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205 milioni l’anno: è il costo dell’ignoranza informatica nella PA locale

Una ricerca di AICA e SDA Bocconi mostra il costo dell’ignoranza informatica nella Pubblica Amministrazione Locale: quasi 350 euro a dipendente per un totale di 205 milioni l’anno che una  formazione adeguata potrebbe ridurre in maniera considerevole.

LAICA (Associazione italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) ha presentato il 17 maggio scorso i risultati della ricerca “Il costo dell’ignoranza informatica nella Pubblica Amministrazione Locale”, condotta in collaborazione con la Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi. La ricerca completa il precedente studio sull’ignoranza della PA centrale (2008) comprendendo anche tutta la pubblica amministrazione locale (PAL): regioni, provincie, comuni, comunità montane e unioni di comuni, IACP –  un mondo in cui lavorano circa 600.000 dipendenti.  

Dalla ricerca è emerso che, in media,  chi lavora nella PAL adopera il computer per il 69% del proprio tempo lavorativo, ma denuncia anche una perdita di tempo lavorativo di 47 minuti alla settimana, dovuto a problemi nell’utilizzo dello strumento informatico. Questa improduttività si traduce in un costo annuo, per addetto, attorno ai 1000 euro. In base a quanto dichiarato dagli utenti intervistati, un terzo di questa perdita di tempo va direttamente attribuita  ad una scarsa conoscenza informatica, mentre il restante tempo deriva da problemi nei sistemi ICT.

Confrontando questo valore con il costo medio di un dipendente della PAL, la perdita di tempo per ignoranza informatica equivale a un costo di tempo improduttivo pari a 346 euro all’anno per dipendente.   Moltiplicando tale dato per il numero dei dipendenti, si scopre che l’ignoranza informatica di coloro che nella Pubblica Amministrazione Locale utilizzano l’informatica per lavorare costa al nostro paese ogni anno oltre 205 milioni di euro.

Analizzando le chiamate all’help desk in alcuni grandi enti pubblici locali, inoltre, si è scoperto che circa un 40% delle chiamate deriva da ignoranza dell’utenza, ma solo 17% delle chiamate ha come origine guasti nelle infrastrutture. Un 26% dei problemi segnalati sono invece imputabili a comportamenti degli specialisti, che non hanno correttamente progettato l’infrastruttura o hanno trascurato il suo aggiornamento. 

“Quando si decide di investire in ICT  spesso si pensa che mettere a disposizione strumenti basti a migliorare le performance e la produttività del lavoro - ha dichiarato Rodolfo Zich, Presidente di AICA -  spesso senza porsi il problema della formazione di chi li dovrà utilizzare,  sicché nel tempo le scarse competenze impediscono di sfruttare appieno i vantaggi della tecnologia, se non addirittura creano ostacoli”.

L’effetto della formazione

Per misurare l’effetto della formazione su un eventuale recupero di efficienza i ricercatori hanno sottoposto ad un corso di formazione di base (propedeutico a ECDL ) un centinaio di dipendenti pubblici di varie amministrazioni locali. Dopo il corso si è misurato un aumento del livello delle conoscenze del 23% in termini assoluti, e un aumento di produttività (riduzione del tempo impiegato per svolgere il proprio compito) del 12%, che in termini economici può essere stimato in circa 3.900 € l’anno per ogni soggetto.
Partendo da questo dato si è notato che un piano di formazione su tutti gli utenti informatici della PAL potrebbe generare un aumento di produttività di ben 2,2 miliardi di euro l’anno.

 “Queste stime devono fare riflettere” ha commentato il prof. Camussone, di SDA Bocconi.” La PA, nel suo insieme, dà lavoro al 14,6% dei lavoratori italiani, e con questo studio si dimostra l’impatto enorme che può avere un incremento della produttività.  La PA locale, in particolare, è il soggetto più vicino a tutti noi, le sue efficienze o inefficienze influenzano la vita quotidiana e le attività delle aziende: pertanto la sua capacità di innovarsi con le tecnologie rappresenta una opportunità per i cittadini e un volano per le imprese”.

Il ruolo della PAL per l’inclusione digitale del cittadino

Per la prima volta quest’anno alla ricerca sull’ignoranza informatica è stato affiancato uno studio, curato da AICA, sugli effetti dei progetti per l’inclusione digitale dei cittadini portati avanti dagli enti locali. L’indagine ha riguardato oltre 2000 cittadini di quattro regioni, che hanno sviluppato in vario modo un percorso formativo di alfabetizzazione basato sul programma eCitizen: Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Valle d’Aosta. La ricerca dimostra come siano stati pienamente raggiunti gli obiettivi regionali di un utilizzo più allargato della rete. Il 78% dei cittadini che hanno partecipato ai corsi di alfabetizzazione (cittadini a rischio di esclusione digitale ) usa Internet, contro un 48% relativo a tutta la popolazione italiana sopra i 20 anni e, soprattutto, contro un 31% riferito ai cittadini italiani appartenenti a categorie socio- economiche simili a quelle dei cittadini “ alfabetizzati”. Gli scostamenti più significativi si hanno per le casalinghe ( 82% contro un 13% a livello nazionale) e per i pensionati ( 67%  contro un 13% ).  

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