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Legge incontra codice. Un hackathon al Parlamento europeo

A Bruxelles tira aria di nuovo mondo. L’8 e il 9 novembre le porte del Parlamento europeo si spalancano agli sviluppatori di tutta Europa al grido di hackathon, o meglio EUhackahton. Il tema, neanche a dirlo, è la trasparenza e l’accesso a internet, il main sponsor Google. E, mentre oltreoceano gli analisti di TechPresident danno con soddisfazione segnalazione dell’evento, a queste latitudini la domanda è lecita: “cosa è un hackathon?”.

Un hackathon
Un hackathon (neologismo dall’universo hacker) è un evento in cui programmatori si incontrano per una sessione di programmazione informatica collaborativa. Come spiegato nella pagina wikipedia (inglese, perché wikipedia italia oggi non è consultabile) lo spirito dell’hackathon si realizza non solo nell’attività vera e propria di programmazione, ma anche nell’approccio libero da consegne troppo dettagliate e metodologie di lavoro imposte. La durata di un hackathon varia generalmente da un paio di giorni a una settimana.


Al Parlamento europeo
L’Hack4Transparency è l’evento che il Parlamento Europeo ospiterà il prossimo 8 - 9 novembre a Bruxelles, con il sostegno di Google in qualità di main sponsor.
L’obiettivo - spiegano sul sito web dedicato - è raccogliere i più promettenti sviluppatori europei e farli lavorare insieme alla co-creazione di strumenti basati su codice e fonti di dati già esistenti. Il tempo a disposizione è di 24 ore, mentre sono previsti due filoni di sviluppo paralleli, entrambi centrati sul potenziamento della trasparenza e dell’accountability nella società dell’informazione.


Qualità di internet e Trasparenza globale
Nel dettaglio i filoni di sviluppo proposti ai partecipanti sono due: Internet Quality Track e Global Transparency Track.
Il primo - Internet Quality Track - riguarda la lettura e la misurazione della qualità dei servizi internet offerti dagli operatori mobile agli utenti europei. L’aspettativa è che i partecipanti sviluppino interfacce innovative, user friendly e multi-piattaforma a partire dalla strumentazione di misurazione che gia esiste. L'obettivo è permettere all'utente di conoscere con massima facilità e attendibilità la qualità della propria connessione. Gli strumenti (tools) indicati nella presentazione sono  NDT e Glasnost , entrambi disponibili sulla piattaforma M-Lab.
Il secondo filone di sviluppo - Global Transparency Track – si concentra sull’accessibilità delle informazioni che circolano in internet. L’obiettivo è usare i dati resi disponibili dal Google Trasparency Report o altre fonti come Twitter e/o ricerche portate avanti da gruppi come OpenNet Initiative e Herdict , per creare nuove visualizzazioni che mostrino le conseguenze della censura e delle barriere alla libera circolazione di informazione on line, in modo da assicurare che gli utenti e i policy maker possano disporre di una fotografia più completa di quale "forma" assuma la rete a seguito di leggi e altre iniziative governative che hanno su di essa un impatto.

Si tratta – spiegano con un’immagine felice - di gettare un ponte tra “legge e codice”, mettendo insieme hackers (in senso buono, ci tengono a precisare!), società civile, imprese e legislatori a beneficio di tutti i cittadini europei.

Ultima nota “pratica”. E’ previsto un vincitore per ciascuno dei due filoni di sviluppo: il premio è di 3000,00 euro, la data ultima per mandare la propria domanda di partecipazione è il 17 ottobre. Google è il main sponsor, ma non l’unico.
Tutte le informazioni sono qui.
 

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