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Via dalla manovra la norma per sveltire i pagamenti delle PA

La norma che avrebbe consentito alle pubbliche amministrazioni di snellire i pagamenti dei propri debiti verso le aziende attraverso il rilascio di un certificato da "girare" alle banche, contenuta nella manovra fino a martedì scorso è stata cancellata all'ultimo momento e nel maxi-emendamento approvato al Senato non ce ne è traccia.

A beneficiare della certificazione dei crediti maturati con pubblica amministrazione e della possibilità di riscuoterli presso le banche, sarebbero stati tutti i titolari di partita Iva, imprese artigiane e piccole imprese. Queste, infatti, trascorsi sei mesi dalla scadenza del contratto avrebbero potuto vedersi versare dalla propria banca l'intero importo del certificato.

Un marcia indietro, dovuto in gran parte a problemi di compatibilità con le direttive europee in tema di stesura di bilanci pubblici, che è soltanto uno dei tanti. Saltano, infatti, anche altri provvedimenti annunciati come:

  • il blocco delle tredicesime per i dipendenti pubblici delle amministrazioni che non riescono a centrare gli impegni di riduzione delle spese;
  • l'obbligo per i contribuenti di indicare nelle dichiarazioni dei redditi le proprie coordinate bancarie;
  • lapubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi sui siti dei Comuni( non riguarderà i singoli contribuenti ma aggregati e categorie);
  • la chiusura degli enti fino a 70 dipendenti.

 

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Commenti

Abolizione delle Province

Si parla poco nulla della fine che faranno i dipendenti delle Province. Se a chiudere fossero altrettante fabbriche, forse ci sarebbe maggior interessamento per il loro futuro. Quel che si profila, purtroppo, è il disinteressamento di molti amministratori che, preoccupati della propria "fine", non hanno tempo e voglia di pensare a quella dei dipendenti. Del genere: Muoia Sansone e tutti i Filistei.
Dal Forum P.A potrebbe giungere qualche informazione in proposito?
Una dipendente provinciale.

Allo stato attuale delle

Allo stato attuale delle cose, è impensabile che i Comuni o le Regioni possano anche solo pensare di assorbire in toto il personale provinciale.
In Piemonte poi c'è già da sistemare il personale delle abolite comunità montane che ammonta a più di 400 unità.
Si profila la "cassa integrazione" per molti dipendenti e la succesiva mobilità forzata (per i più fortunati) che può comportare di essere chiamati a lavorare anche a molti chilometri di distanza dall'attuale sede ed a ricoprire mansioni completamente diverse dalle attuali (con tutti i dasagi e le spese connesse), magari in uno sperduto comunello che magari necessità di un tecnico o di un ragionire tuttofare.
Se non si accettano tali offete di lavoro (per chi le avrà) dopo due anni a stipedio ridotto (80% del già misero stipendio del contratto Enti locali: 20000 - 23000 € annui LORDI in media) vi è la recessione del contratto e dunque il licenziamento.
Questo è quanto ha prospettato il governo Monti ai dipendenti provinciali.