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Sistema Ict: nuova ricerca Bocconi su potenzialità e inerzie del nostro Paese

Pubblicati i dati di una nuova indagine, realizzata da SDA Bocconi-Politecnico di Milano, in partnership con IBM Italia, sul digital divide nelle diverse regioni italiane. Si conferma il già conosciuto divario tra nord, centro e sud, ma emergono anche dati inaspettati, che mostrano livelli di sviluppo eterogenei e non armonici.

Ancora una volta Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto si confermano alla guida della classifica Ict del nostro Paese, ma prendendo in considerazione i vari parametri si osservano, a livello regionale, anche dati inaspettati e contrastanti. I maggiori tassi di utilizzo Ict da parte delle imprese risultano nel nord Italia, mentre quelli della Pubblica amministrazione locale (Pal) sono un mix di regioni del nord e del centro. Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca SDA Bocconi-Politecnico di Milano, in partnership con IBM Italia relativa al digital divide Ict nelle diverse regioni italiane.

L’obiettivo è quello di individuare potenzialità e inerzie del sistema Ict italiano, nonché stimolare una riflessione per un intervento selettivo, mirato sia a riequilibrare le risorse a livello di Paese, sia a migliorare nel complesso i nostri indici Ict di posizionamento internazionale. In questo campo, infatti, l’Italia si piazza sempre in maniera non coerente con il fatto di essere l’ottavo paese più sviluppato al mondo, considerando che l’ultimo rapporto del World Economic Forum la pone al 51esimo posto nel mondo in merito all’innovazione Ict e solo al 40esimo tra i Paesi più sviluppati.

Le varie regioni mostrano, rispetto ai vari indici di utilizzo Ict, di maturità dell’offerta e di readiness Ict (ossia di adeguatezza, indice dato da infrastrutture, cultura e finanziamenti Ict), livelli di sviluppo molto eterogenei e non armonici, che mostrano punti di debolezza ma anche di forza territoriale. Il Veneto, ad esempio, che primeggia nel primo e secondo indice, è invece solo al decimo posto come indice di readiness. Al contrario, il Lazio, che è circa a metà classifica come utilizzo Ict e maturità dell’offerta, si trova al quarto posto come valore di readiness.

Si confermano inoltre digital divide già conosciuti tra nord, centro e sud, considerando che le prime regioni dell’indice di modernità Ict appartengono quasi tutte al nord Italia, con un buon posizionamento anche della Toscana (con l’eccezione nella readiness Ict). Ma emergono anche dati nuovi ed inaspettati, all’interno delle stesse tre macro-aree: nel sud, ad esempio, la Basilicata eccelle nell’indice di maturità dell’offerta Ict,  la Sardegna nel tasso di utilizzo e la Campania nella readiness dell’infrastruttura.

Un secondo livello di analisi riguarda le categorie d’uso: i maggiori tassi di utilizzo Ict da parte delle imprese risultano nel nord Italia (dove sono collocate le prime otto regioni, compresa l’Emilia-Romagna), mentre quelli  della Pubblica amministrazione locale (Pal) sono un mix di regioni del nord e del centro (Toscana, Umbria e Marche sono al secondo, quarto e settimo posto), come pure quelli delle famiglie (Toscana, Lazio, Sardegna sono al secondo, terzo e quarto. posto).
Il ranking sul grado di maturità dell’offerta Ict mostra che mediamente sono ancora le regioni del nord a primeggiare in quella rivolta alle imprese e alla Pal, mentre sono le regioni del centro-sud a mostrare i valori più alti nell’offerta rivolta alle famiglie e al micro business.
Sul fronte, infine, della readiness dei territori, nelle infrastrutture Ict le prime 10 regioni sono tutte del nord, salvo il terzo e il quinto posto, che vanno a Lazio e Toscana. Rispetto ai finanziamenti Ict, il ranking è decisamente più misto tra regioni del nord, del centro e del sud (con le Marche al quarto posto e la Basilicata al sesto). La cultura Ict, infine, ad eccezione del  Lazio al primo posto, vede le prime otto posizioni occupate da regioni del nord, seguite da Toscana e Marche al nono e decimo posto.

Fonte: sito della SDA Bocconi.

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