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La provincia di Pesaro va (molto) oltre il PIL e punta diritta alla felicità

Grande attenzione e partecipazione al convegno “Oltre il PIL: l’impatto delle misure di benessere, sviluppo e qualità della vita sulle politiche dei Governi, delle istituzioni, delle imprese”. L’intervento di Matteo Ricci, presidente della provincia marchigiana che si è candidata a diventare “leader nazionale del benessere” con un progetto dedicato, forse anche un esempio da prendere in considerazione su scala nazionale per il futuro

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Molto affollato e altrettanto partecipato il convegno “Oltre il PIL: l’impatto delle misure di benessere, sviluppo e qualità della vita sulle politiche dei Governi, delle istituzioni, delle imprese” che si è tenuto questa mattina a FORUM PA. All’incontro sono intervenuti il presidente Istat Enrico Giovannini (che ha introdotto e coordinato l’evento), il consigliere del Cnel e coordinatrice del Comitato Cnel – Istat per la misurazione di progresso e benessere Maria Teresa Salvemini, il presidente della provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci e il professore ordinario di economia aziendale dell’Università Cattolica Mario Molteni.

Guarda l'intervista a Enrico Giovannini

Giovannini ha esordito spiegando come ormai la necessità di andare, appunto, oltre il PIL per misurare il benessere, lo sviluppo economico e la qualità della vita sia ormai un concetto da considerarsi largamente condiviso. Il presidente dell’Istat ha posto un accento particolare su come gli aspetti del BES (acronimo, appunto, di benessere equo e sostenibile) abbiamo ormai preso piede nelle analisi dei Paesi occidentali, un fenomeno che ha visto l’esordio nel 2008 grazie ad una sensibilizzazione iniziale del governo francese per arrivare in poco tempo a riscuotere l’interesse di larga parte delle nazioni considerate sviluppate, Italia compresa (e la quasi “primogenitura” riconosciuta a Giovannini ne è la prova più evidente).

Fra gli altri, di particolare interesse è stato l’intervento del presidente della provincia di Pesaro Urbino. Matteo Ricci, giovane e battagliero, che ha esordito sottolinenado come, fin dall’atto dell’insediamento, larga parte della sua giornata (“almeno l’80%”) sia giocoforza da dedicare a quelle che lui ha definito “azioni di resistenza”: assistenza alle fabbriche in crisi, contrasto alla disoccupazione crescente, tentativo di risoluzione ai tanti aspetti negativi che la crisi generalizzata comporta. Per porre un freno a tutto questo e tentare di “andare oltre”, ha sostenuto Ricci, “abbiamo realizzato che occorre non concentrarsi più sull’oggi, ma piuttosto cominciare a porre le basi per riappropriarci del nostro futuro prefigurando un’uscita dalla crisi che, superato il cosiddetto tornante critico attuale, non ci faccia invece precipitare in un dirupo”.
Per Ricci bisogna quindi capire dove andare, e per farlo nel migliore dei modi, ha sostienuto, “la provincia di Pesaro Urbino si è impegnata in una sfida: tenendo conto che il nostro territorio non potrà mai essere il più ricco d’Italia, abbiamo allora deciso che deve diventare leader nazionale in termini di benessere, e che ci dobbiamo battere per questo”.

Un proposito senz’altro molto impegnativo, che l’amministrazione marchigiana ha deciso di sviluppare ed elaborare con il contenuto “2020, progetti per una società più felice” che prevede, è ancora il presidente Ricci a parlare, “una particolare attenzione alla bioedilizia (che non deve più essere considerata un’eccezione ma piuttosto un obbligo), alla raccolta differenziata (non un’opzione ma un dovere), alla diffusione delle piste ciclabili (non un mero elemento di arredo urbano, piuttosto un’infrastruttura per vivere e spostarsi sempre meglio e piacevolmente), al recupero del piccolo commercio nel centro storico (in contrapposizione ai grandi e fin troppo diffusi centri commerciali, che spesso ricoprono solo il triste ruolo di ‘ricovero sociale’ e climatico-stagionale per gli anziani senza alternative a disposizione)”.

Traguardi senz’altro difficili e impegnativi da raggiungere, che comunque non spaventano né scoraggiano Ricci e i suoi collaboratori. Anzi, il suo pensiero finale, nell’occasione, ha assunto il sapore della sfida e del rilancio: “Perché i nostri obiettivi non possono essere anche quelli del Paese nel suo complesso? Se è vero che la nostra non sarà probabilmente mai la nazione più ricca del mondo, chi può sostenere che non lo potrà mai essere nemmeno in termini di benessere e felicità?”. Ricci naturalmente ci crede fermamente, e partire da quello che di “felice” riuscirà a realizzare il suo territorio può senz’altro rappresentare per il resto d’Italia un’ottima cartina di tornasole, da prendere magari come esempio e modello.

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