soprattutto nella valutazione prevarrà la «performance organizzativa».

Immediata la risposta del Ministro con una lettera allo stesso quotidiano che contesta si tratti di un arretramento, ne riporto parte di due capoversi importanti, consigliandovi comunque di leggerla tutta:

La delega a cui pensiamo, pur mirata, guarda a un contesto più ampio. Per schematizzare: 1) Misure sulla dirigenza (…); 2) una riforma del sistema di reclutamento e di formazione di dirigenti e funzionari (..); 3) mercato del lavoro, nella logica dell'adeguamento alla riforma del lavoro privato, ma con due capisaldi (che certo non piacciono ai sindacati): 1) al pubblico si accede solo per concorso e non con altri meccanismi di 'flessibilita' in entrata'; 2)  anche l'abuso del contratto a termine non può portare alla stabilizzazione del lavoratore pubblico. (…)

Due notazioni finali sugli elementi a tasso “controriformista”: premialità e licenziamenti disciplinari. La controriforma di un sistema che si articola in decine di articoli potrà riguardare due o tre disposizioni della legge Brunetta (cui, sul piano tecnico, ho contribuito in prima persona): a fronte di una estromissione totale dei sindacati da ogni processo organizzativo, si potranno prevedere che alcuni temi di rilevanza “collettiva”, come nel privato, siano esaminati congiuntamente da datori di lavoro e lavoratori, fermo restando che alla fine ciascuno assumerà le decisioni che gli competono; il sistema di premialità non verrà smantellato, ma, da una parte, verrà  privilegiato l'aspetto della performance organizzativa nel senso, già detto, di misurare il buon risultato dell'unita' organizzativa e, nell'ambito di questa, valutare il dipendente e, soprattutto, il dirigente; dall'altra, si cercherà di rendere operativo, introducendo elementi di flessibilita', un principio buono (non puoi pagare tutti ugualmente) che, per la sua rigidità  (e la mancanza di fondi), da due anni non decolla.

A questa lettera risponde Brunetta con la solita verve:

Al sindacalese piatto e furbo della bozza di accordo sulla riforma della Pubblica amministrazione, siglato venerdì scorso, e al burocratese raffinato ma anch’esso oscuro del ministro Patroni Griffi, preferisco il parlar chiaro: siamo di fronte a una controriforma, a una restaurazione degli antichi vizi e riti concertativi.

Il tema della nuova tornata di contrattazione, della riforma del lavoro pubblico, della contrattazione collettiva sarà al centro di FORUM PA 2012.

Vi ricordo il convegno di giovedì 17 al mattino, diretto dal Capo Dipartimento della Funzione Pubblica Antonio Naddeo, dal titolo “Lavoro pubblico e stato delle riforme”; ma anche quello immediatamente a seguire, nel pomeriggio del 17 stesso sulla “Contrattazione integrativa” diretto dal Direttore generale del DFP Eugenio Gallozzi.

Sul tema del pubblico impiego due convegni riguardano la dirigenza: il primo è diretto dalla Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministro Patroni Griffi, Germana Panzironi, si svolge il 17 pomeriggio con il titolo “Il punto sulla dirigenza”. Il secondo è organizzato dall’Associazione degli ex allievi della Scuola Superiore della PA e si svolge il pomeriggio del 18/5 con il titolo “Una catena del valore per una dirigenza pubblica”.

Infine il key note speech di un grande riformista come Mauro Bonaretti che risponderà, in un’ampia lezione che si terrà il 18/5 alle 11.00, alla domanda “Quale dirigenza per quale amministrazione?

Se poi, in questo momento di passaggio, avete dei quesiti da porre ricordatevi dell’iniziativa “DFP risponde” e fate pervenire le vostre domande in anticipo via Internet o direttamente a FORUM PA durante le sessioni dedicate al pubblico impiego. 

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Commenti

Inappropriato

Vorrei ricordare che nella PA il "datore di lavoro " è il dirigente, per cui il sindacato è con lui che deve parlare, non vedo cosa c'entra il ministro ( attuale e precedenti) che sono cariche politiche e non datori di lavoro. Finchè non passerà " questa riforma " non vedo come possa progredire la P.A. in Italia, cordiali saluti