Intervista

Nelle città intelligenti si "governa con la rete"

La Rete delle città intelligenti si incontra lunedì 18 aprile ad Ancona. Il tema centrale di questa terza giornata di lavori è “fare rete” e “governare con la rete”, tema che sarà anche al centro di FORUM PA 2011 e che fa riferimento a un nuovo modello organizzativo al centro del quale ci sono la cooperazione, la condivisione di esperienze, la crescita dei beni relazionali e del capitale sociale, la collaborazione virtuosa tra PA, imprese, cittadini e terzo settore. E ancora, lo sviluppo della società della conoscenza e di una cultura dell’open government e degli open data. Con Fiorello Gramillano, sindaco di Ancona, abbiamo cercato di capire cosa significa questo tipo di approccio per una città, quali vantaggi può portare e quali ostacoli si incontrano ancora nell’adottarlo.

Per una città cosa significa “governare con la rete”?
I significati sono molteplici: governare con la rete significa abbandonare le logiche verticali della Pubblica Amministrazione e approcciare con nuovi modelli organizzativi la gestione partecipata dei servizi pubblici, coinvolgendo la cittadinanza nell’individuazione e nel raggiungimento degli obiettivi. Alla base del governo con la rete sta l’idea di contribuire alla creazione di una corretta società civile, in cui le attività della pubblica amministrazione sono rese note, sia per garantire il controllo pubblico sull’operato che per avvicinare il cittadino alla pubblica amministrazione, rendendolo partecipe dei processi decisionali. Ma governare con la rete significa anche realizzare sinergie tra gli attori coinvolti e condividere dati ed informazioni necessari per una ottimizzazione nella pianificazione degli interventi e per una concreta progettazione e realizzazione dei servizi.

Leggi gli editoriali di Carlo Mochi Sismondi sul tema delle città intelligenti

Quali vantaggi può portare questo tipo di approccio?
Il termine “sinergia” può riassumere il tutto. Più specificatamente si può parlare di aumentare l’efficacia dell’azione amministrativa grazie al contributo di tutti, di costruire un rapporto di fiducia tra pari, di accrescere la credibilità dell’amministrazione condividendo gli obiettivi, di promuovere la consapevolezza che si appartiene allo stesso ecosistema.

Come creare un ambiente favorevole per questo processo?
Prima di tutto promuovendo l’utilizzo di internet e degli strumenti di accesso alla Rete, elementi abilitanti ai processi di partecipazione. A tal fine il Comune di Ancona stimola il coinvolgimento dei cittadini proponendo regolarmente questionari sul sito istituzionale su argomenti di diverso interesse, rendendo disponibili la diretta web e l’archivio delle riprese video delle sedute del  Consiglio Comunale, pubblicando i verbali delle commissioni e gli atti amministrativi, in un’ottica di rendere trasparente il proprio operato. Inoltre, il Comune ha inserito tra le sue priorità l’impegno di  individuare e sostenere soluzioni per l’accesso ad Internet a banda larga, al fine di favorire l’innovazione e l’inclusione digitale per le imprese e i cittadini. Dopo avere svolto una indagine presso i residenti delle frazioni non raggiunte da ADSL, chiedendo la loro manifestazione di interesse ad utilizzare un servizio di accesso ad Internet a costi contenuti con tecnologie wireless, il Comune ha indetto una gara in via di aggiudicazione per individuare un operatore che offrisse tale servizio, rendendo disponibili in concessione siti di proprietà dell’Amministrazione, necessari per la collocazione degli apparati di trasmissione, e permettendo l’utilizzo della rete dei sottoservizi comunali.

Ma in generale le città italiane sono pronte a governare con la rete?
Esistono ancora degli ostacoli, che sono di tipo economico e tecnologico, ma anche culturale.  Ma se gli ostacoli sono ben noti, è invece importante individuare gli strumenti per affrontarli, superando le logiche campanilistiche tramite una fattiva collaborazione tra enti.  In un momento di ridotte disponibilità economiche per gli investimenti, la soluzione sta nel cooperare nell’innovazione e nel trasferimento tecnologico, mettendo a fattor comune le risorse e le conoscenze tecniche, trasferendo buone pratiche, modelli organizzativi e metodologie.

Your rating: Nessuno Average: 4 (2 votes)