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Piccola guida alle professioni del web per la PA: è il momento di FARE

Alla luce dei cambiamenti che si preannunciano nella Pubblica Amministrazione, dallo switch off del cartaceo (previsto per il 2014) all’attuazione del percorso dell’agenda digitale occorre porre mano sin da ora alle competenze interne alla PA. Occorrono cioè persone in grado di far lavorare la PA in modo fluido attraverso il web. Presentiamo l’ultimo articolo della nostra collaborazione con Francesca Sensini Web Content Manager della Rete Civica del Comune di Città di Castello [qui gli articoli precedenti] proponendo a tutti gli interessati a questo tema l’appuntamento a FORUM PA con il convegno "Agenda Digitale italiana - Competenze digitali"

Durante questi mesi, in cui scribacchiavo la mia piccola guida alle professioni del web per la PA, sono successe moltissime cose, ed era prevedibile, visto che l'argomento web è in continua evoluzione e movimento e, mentre si scrivono e si decidono delle cose, altre stanno già accadendo. Questo per dire che non ci sono leggi “assolute” e linee guida “definitive” ma che ogni giorno accade qualcosa, il mondo si muove verso direzioni diverse anche dalle nostre aspettative. Diventa, quindi, sempre più necessario cercare di stare al passo coi tempi, senza nemmeno dover fare troppe ricerche ed elucubrazioni, ma cercando di mantenere il controllo di quanto accade fuori e dentro la PA, così da cercare soluzioni ottimali e garantire un vero passo in avanti dell'eGovernment. Nessuna parola può essere considerata definitiva, tanto meno quando si parla di Web e PA.

Questa riflessione ritengo debba essere alla base anche del mio breve percorso fin qui fatto su sulle pagine del sito di FORUM PA, cercando di sollevare argomenti e questioni da un punto di vista forse diverso dal solito, ma consapevole sia dei limiti che delle opportunità che oggi ha la Pubblica Amministrazione.
Il mio approccio, assolutamente pragmatico, in questo caso cerca di far capire come e perché ho parlato di alcuni profili da far entrare di diritto nella PA, soprattutto al settore Comunicazione e Informazione.

Quando parlavo di Skill Profiles avevo chiaro il fatto che questi profili sono riconosciuti dal CEN e che per avere tale riconoscimento occorrono determinati requisiti. Dato che l'IWA, tra le associazioni che ho elencato,  è l’unica ad aver normato le professionalità per il Web sono partita dalle loro definizioni mostrando quello che già c'è e che potrebbe essere usato, avendo tutti i requisiti per farlo, ovvero il Syllabus per la formazione del personale interno alla PA. Nel dettaglio dei profili sono già delineate le competenze. Dunque sul piatto ho portato un prodotto “fatto, costruito, aggiornato e riconosciuto a livello europeo”, da usare, volendo, sin da subito.

Poi ho cercato di individuare, conoscendo molto bene dal di dentro la pubblica amministrazione, quali fossero i veri nodi da sciogliere, per garantire un percorso fluido, logico e soprattutto produttivo ed efficace di eGov ed arrivare ad una consapevolezza dell'Open Government piena, e tecnicamente e strutturalmente avviata, e in grado di far raccogliere alla PA italiana ogni sfida per il futuro, guardando sia dentro che fuori i confini geografici.
Vedere che occasioni come l'OpenGov Partnership (OPG) possano rischiare di andare perdute è un vero peccato. Speriamo che l'adesione italiana al Network internazionale sia il primo forte passo per un OpenGov strutturato e di sicuro aiuto al nostro paese. Altrove avevo scritto provocatoriamente che il nostro “era un paese in via di sviluppo digitale”, ed Ernesto Belisario, di ritorno proprio dall'OGP di Brasilia, scriveva proprio considerazioni non troppo lontane dai miei timori

Siamo ad un passo dall’annunciato Switch Off digitale - nel 2014 tutti i processi saranno digitalizzati - ed è in corso il programma di attuazione dell’Agenda Digitale, che porterà all’annunciato Decreto “Digitalia” nel mese di giugno, e che, attualmente si è aperto ai cittadini con una consultazione pubblica che nel primo weekend di apertura ha raccolto oltre 100 idee. Iniziano, così, ad emergere le necessità primarie: ebook, opensource, wifi libero e pubblico, cloud computing, banda larga... per arrivare alle competenze digitali nella PA. Siamo ad un punto di svolta: occorrono competenze interne ora. Occorrono cioè persone in grado di far lavorare la PA in modo fluido attraverso il web, con un occhio al bilancio e un altro all'opinione pubblica, ma con capacità e professionalità garantite. Allo stesso tempo occorre scegliere con cura chi si deve occupare di cosa per non far implodere i servizi ICT interni, gravandoli di ulteriori servizi da gestire oltre a quelli che hanno già, cito ad esempio cloud computing, disaster recovery, servizi online e gestione delle reti... Proprio per questo la comunicazione via web lasciamola a chi fa anche quella 1.0, dandogli gli strumenti, tecnologici e formativi, per farla in modo professionale.

A proposito di questo il Formez ha appena pubblicato le Linee Guida per l'uso dei Social Media, uno strumento utilissimo per le PA che non sanno come entrare su Facebook o Twitter. Nel mio precedente articolo parlavo proprio di indicazioni di massima sull'argomento, con le Linee Guida non abbiamo più dubbi, anche se i “criteri guida” per razionalizzare l'uso dei Social Media dovrebbero essere aggiornati ogni volta che nasce una nuova “piazza virtuale”. Ogni volta, cioè, che un nuovo Social Media entra dirompente nella vita degli utenti e dei cittadini, costringendo, quindi, la PA a frequentarlo e presidiarlo. Se oggi parliamo di come dialogare su Facebook, tra due anni magari faremo riferimento ad un nuovo luogo virtuale, che potrebbe anche andare oltre il “Social Media”,  per cui mi auspico di non ci vogliano due anni per attivare una pagina Facebook o formare un dipendente della Comunicazione quando è ora che i cittadini dialogano su Facebook.

Anche Gianluigi Cogo nel suo nuovo libro “I Social Network nella PA” [che sarà presentato a FORUM PA 2012] sottolinea quanto sia importante dialogare con i cittadini e quanto un buon sistema di Citizen Relationship Management (CRM) possa aiutare a mantenere un sistema di dialogo aperto e continuo. In questo senso  è importante stabilire un buon rapporto di CRM in grado di monitorare il flusso delle informazioni e capire i luoghi dove queste avvengono.

Nel mio piccolo resto ferma al fatto che si debba inserire il profilo di Community Manager dentro l'URP, semplicemente perché esiste una Legge che ha creato la comunicazione nella PA e che dunque va rispettata (o abrogata, ma si scelga cosa farne) e visto che oggi si dialoga più sul web che col telefono, credo questa figura sia diventata indispensabile (non solo negli enti ai quali si deve riconoscere sempre il merito di fare le cose per buona volontà).
Parlavo sopra di OpenGov e dunque di competenze digitali legati ai dati, al loro utilizzo e alla liberazione per il flusso in/out che possa essere il punto di partenza per la costruzione di una Città aperta e una comunità intelligente. Perciò credo necessario, oltre che utile avere all’interno di un’amministrazione un Data Manager che sia di supporto per tutto questo, oltre che per l'Ufficio Stampa e il Portavoce dell'Ente.
Infine, al vertice di queste nuove competenze, il Dirigente Digitale, ovvero colui che ottimizza il lavoro da fare sul web con competenze precise, accanto alle sue tradizionali.

Sono visionaria? Non credo, mi pare di essere semplicemente realistica rispetto alle esigenze per una PA digitale, e forse ottimista perché questa si realizzi senza troppi ulteriori “incidenti di percorso”. Ovvimente è tutto in fieri e per capire da che parte sia davvero necessario andare occorre procedere per tentativi. Fare è sempre e comunque un bene.

Per tutti gli interessati a questo tema ricordiamo l’appuntamento a FORUM PA con il convegno "Agenda Digitale italiana - Competenze digitali" il 17 maggio alle ore 15.00. E' già possibile iscriversi on line qui

 * Francesca Sensini è Web Content Manager della Rete Civica del Comune di Città di Castello

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