Editoriale

Costi, sprechi e privilegi

Si sa che veder buttar via il cibo quando si ha fame è doppiamente doloroso, altrettanto è insopportabile constatare l’insieme stratificato dei privilegi che circondano la cosiddetta “casta” della politica. Ciascuna di queste “agevolazioni” ha avuto certamente un suo perché, magari anche razionale: la loro somma però è divenuta un mostro logico, oltre che politico e morale, specie in un momento di lacrime e sangue per le nostre tasche come questo. Eppure c’è qualcosa in questo assordante coro di sdegno, in queste centinaia di migliaia di fan che insultano gli “onorevoli” su Facebook, in questo proliferare di inchieste su quanto costa un cappuccino alla Buvette che mi lascia perplesso e che mi sembra stonato.
Provo a spiegarvi perché.

Sarei meno perplesso se … se il privilegio, sotto forma di intoccabili ordini professionali, sotto forma di nepotismi e dinastie familiari, sotto forma di cooptazione non ammazzasse ovunque, nel nostro bel paese bloccato[1], qualsiasi forma di mobilità sociale. Ma ciascuno ha il suo di privilegio e se lo tiene stretto: dal permesso di parcheggio per gli handicappati, usato disinvoltamente anche se nell’auto c’è solo un gagliardo giovane e la nonnina è rimasta a casa, all’amico che all’occorrenza ci leva la multa; dal tesserino di giornalista esposto per non pagare l’ingresso al cinema o allo stadio, al cognato (paese di cognati il nostro…) che conosce un vicino di casa che ci fa avere la prenotazione dell’analisi o la visita medica senza aspettare. Insomma scandalizzarsi è giusto, scandalizzarsi per i nostri rappresentanti politici è doppiamente giusto, ma per favore non scagli pietre o pietruzze chi poi la sua strada di privilegio la cerca comunque: “tanto in Italia questo è il sistema!”. 
Sarei poi meno perplesso se… se non vedessi una grande confusione tra cosa è spreco e cosa è costo: a furia di gridare sempre (solo gridare mi raccomando) allo spreco, rischiamo, come più volte abbiamo detto, che lo spreco vero, annidato sulle nostre spalle, ci sfugga e che prendiamo lucciole per lanterne additando al pubblico disprezzo quelli che sono normali costi della politica, che devono essere considerati, in un paese sano, costi della democrazia. Così resto basito quando si considera un privilegio che i nostri Deputati e Senatori abbiano un assistente parlamentare: non uno dovrebbero averne, ma una squadra intera! L’importante è che poi li usino per lavorare, per progettare, per capire la realtà complessa che viviamo e fare leggi giuste e, non ultimo, li tengano in regola pagandogli i contributi! Allo stesso modo mi preoccupo non poco quando vedo tagliare alla cieca tutti i costi dell’innovazione (consulenze, formazione, comunicazione) e poi non preoccuparsi se, solo per fare qualche esempio, tre uffici fanno la stessa cosa, se ad ogni piè sospinto si crea un nuovo organismo, se non c’è nessun obbligo di unione per i comuni piccolissimi, se si moltiplicano i dirigenti generali al centro dello Stato (ad esempio nella Presidenza del Consiglio dei Ministri) arrivando a proporzioni imbarazzanti tra “generali” e soldati.
Sarei infine meno perplesso se … se non vedessi continui stop and go  (ma più stop che go) nell’infinito processo di introduzione di criteri di meritocrazia nella PA. E’ infatti il riconoscimento del merito il vero ed unico antidoto ai privilegi e alle caste. Non gridare all’untore, non linciare il deputato di turno per chiedergli poi un piacere appena si avvicina, ma veramente riconoscere sempre ed ovunque il merito e l’impegno: questo farebbe la differenza. Non ho letto ancora il testo definitivo del “correttivo” della riforma Brunetta, ma se davvero spostasse al prossimo contratto tutto il sistema delle fasce di valutazione darebbe in questo senso, a mio parere, un pessimo segnale.

Resto quindi con le mie perplessità e me le porto con me in vacanza: con questo numero infatti, come di consueto, chiudiamo la nostra newsletter per il mese di agosto. A tutti voi, cari amici e lettori, un sincero augurio di passare, ovunque siate o andiate, bei momenti: allegri, sereni, visionari, avventurosi, appassionati…


[1] Vale la pena di rileggere la bella ricerca di Irene Tinagli per Italia Futura “L’Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci

 

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Commenti

Costi,privilegi e politica, manca il PIL

Potrei essere in sintonia con i costi della politica, " il portaborse" avrebbe senso se fosse utilizzato dai parlamentari, ma per non smentire l'italianità, percepiscono il rimborso,senza il lavoratore assunto,. Stessa cosa per tanti altri privilegi, ma mi basta ribadire che i veri costi della politica dovrebbero essere in Italia uniformi ai costi della politica tedesca, dove la Merkel percepisce solo € 8.500,00 al mese + € 2.500,00 di rimborsi elettorali comprensivi di tutto. Ricordo che in Germania, ( una potenza economica ) non esiste una previdenza per i parlamentari. Capitoo, allora di cosa vogliamo parlare???. Vorrei solo accennare al PIL, secondo la mia opinione non usciremo mai da questo vortice che ci sta aggredendo, perchè per la comunità europea il fine che perseguono, non è il benessere dei popoli , ma il benessere dei capitali. Altrimenti non si verificherebbero le imposizioni delle quote ai prodotti dela nostra agricoltura obbligandoci a comprare e importare dall'estero. Posso accettare il discorso di " chiudere bagnoli " perchè non siamo detentori della materia prima per lavorare l'acciaio, ma non posso accettare la riduzione dell'unico prodotto che abbiamo in abbondanza e che sappiamo produrre " i prodotti della campagna". Non posso accettare di ridurre una produzione per es del latte, quando non riusciamo a soddisfare neanche il fabbisogno giornaliero. Allora dico per salvare l'Italia bisogna lavorare e incrementare il PIL noi lo possiamo fare solo con la nostra produzione agricola ( grano-viticoltura-agrumi-casearia- ecc.ecc.ec. ) sempre che la comunità europea si ravveda e ci faccia incrementare la produzione..

...ci pigliano in giro! (...per il c... non si può scrivere)

Gentile Mochi Sismondi,
trovo profondamente ingiusta la sua visione in merito ai costi ed agli sprechi della politica, ma aggiungerei anche della classe dirigente e della pubblica amministrazione tutta. Infatti, come la manovra finanziaria dimostra, nel nostro paese non si vuole cambiare nulla! Anzi, ogni volta i costi dell'elefantiaca, sovradimensionata e straordinariamente inefficiente macchina pubblica aumentano.
Ne è un esempio le province, che non solo non verranno abolite (o meglio lo saranno solo sulla carta) ma costeranno ai cittadini un sacco di soldi perchè ci saranno commissioni, consigli, esperti e consulenti che dovranno occuparsi dell'integrazione delle ex province nelle regioni. Eppoi nasceranno, visto che le province non esisteranno più, nuove associazioni e i consorzi tra comuni, ecc, ecc.
Un enorme spugna che continua ad assorbire amici e parenti con costi di uffici, mezzi e utenze. Ovviamente, tutto a spese dei cittadini.
Che senso ha costituire una "municipalizzata" per erogare servizi, se i costi di gestione della stessa sono "più alti" di quanto costava al comune la gestione dello stesso servizio e in termini di servizio non è cambiato nulla?
A questo, aggiungiamo il fatto che i costi e il personale del comune (prima impegnato per quel servizio) non sono diminuiti. Vi pare una cosa normale?
Ma poi, i dipendenti pubblici aumentano, i costi aumentano, le municipalizzate aumentano e per fare un esame specialistico devi aspettare mesi, forse!
Continuiamo, quindi, caro Mochi Sismondi, a criticare la politica che costa e spreca troppo e accusiamo cittadini che si rivolgono al "cognato" per avere in qualche settimana un esame dove bisogna attendere mesi e continuiamo a dire che il notro è un paese che punmta all'innovazione, è un paese moderno che crede nel futuro dei nostri figli. E' vero, chi ha coniugato lo slogan pensava ai suoi figli ed ai figli dei suoi colleghi. Un paese con un sistema fiscale antiquato, senza welfare e tutela della famiglia, che colpisce i cittadini con una politica medioevale (tutto al re e niente a te), un sistema che non rilancia i consumi ma li frena (togliere soldi alle famiglie fa spendere meno e di conseguenza impoverisce tutto il sistema) è un paese destinato a morire! Diciamolo Mochi, URLIAMOLO ed evitiamo di dire fesserie fantomatiche alle quali, forse comincia a non credere più nessuno. 4000 suicidi l'anno di gente che perde il lavoro o di piccoli imprenditori che falliscono, 450.000 gli appartamenti all'asta nei primi 6 mesi di quest'anno, nessuna garanzia reale per il futuro (se tolgono l'anno di militare possono fare qualsiasi cosa) se vuole continuo! No credo più a niente, non creo la destra, non credo alla sinistra e al centro. Credo che l'unico obiettivo sia quello di sistemarsi i propri affari, siano questi comunisti, socialisti ,democristiani, radicali - oddio cisono ancora - o liberali.
Buon rientro dalle ferie a lei e tutti quelli che come lei le ferie le hanno passate spensieratamente in vacanza e un augurio per un futuro migliore a tutti quelli che, come me, soffrono un paese che vessa e perseguita tutti quelli che non fanno parte dei circa 10 milioni di dipendenti pubblici (tra PAC, PAL, privatizzate e municipalizzate, ossia quelli che paghiamo noi con tasse e contributi) gli unici che possono permettersi il lusso di pensare che andranno in pensione SICURAMENTE, gli unici che non verranno mai licenziati (ma proprio mai mai....).
Io sono tornato dalle ferie e non c'era manco l'azienda!
Saluti.
ps: le cordialità proprio non ci stanno.

sono daccordo

e non voglio aggiungere altro. Non c'è nessuna volontà da parte della politica di mettersi al servizio dei cittadini. E' questo lo scandalo vero!!!

Credo quasi che i commenti

Credo quasi che i commenti siano superflui, vista la manovra approvata ieri sera al Senato. E credo che siano i commenti come il suo che alla fine diffondono la sensazione che troppe sono le questioni da affrontare e allora lasciamo che tutto vada così. Provi a vedere le cose con gli occhi di un pensionato che "vive" con 480 Euro al mese e che, poiché non ha alcuna tutela, non sa neppure che le sue condizioni di salute gli consentirebbero di avere il riconosicmento della situazione di handicap grave e i benefici che ne conseguono.. ma tanto la macchina non ce l'ha e il tesserino proprio non gli serve perché quando deve andare dal medico è costretto ad arrampicarsi stentatamente sull'autobus...
E provia a vedere la realtà con gli occhi delle persone oneste, i milioni di italiani onesti, che subiscono anche l'aumento di un punto dell'IVA e vedono poi i ricchi preoccuparsi solo delle loro rendite, così i proventi delle loro evasioni potranno essere adeguatamente reinvestiti franco imposte.
Ma perché, gli enti inutili li ho creati e mantenuti io o forse la casta di cui lei parlava per poter far assumere i figli e i figli degli amici e per sistemare nei cda i vari servetti che gli corrono dietro?
E non mi parli poi di meritocrazia!!! Sebbene la costituzione puntualizzi che al pubblico impiego si accede per pubblico concorso provi a investigare quale è la percentuale di dipendenti pubblici assunti a seguito di stabilizzazioni, o con finti concorsi che regolarizzavano la posizione di persone chiamate al lavoro in un Ente pubblico non si sa come e perché.
Scusi l'indignazione ma davvero che qualcuno provi anche solo lontanamente a giustificare questa classe politica (a prescindere dal colore, si badi bene!!! e anche dalla nazionalità!!) mi provoca il disgusto.
Le auguro una buona ripresa del lavoro.
E auguro all'Italia che qualcuno provi la situazione rappresentata da Pozzetto nel film "un povero ricco", magari se rinunciano a comprare la bombola del gas per riscaldarsi perché "non me lo posso permettere", come mi ha detto una commerciante di frutta e verdura ormai in pensione che conosco da sempre, potranno ricominciare a capire dove stanno portando il nostro paese, loro e i falcon carichi di amici per venire in vacanza in Sardegna... che se li paghino con i loro soldi e non con quelli dei poveri contribuenti!!!

MA QUALE MERITO?

Ma lei sa come viene deciso il merito nella PA? A inizio anno il Dirigente fissa gli obiettivi che lui dovrà raggiungere e lo stesso succede per i suoi dipendenti...gli obiettivi della PA dovrebbero deciderli i cittadini che pagano le tasse e che sono i finanziatori della PA , attraversio fome di partecipazione, anche on line e a fine anno sempre gli stessi cittadini dovrebbero fare la valutazione dei risultati e non organismi di valutazione selezionati dagli stessi dirigenti...in pratica chi giudica viene scelto dal giudicato!..ma ci si vuole svegliare e rendere conto che merito e valutazione che ci stanno propagandando sono tutti belli slogan?..dobbiamo andare a fondo in ogni cosa e non fermarci in superfice bevendo tutto ciò che ci vogliono dare a intendere.

Per i dipendenti inoltre la valutazione la fa il Dirigente...i suoi raccomandati il piu delle volte vagabondi avranno sempre il massimo dei voti(a cui corrisponde un benefit nello stipendio), gli altri che magari lavorano seriamente no..ma dov'è il merito?.con questo sistema si è solo aumentato il clientelismo e il servilismo .ripeto sono i cittadini che devono valutare

e buttiamola in caciara!

Caro Mochi Sismondi,
leggo i suoi editoriali da, oramai, tanti anni e, spesso, li trovo interessanti. Mai però, come questa volta, è riuscito a raccontare delle cose straordinarie in modo altrettanto straordinario.
I politici sono spreconi, ma non è proprio colpa loro, e i cittadini sono perseguitati ma se lo meritano!
Insomma Mochi, che cosa significa?
DIciamola tutta: il nostro è il paese della casta, dove la casta tutta sta esclusivamente pensando ad incrementare e proteggere le ricchezze quotidianamente sottratte ai lavoratori, quelli veri!
Quelli che si alzano la mattina e vanno a lavorare con sacrificio rinunciando anche all'indispensabile pur di riuscire a far crescere i propri figli. Trovo scandaloso che un personaggio come il ministro Brunetta risponda ad una persona che gli pone una domanda "voi siete l'Italia peggiore"! E l'italia migliore, mi scusi, qual'è! Se valutiamo bene, caro Mochi, quel signore viene pagato, anche con i soldi trattenuti a quel "precario", che ha diritto ad una risposta! Vedendo poi, il Ministro allontanarsi in Maserati, ti viene da pensare che non c'è nessuna volontà di rinunciare ai privilegi.
Lo dimostra il fatto che la camera, con un voto bipartisan, ha respinto la mozione dell'IDV sul vitalizio ai parlamentari. Chissà perchè un italiano debba lavorare 40anni e per un politico ne bastono 5 (e in alcuni casi anche meno).
Lo dimostra il fatto che nel nostro paese non c'è ancora stata, e probabilmente non ci sarà mai, una riforma delle professioni e degli albi professionali. Perchè?
Perchè, Tremonti parla di lotta all'evasione, ma non introduce un elemento piccolo, piccolo alla finanziaria: la detraibilità totale delle ricevute di dentisti, medici, pediatri, avvocati, commercialisti ecc.?
In questo modo, ogni cittadino, avrebbe la possibilità di non ricorrere al "cognato", come lo definisce Lei, e andare da un professionista, sapendo che detrarrà il 100% dei soldi che ha speso (e sui quali ha già pagato le tasse).
Non voglio pensare che, visto che i parlamentari sono Medici, Avvocati e professionisti non venga proposto per.... non ci voglio proprio pensare e interrompo il periodo.
Ma la realtà è questa, nel nostro paese il cittadino è al servizio della politica e non il contrario! diciciamolo e diciamolo bene!
"voi siete l'italia peggiore..." questa frase non la dimenticherò mai!
cordiali saluti

Costi, sprechi e privilegi

Rispetto le opinioni espresse e i dati forniti dall'editoriale e dai commenti che lo corredano, ma non condivido gli sviluppi del tema.
Ritengo ci sia un equivoco sul concetto del termine "costi" che induce a considerazioni soggettive che facciamo fatica a generalizzare.
"Costi" contiene l'elemento "debito pubblico", enorme, la cui condanna non è percepita nel voto degli elettori da alcuni decenni di consultazioni elettorali. Abbiamo accettato un concetto di costi superiore alle nostre capacità, e nelle sue pieghe ci siamo mossi individualmente, usando e generando privilegi. Trovandoci inoltre impreparati a declinare il concetto dei costi pubblici in un'economia trans-nazionale.
Perso il fattore etico nella percezione di cosa significa costo pubblico, si smarrisce la disciplina e approfittiamo alla bisogna di ciò il cui costo non sosteniamo e non sentiamo.
Credo sia necessario prima di tutto ricostruire un sentire civico dei costi, quindi condiviso e non soggettivo, alla cui esigenza chiamare e sottoporre i candidati che votiamo. Imponendoci ed imponendo il render conto etico, e non le mille dissertazioni quotidiaqne su aspetti contigenti.
Nel mio sermone non intendo comunque esimere i politici dalle loro colpe.

Costi, sprechi e privilegi

egregio Carlo Mochi Sismondi,
La inviterei a leggere l'ultima "fatica o integrazione" del libro di Rizzo e Gian Antonio Stella.
Molte delle banalità (dal mio punto di vista) se le sarebbe risparmiate.
Una domanda che le chiedo, se lo stato è una famiglia ed il suo governo "è il genitore" tale genitore dovrebbe prender coscenza della situazione economica attuale e:
non avere gli stipendi più alti d'europa, (i lavoratori italiani hanno gli stipendi più bassi d'Europa) attuare una riforma pensionistica allungando, giustamente l'età lavorativa dei cittadini, per poi mantenere i propri privilegi pensionistici dandogli un altro nome!!! la politica è un mestiere ma non servono mestieranti per farla.

articolo "Costi, sprechi e privilegi" di Carlo Mochi Sismondi

Egregio Dottore, condivido tutto l'articolo e per questo la invito caldamente a non usare mai più, nemmeno virgolettata, la parola "casta" (che serve soltanto a far vendere i libri dei "furbetti" del momento a quelle "centinaia di migliaia di fan" alias "assordante coro di sdegno" popolanti Facebook).
La realtà è molto più complessa e bisognerebbe rappresentarla tutta ai "cittadini" ("clienti" è veramente un orrore!!), in piena onestà intellettuale e professionale, non secondo le convenienze del momento.
La complessità, tuttavia, andrebbe trattata e scomposta in parti "semplici", regolate da "leggi semplici". Mi ha colpito, giorni fa, sentire alla radio una cosa che non ricordavo, detta dall'autore di un libro sulla costruzione dell'Autostrada del sole: l'opera è stata realizzata dal 1955 al 1964, più di 700 km - Milano/Napoli - in soli 9 anni, ancora oggi un esempio di eccellenza a livello mondiale. Come è stato possibile? L'autore ha dato la seguente spiegazione: "Quella del 1955 era un'Italia semplice e piena di entusiasmi". Allora Le lascio un compitino per le vacanze, rispondere alla domanda: "Potrebbe qualcuno, preso dall'entusiasmo, pensare di costruire nell'Italia di oggi un'autostrada di 700 km? E, nel caso, quanto tempo richiederebbe una tale opera?". Di questo si dovrebbe discutere, giustappunto di "paese bloccato", altro che "casta" (scusandomi per l'uso della deprecata parola).
Auspico, pertanto, di ritornare a essere un paese "semplice", con semplici equazioni: tante e complicate leggi = tanta burocrazia; poche e semplici leggi = poca burocrazia. Le prime vittime della burocrazia, peraltro, sono i cosiddetti "travet" (termine dispregiativo usato dalla stampa per "dipendente pubblico"), i quali, fisiologicamente, in base alla Costituzione, ogni giorno devono interpretare e applicare la legge, non hanno come mission torturare i cittadini (la patologia è altra cosa e come tale va trattata).
Complimenti per il bellissimo augurio finale, che ricambio con stima
Bernardo Coccoli

Causa o effetto?

Caro Sismondi, non è condivido la sua tesi: i privilegi di chi ha incarichi poitici (quindi non solo cariche elettive) sarebbero una inevitabile conseguenza del malcostume di noi tutti di "approfittare" dei privilegi che ognuno, nessuno escluso, più o meno riesce ad ottenere attraverso strade più o meno ortodosse.
A mio parere lei scambia causa con effetto. E' il sistema di potere che per sostenersi ha creato e continua a creare queste situazioni di difficoltà ad ottenere i diritti (vedi le visite specialistiche di sui si diceva), per cui è diventato sistemico e endemico il ricorso alla raccomandazione e al favore per ottenere quello che uno Stato degno di questo nome dovrebbe garantire nei modi e nei tempi necessari. Su questo le "caste" creano e mantengono i loro privilegi, a tutti i livelli.
Si è mai chiesto perchè tante persone così mediocri aspirano e sono disposte a "tutto" (gli esempi degli ultimi anni sono illuminanti) per avere un posto in una qualsiasi delle Istituzioni democratiche o negli infiniti consigli d'amministrazione e affini?
Perchè la retribuzione e i benefit che possono ottenere non sono minimamente paragonabili a quello che potrebbero mai ottenere se fossero sul mercato del lavoro, pubblico o privato che sia. E per questo che la maggior parte delle persone fa politica, neanche ormai più tanto per sostenere le lobby ma proprio per bieco interesse personale; un'opportunità così ghiotta per cui le persone, quelle più mediocri in primis, sono disposte a scendere a compromessi di qualsiasi (basta contare gli inquisiti) tipo.
Queste persone che motivo hanno di cambiare le cose? Perchè dovrebbero poi impegnarsi per raggiungere un qualche risultato se il loro personale obiettivo è stato ampiamente soddisfatto? Perchè imbarcarsi in battaglie di civiltà, perchè pensare in prospettiva, quando il futuro personale è già sistemato? Perchè provare a fare riforme strutturali? Meglio pensare a propri affari, leciti o illeciti che siano, meglio provvedere ad alimentare il proprio sistema di potere se non per se per i propri cari. Meglio trovarsi qualche nicchia dove "ruspare" lauti stipendi anche se ben oltre l'età pensionabile, magari con una scorta personale: non si sa mai si dovesse avere problemi di parcheggio.
La verità è che anche per mantenere tutti questi privilegiati, e questi sì, per la maggior parte immeritatamente privilegiati, tutto il resto della popolazione è costretta a fare sacrifici.
E non siamo più disposti.
Caro Sismondi, il pesce puzza dalla testa non dalla coda.

Condivido pienamente.

Condivido pienamente. Aggiungo per i critici che - secondo me - il giudizio deve essere espresso su quanto viene detto, esprimendo separatamente osservazioni su cosa manca e invece dovrebbe essere discusso ecc

Per quanto riguarda la pletora dei "politici" e delle amministrazioni (si pensi alle Comunità montane al livello del mare) appendo qui sotto un commento ricevuto da un amico ben informato.

L' eliminazione della nostra zavorra istituzionale vale (a regime) 140 mld/anno (circa 7 punti di PIL ALL'ANNO).
Cos'è la Zavorra Istituzionale? E' l'eccesso di livelli deputati alla gestione del paese. In Italia sono 6; gli USA ne hanno 3.
Non possiamo permetterci 1200 circoscrizioni nelle grandi e medie città (19 solo a Roma con 26 eletti ciascuna; erano 20 poi Fiumicino si è staccato per fare comune a se stante), poi 107 province (in aumento), poi 8102 comuni (la GB ne ha circa 1000, gli USA 4400), poi 20 regioni, poi il governo nazionale, infine l'Europa.
Abbiamo circa 120.000/140.000 cariche elettive istituzionali.
I costi della politica derivano da questa situazione e occorre evitare la politica della piovra. Questa cede un tentacolo per salvare il corpaccione. Chi propone (e non vuole realmente fare) l'abolizione delle province cede solo un tentacolo. Occorre un riassetto drastico. Nessun economista, politologo, opinionista, ecc. affronta il tema nel suo insieme. Neanche sindacati (ad eccezione di Angeletti-UIL) e confindustria (fanno parte della casta...). Solo un articolo di un indipendente (E. Cisnetto 24/42010 sul Messaggero) faceva la stima dei 140 miliardi (a regime, perchè non si possono licenziare i dipendenti, ma solo i politici).
Immaginate di avere: solo1000 comuni, 12 regioni, stato centrale con 200 deputati e 100 senatori (sono sempre più di quelli americani in proporzione alla popolazione) e poi l'Europa. Pensate al risparmio dei tempi decisionali, allo snellimento dei programmi realizzativi. Immaginate che circa 5000 poliziotti (e cararbinieri, finanzieri...), tornino a fare il loro mestiere anzichè le scorte (che quasi sempre sono corti per piccoli Ras).

Che cosa ne pensate???

costi della democrazia

Mi pare che c'è grande identità di vedute e probabilmente siamo genitori e tutti con grande difficoltà lavorativa (io faccio il formatore/articolista e tante altre mini attività per arrivare a 1000-1500€ al mese) e quando sentiamo i compensi (134€ per una seduta al consiglio Reg.le lombardo) e poi tutte le malefatte perchè sono senza fondo, non sai più cosa sia la pazienza.
Formigoni ha proposto le macroregioni e credo dobbiamo ragionarci, dobbiamo diminuire le strutture che mediano e allungano i tempi della decisione. Mentre sono per lasciare i comuni, perchè essi sono la nostra identità , la nostra vita. Sull'appennino umbro-marchigiano, ci sono comuni di poche centinaia e forse meno abitanti, anziani. Eppure ogni anno qualche restauro, qualche altra abitazione dei romani originari di quelle zone. Forse ci passeranno la villeggiatura, forse l'età anziana ma il ricordo crea qualche economia. Altrimenti tutti a valle per quel poco lavoro che si spera ci sia. Divulghiamo l'onestà e selezionamo gli onorevoli, togliendo prima i compensi straordinari e riducendo a 10 anni l'esperienza politica. Esperienza non diritto all'eternità!

Sono d'accordo ma ...

Sono assolutamente d'accordo con le tue perplessità ma purtroppo viviamo in un Paese la cui classe politica per far quadrare i conti da enne-anni e senza distinzione di colore politico aumenta le accise sui carburanti, le tasse dirette ed indirette ed i ticket sanitari ... salvo poi lamentarsi per l'aumento dell'inflazione, per i capitali esteri che non "vengono" più in Italia e per la mancata crescita.
Purtroppo, non si salva nessuno ... nemmeno noi "normali" cittadini! Quando uno dei nostri cari deve fare una visita medica o un'analisi o un esame e ti senti dire: "Con la mutua siamo al Dicembre 2012 mentre privatamente c'è posto domani" cosa fai? Cerchi il famoso cognato di cui parlavi ...
Hai ragione che ogni parlamentare dovrebbe avere una squadra di assistenti ma TUTTI regolarmente assunti e TUTTI che lavorano per il bene comune non (solo) per gli interessi privati del politico di turno. Invece al momento, tutti i parlamentari prendono circa 3600€ al mese per il portaborse ma ancora non utti si sono messi in regola (cfr. http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/20/Pagare_portaborse_per_...)
E che dire degli sprechi e dei costi della politica? Guardiamo oltralpe: la Germania, pur avendo dovuto assorbire la disastrata economia della Germania Est, pur avendo avuto la nostra stessa crisi, quest'anno crescerà del 4% mente i nostri politici (con la p minuscola!) sono soddisfatti del nostro misero 0,7-0,8% ... ma noi in compenso abbiamo gli Ordini Professionali, "millanta" [1] Comuni, millanta Provincie, millanta Enti inutili per non parlare dei costi dell'energia (i miei amici tedeschi non credevano che superando la potenza "impegnata" scattasse il contatore!).

La cosa che fa più male è il pensiero del futuro del nostri figli se andiamo avanti così...

Cordialmente,
mimmo

[1] millanta = cifra esagerata usata dai protagonisti di un noto programma per bimbi

In medio stat virtus... Credo

In medio stat virtus...
Credo che nessuno di noi neghi i costi necessari della democrazia, e' evidente che tenere su un ministero oppure le stesse sedi del nostro governo (il parlamento ed il senato risiedono in palazzi storici di Roma, e quindi come tale vanno perlomeno mantenuti perche' fanno parte del nostro patrimonio artistico e culturale) implicano dei costi non indifferenti; ma questo non vuol dire che questi costi non possano essere criticati dai cittadini (che, ricordiamolo bene, sono e rappresentano lo Stato molto di piu' dei nostri politici) in modo che gli organi competenti possano opportunamente revisionarli e magari ridurli ottimizzando risorse e processi coinvolti!
Sono un'impiegata, ho un unico reddito fisso e con le leggi che cambiano di anno in anno mi ritrovero' ad andare in pensione tra circa 15 anni (sempre che non cambino le regole nel frattempo) forse con una mensilita' lorda di circa 2000,00 eur... e devo considerarmi una fortunata!
Permettetemi pero' di essere molto arrabbiata quando sento parlare delle pensioni dei nostri parlamentari che si prenderanno, quando sara' il loro momento, anche se hanno fatto solo pochi mesi di legislatura! Senza pensare poi a tutte le altre entrate che si ritrovano per le altre cariche presidenziali o commisioni o agenzie o altro... E guarda caso se l'attuale governo (ma quelli passati non si sono comportati molto diversamente!) cambiera' le regole in merito alle loro pensioni lo fara' proprio a partire dalla prossima legislatura... ma il ticket ed i tagli a me semplice impiegata li applicano gia' da oggi...
E la pensione e' solo un esempio, ma quanti altri ce ne sono? La lista potrebbe essere senza fine: visite specialistiche al SSN, insegnanti di sostegno nelle scuole, assistenza ad anziani e malati, volontariato, file interminabili agli uffici pubblici,...
Se i nostri politici pensassero un po' di piu' al bene dello Stato (S maiuscola!) piuttosto che al proprio (non entro nel merito dei vari scandali passati ed in corso su diverse persone della nostra classe politica, dirigenti e faccendieri!), credo che tutti noi saremmo piu' disposti a sostenere i sani (ed evidenzio sani!) e giusti costi della democrazia.
La ricchezza (in senso lato) e' un bene che deve essere distribuito a tutti con le giuste regole; regole che devono essere democratiche e sopra le parti, e sopratutto rispettate da qualsiasi cittadino di livello e grado, senza nessun privilegio o attenuante.
Ribadisco: in medio stat virtus!

Credo si debba distinguere

Credo si debba distinguere fra l'occasionale (anche se reiterato) uso improprio di un permesso per invalidi (che si può usare anche in presenza del titolare, e l'uso permanente di privilegi da parte di chi guadagna abbondantemente (onorevoli) da permettersi di pagare di tasca propria i servizi di cui ha bisogno, come tanti altri cittadini. Probabilmente è proprio il cattivo esempio dei più esposti, che spinge altri a "imitazioni" di piccolo profilo...
Quanto al merito come unica ricetta, proviamo prima a pensare come motivare al lavoro le persone, però tutte quante, non solo il 70%.... il rinvio di una metodologia molto discutibile, è quindi necessario per una migliore applicazione.
Buone vacanze! Mi sembra ce ne sia bisogno.

Risposta a verdiani

Intanto il permesso per gli invalidi deve essere usato, SOLO ED ESCLUSIVAMENTE, quando la persona che ne ha diritto è a bordo. In questo, come in altri casi, bisognerebbe cominciare a portare rispetto agli altri e, di conseguenza a se stessi, comportandosi civilmente nel quotidiano; non è poca cosa se il cittadino acquisisce dal cattivo esempio asserendo che "così fan tutti e i politici in dose massiccia".
Io lavoro in un Ente Pubblico e non prendo, neanche i giorni che mi spetterebbero mensilmente, se non nel caso di EFFETTIVO bisogno e ho un flex positivo da far arrossire colore che stanno davanti alla macchinetta del badge 10 minuti prima dell'orario di uscita; qualcuno mi dice che sono stupida ma, questa è la mia etica personale. Senza retorica, ritengo che se ognuno di noi, invece che seguire il cattivo esempio volesse dare il buon esempio, forse qualcosa cambierebbe in positivo.
Buona giornata, Carla

Purtroppo ai costi della

Purtroppo ai costi della democrazia appaiono aggiungersi altri costi che a molti sembrano non giustificabili (soprattutto se raffrontati ai risultati deludenti dell'azione politica degli ultimi decenni in tema di sviluppo). I costi elevati sommati ai privilegi fanno della Casta, agli occhi dei cittadini, un emblema. L'emblema di una classe politica volta a rafforzare e conservare i propri immeritati privilegi a discapito del buon governo. Se a questo si aggiunge lo scarso livello percepito di democrazia nel Paese (dal sistema elettorale che riduce il livello di rappresentatività degli eletti alla concentrazione di potere sui mezzi di informazione alle distorsioni e all'inadeguatezza del sistema giudiziario, solo per fare degli esempi) parlare di normali costi della democrazia suona un pò come una beffa.
Buone vacanze

ma di che cosa stiamo parlando?

Mi scusi, lei ha ragione, ci vogliono riconoscimento del merito e onestà intellettuale perchè un sistema sociale sia giusto, ma parliamo per favore della realtà. E la realtà è che in Italia il pensiero generale non è quello di aver diritto a qualcosa che si merita (un avanzamento professionale) o che spetta (una MOC in tempi celeri fornita dal SSN), ma: "bisogna conoscere qualcuno", il che io trovo molto omertoso.Ovviamente, la conseguenza è il moltiplicarsi di oligopoli e cartelli (un chiaro esempio sono gli ordini professionali), aree economiche e di potere impermeabili a qualsiasi influenza di mercato e di merito. Lei sostiene, alla fin fine, tutti colpevoli nessun colpevole. E io le rispondo che i "signori" politici si permettono di imporre ad una parte degli italiani (dipendenti, pensionati e in generale a tutti coloro che non viviono di rendite finanziarie) una pesante manovra economica. Perciò, mentre noi continuiamo ad impoverirci e a dover mantenere i nostri figli seppure lavoranti, essi non fanno venir meno per loro stessi i privilegi dei quali godono. Come minimo, è una caduta di stile, non trova?

costi,sprechi e...privilegi

d'accordo sulla distinzione fondamentale tra costi della politica e costi della democrazia, ma come tanti Italiani vorrei che venisse fatto un lavoro serio di ridefinizione dei primi con chiarezza e trasparenza per dare di nuovo un valore morale a cio' che si fa per il Paese E' un percorso che va fatto e puo' essere fatto solo da chi gode della fiducia dei cittadini che rappresenta, che lo hanno votato non per avere a loro volta favori e raccomandazioni, ma per avere la speranza di consegnare ai propri figli un futuro, quei cittadini che continuano a ripetere fino allo stremo ai propri ragazzi che studiare con serietà,impegnarsi al massimo in un lavoro precario con uno stipendio da fame (integrato da mamma e papà) alla fine premia, che aspettano con pazienza la prenotazione per una visita medica (mia madre ha la prenotazione per la MOC con due anni di attesa), che pagano le multe, che girano da un ufficio all'altro per avere un' informazione su una pratica, che vivono il calvario di una causa civile che tra rinvii vari puo' durare anche venti anni, che perdono il lavoro a 50 anni e non ne trovano un altroE' un'utopia???

Carlo, ma sei proprio uscito al naturale? :-)

Carlo, ma sei proprio uscito al naturale? :-)
Se riuscissimo davvero a valorizzare TUTTE le nostre risorse avremo una Italia ancora più bella!
L'Italia è bellissima e gli italiano devono imparare a crescere e a capire sinceramente che il vero bene è il bene comune!
Ci vuole coraggio però per cambiare le regole del gioco.
Not easy ? :-))
Non è facile dire NO quando ti offrono "strade facili"... ci vogliono VALORI E BUONA VOLONTA'?
Cosa ci vuole secondo te?
Ma poi, se dici NO, vieni addirittura emarginato/A?

Tuttavia: Inutile essere disfattisti, un pò di sano ottimismo fa anche bene alla salute, o no?
Qualcuno già un pò di coraggio lo ha dimostrato, non è così?

PS - C'è chi avrà da lavorare (qualla parte di Italia che lavora anche per passione) e che vi augura buone vacanze e ogni bene!

Noi popolo Italiano non

Noi popolo Italiano non abbiamo nessuna colpa! L'unica e sola colpa è da attribuire a tutta la nostra classe politica che in questi anni è riuscita abilmente e subdolamente a crearsi tutti questi "privilegi" o "ingiustizie" con i nostri soldi, con le nostre fatiche, con il nostro sudore. Questi signori hanno veramente oltrepassato il limite; forse si sono dimenticati che noi Cittadini Italiani li paghiamo solo ed esclusivamente affinchè possano portare benessere nel Nostro Paese!. Purtroppo la realtà è che questi politici sono solo capaci di parlare bene; i dati di fatto confermano che il benessere se lo sono creati solo per se stessi e per i loro familiari e sempre a nostro discapito! Questa non è “giustizia” e non è nemmeno “altruismo”, idee prioritarie che dovrebbe avere una persona politica! Non mi piace una Italia governata da questi signori che sembra vivano “nell’Olimpo” e lottino solo per il potere!
E’ arrivato il momento per noi Cittadini Italiani di riprenderci tutto ciò che ci è stato derubato: Giustizia, Democrazia e milioni di euro sperperati male senza avere nessun vantaggio o ritorno economico da parte nostra.
Questi signori si credono furbi, intelligenti e credono di fare tutto ciò che vogliono con i nostri soldi pubblici: INVECE SONO SOLO SIGNORI DEMENTI ED E’ ORA DI TIRARLI GIU’ DALL’OLIMPO!!!
A volte penso ai ladri che rubano per mangiare e/o per arrivare a fine mese, i quali a volte vengono presi e condannati; ma questi signori politici cosa vi sembra che facciano? …Hanno fatto peggio, perché i loro “furti” li hanno anche regolarizzati in parte(vedi buste paghe gonfiate, parenti portaborse, “privilegi” vari, ecc.) e in più aggiungeteci anche tutto il “nero”, mazzette ecc.
Questa che vediamo è solo una politica egoista …. deve assolutamente essere cambiato tutto il sistema politico, il quale ci stà portando al declino: il politico deve essere pagato poco più di un operaio e non deve avere nessun privilegio…. Quando e solo se, tutta la classe politica (governo e opposizione) riuscirà a portare benessere e vantaggi economici per tutti i Cittadini Italiani potrà ricevere, proporzionalmente ai risultati ottenuti, premi economici extra! In questo modo ci sarebbero molti meno “scaldapoltrone” e sarebbero più stimolati a lavorare meglio: invece allo stato attuale che facciano bene o male il loro lavoro, sempre la stessa lussuosa bustapaga e lussuosi privilegi ottengono e non è assolutamente giusto! Nel mondo del lavoro, quello vero, l’operaio che lavora bene e porta benefici alla ditta per cui lavora, si mantiene il posto di lavoro e a fine anno prende anche il premio produzione! ….Ma se lavora male è a rischio di licenziamento! Se prendiamo esempio dal mondo del lavoro “vero” e guardiamo come lavorano i nostri “operai politici” allora sarebbero tutti da licenziare senza tralasciarne uno; l’operaio politico non può essere strapagato se non porta nessun beneficio ai cittadini italiani; tutto il loro guadagno deve essere proporzionale al risultato effettivo ottenuto dal lavoro politico svolto e certificato con dati di fatto e non da belle parole!
CHE SENSO HA PAGARE PROFUMATAMENTE ORMAI DA TANTI ANNI UNA CLASSE POLITICA COME LA NOSTRA PER POI NON OTTENERE NULLA IN CAMBIO SE NON RENDERCI UNA VITA SEMPRE PIU' DIFFICILE E PIENA DI TASSE ? …VOGLIAMO ANCORA CONTINUARE A CONSENTIRE LORO LA BELLA VITA A SPESE NOSTRE? IL GRANDE INVESTIMENTO EFFETTUATO SU TUTTA LA NOSTRA CLASSE POLITICA QUALE RENDIMENTO CI HA DATO?
LA REPUBBLICA ITALIANA È FONDATA SUL LAVORO E NON SULLE SANGUISUGHE!