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La PA, gli esuberi e il futuro incerto. Anzi: precario

immagine passepartoutFra i tanti spunti di riflessione che offre la rete, ne ho trovato recentemente uno di Francesco Verbaro- attualmente docente della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, e in passato anche Segretario Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – particolarmente interessante. Lascio ai lettori di PAssepartout la possibilità, la voglia e la pazienza di leggere integralmente l’intervento del professor Verbaro: si può essere d’accordo o meno rispetto a quello che analizza e afferma, ma quello su cui mi vorrei concentrare brevemente è presto detto, ed eccolo di seguito.

Dall’articolo, infatti, si evince che entro poche settimane si arriverà al nodo di dover affrontare il problema di un numero notevole ed ineludibile di esuberi – stiamo parlando di ben 15mila dipendenti - nella Pubblica Amministrazione nazionale da risolvere, senza tener per il momento conto di quante siano le reali eccedenze acclarate: nell’articolo, Verbaro afferma che sono oltre 300mila quelle individuate nelle amministrazioni pubbliche (secondo una elaborazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con Rgs) e circa 150mila nelle società partecipate (il dato è di Unioncamere). È quindi evidente che siamo alla vigilia di qualcosa di assolutamente epocale che riguarda la nostra PA.

Visto che stavolta è da escludere che si possa risolvere (sbrigare?) la faccenda come se non fosse successo niente lasciando tutti al loro posto (sarebbe come buttare dei soldi dalla finestra, e proprio per questo la legge è chiara e deve essere applicata), escludo altresì che si possa pensare ad un pensionamento anticipato e indistinto, anch’esso impossibile in tempi di crisi come questo visti i costi esorbitanti che la decisione comporterebbe. Resta ancora solo la possibilità – concessa dalla legge – di avviare i 15mila “prescelti” verso la mobilità, garantendo loro per due anni uno stipendio ridotto all’80% del totale. Bene (o male…), ma dopo questo periodo, a tutta questa popolazione (ancora, almeno formalmente) attiva, cosa succederà? È lecito chiederselo perché, viste proprio le ulteriori “eccedenze” appunto già individuate, è abbastanza difficile pensare ad una loro facile ricollocazione, senza tener conto che se questa fosse ipotizzata in altra sede lontana da quella originale si possono già immaginare i contenziosi sindacali che ne conseguirebbero.

In qualche modo si può azzardare l’ipotesi che stando così le cose non si faccia altro che rimandare di un paio d’anni il far deflagrare vero e in tutta la sua forza del problema, con tutte gli annessi e connessi che ne conseguono. Il primo dei quali è davvero semplice da ipotizzare: un aumento consistente di persone che si affacceranno al (super)mercato del (non)lavoro, con davvero poche e ridotte speranze di venirne fuori in maniera positiva, e con tutte le ricadute negative in termini di potere d’acquisto e (soprattutto) qualità della vita. Mala tempora currunt davvero, così come corrono – e veloci – anche due anni che si prospettano da vivere (pericolosamente) appesi al filo di una precarietà incombente. Ma forse esagero, e qualche volta eccedo con il pessimismo…

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Commenti

Lo Stato non ha più soldi

I dipendenti pubblici sono troppi, ma sì, che vadano pure sotto ai ponti, saranno in buona compagni di altri licenziati prima di loro! e quelli che restano in servizio lo saranno per un tempo talmente biblico che alla fine non avranno neanche il modo di "godersi" (si fa per dire) la meritata pensione (miserrima, probabilmente non restituirà il versato, un "contributivo" alla rovescia ). E' questo lo Stato? Questa arpia qua? Viene da pensare che se ne potrebbe fare a meno se non fosse che a questo si mira. Allo smantellamento totale del pubblico servizio in nome di non so quale superiore interesse che tutto è tranne che quello generale.

Esuberi nella P.A.

E' la solita insulsa ed incivile solfa. Ci vanno di mezzo sempre i più umili e coloro che non possono difendersi. Col cavolo se la prendono con la pletora dei deputati e senatori che spendono e spandono e ci hanno portato, con le stronzate che ci hanno sempre raccontate, a questa miseria nera! E poi cosa si aspetta, se si vuole effettivamente raddrizzare la baracca, a tassare finalmente le speculazioni finanziarie, a combattere seriamente l'evasione consentendo la contrapposizione di interesse tra compratore e venditore nonché a rinunciare all'acquisto di carri armati ed aerei costosissimi, che non ci servono a nulla - se non a far ingrassare qualcuno - anche perché la guerra è rifiutata dalla nostra Costituzione e con i cui risparmi si potrebbe, invece, dare impiego a centinaia di ragazzi, anziché mettere sul lastrico intere famiglie. E' ora di finirla con questa classe politica che non paga mai per i propri errori e si perpetua a vita nel proprio posto e con l'asservita, relativa classe dirigenziale, da loro ormai manovrata. W la rivoluzione francese!

soluzioni da innovatori

me l'ero posto il problema http://www.innovatoripa.it/posts/2011/11/2215/esuberi-pa-dal-ministero-a...
Si potrebbe sperimentare proprio a partire da qui un nuovo sistema di presa in carico secondo la mia formula del 3 + 2 (per quelli vicini alla pensione, il 2 potrebbe essere tutoraggio ai più giovani).

preoccupazioni

Quello che mi spaventa maggiormente, in un sistema ministeriale fondato in gran parte sulla raccomandazioni, è il criterio con il quale si sceglieranno "i prescelti".