News

#TwitterPA: on line l’aggiornamento del Rapporto sulle amministrazioni che cinguettano

E’ online il III Rapporto che fotografa i modi e le frequenze di uso di Twitter da parte delle pubbliche amministrazioni italiane, curato e reso disponibile in rete da Giovanni Arata. Il Rapporto, aggiornato al 27 Settembre 2011, propone un aggiornamento dello stato di impiego di di Twitter da parte di enti locali (Comuni, Province, Regioni) aggiungendo dati anche sull’uso da parte di Ministeri. Le precedenti edizioni – si ricorda nell’Executive summary - sono state rilasciate a Novembre 2010 e Marzo 2011. (v. l'analisi di Giovanni Arata del marzo 2011 "Gli enti locali italiani alla rincorsa di Twitter")

Chi cinguetta
Le principali evidenze emerse dall’indagine fanno registrare che le antenne riconducibili ad enti locali e ministeri sono in tutto 160, rappresentando una porzione estremamente piccola (>0,01%) del totale italiano.
In termini assoluti – spiega il Rapporto - a far la parte del leone sono i 132 account appartenenti ad amministrazioni comunali (82,5% del totale), seguiti da quelli Provinciali (11,25%) e Regionali (5%). I Ministeri si attestano all'1,25%. Il livello regionale è quello che fa registrare la più elevata intensità di presenze: sono 7 su 20 (35% del totale) le Regioni dotate di un account, con una percentuale che scende al 16,3% per le Province, all'8,6% per i Ministeri e all'1,6% per i Comuni.

Nord vs Sud
Quasi 1/4 dei profili rilevati (38) sono riconducibili ad enti locali del Mezzogiorno, mentre sono 33 gli account presenti nelle 5 regioni del Centro Italia. La Puglia, la Sardegna e la Toscana, rispettivamente con 12, 11 e12 antenne mostrano una densità di presidi superiore alla media nazionale. La Sardegna, con un account ogni 151.000 abitanti (circa), è la Regione con il più elevato tasso di antenne in rapporto alla popolazione.
Il Nord Italia conta su un numero complessivo di 89 antenne (55,6% del totale). Le quattro regioni che ospitano il maggior numero di presidi Twitter sono tutte al Nord: Piemonte, Veneto, Emilia- Romagna e Lombardia.

Città e grandi città
100 dei 160 account censiti (62,5%) appartengono a Comuni non-capoluogo di provincia. Solo 11 delle 20 città capoluogo di Regione hanno aperto un proprio presidio su Twitter. All'appello – si mette in evidenza - mancano metropoli come Roma, Bari, Palermo e Firenze, quest'ultima presente soltanto con un account non ufficiale.

Il trend di crescita
Il primo balzo quantitativo – si  rileva - è arrivato nel 2009, quando si sono iscritti al servizio 51 nuovi enti (erano solo 6 al 31 Dicembre 2008). Nel 2010 la crescita è continuata, con l'apertura di 63 antenne, mentre i profili creati nel 2011 sono stati finora 40 (25% del totale).

I distretti cinguettanti
Giovanni Arata rileva che intorno ai centri più dinamici tendono a formarsi dei "distretti cinguettanti".  In particolare accade in Piemonte e in Veneto, entrambe con 19 antenne, in Emilia- Romagna con 16 e in Sardegna con 11.

Come lo usano
124 degli account scrutinati (80% del totale) utilizza Twitter esclusivamente come canale broadcast, senza valorizzare alcuna delle funzionalità di dialogo e condivisione offerte dal sistema. Ad ulteriore conferma della loro scarsa propensione al dialogo, il 20% delle antenne non "segue" (following) alcun account esterno. Fa una certa impressione il fatto che 2 dei profili censiti mantengono addirittura "privati" i propri tweet, consentendo la fruizione dell'informazione pubblica solo previa autorizzazione dell'ente.

Lo aggiornano?
91 su 160 antenne vengono aggiornate con cadenza saltuaria o nulla. 58 antenne, pari al 36,3% del totale, vengono classificate come dormienti, ovvero non aggiornate nei 30 giorni precedenti la rilevazione. 50 di queste antenne sono riconducibili ad amministrazioni comunali, 3 regionali. All'opposto, sono 24 (15% del totale) i profili  aggiornati con cadenza quotidiana, includendo tutte le tipologie di ammnistrazione, dai Ministeri ai piccoli Comuni.

Per cosa lo usano
Gli impieghi prevalenti riguardano la segnalazione di eventi (rilevata in 111 antenne) e il rilancio di informazioni di pubblica utilità (rilevata nel 59% dei casi pari a 94 occorrenze). Tra le modalità d'uso più innovative si segnalano il rilancio di materiali multimediali (praticato in 45 realtà) e la realizzazione di attività di crowdsourcing (6 occorrenze). Queste  attività sperimentali sono concentrate in massima parte nelle antenne comunali.

Gli “account fantasma”
Un fenomeno emergente rilevato dal Rapporto è quello delle cd "antenne fantasma". 9 delle antenne scrutinate fanno uso di nomi e simboli apparentemente riconducibili alle amministrazioni, ma resta incerta la loro reale paternità.
 

 

Your rating: Nessuno Average: 4.5 (2 votes)