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Italia degli innovatori diventa un percorso permanente di innovazione

Da progetto con una scadenza ben definita (l’expo 2010 di Shanghai) l’iniziativa “Italia degli Innovatori” diviene un percorso permanente per individuare e valorizzare nel mondo le aziende innovative del territorio Italiano. Niente riconoscimenti o premi virtuali, quindi, ma business concreto e di livello internazionale.

Per un paese che non ha ancora imparato ad essere un sistema, ma è ancora fortemente organizzato come un contenitore di realtà disomogenee e slegate (metafora coniata da Giuseppe De Rita), il territorio, o meglio i territori, sono il luogo dell’innovazione. È così, con queste parole di Mario Dal Co, Direttore Generale dell’Agenzia nazionale per la diffusione delle tecnologie dell’innovazione, che si è aperto ieri il convegno “Italia degli Innovatori. L'innovazione parte dal territorio” nel corso del quale è stata presentata la strategia guida per il secondo bando del progetto Italia degli innovatori.

Su Saperi Pa trovi gli atti e le registrazioni audio degli interventi del convegno del 31 marzo scorso

Italia degli Innovatori è un’iniziativa nata all’inizio dell’anno scorso per organizzare una spedizione di piccole aziende italiane all’Expo 2010 di Shanghai. Un vero e proprio call a cui hanno risposto 264 aziende e che si è concretizzato in due settimane di presenza all’Expo (dal 24 luglio al 7 agosto 2010 presso il padiglione italiano) con una mostra multimediale visitata da oltre 500.000 persone, ed un numero straordinario di incontri di buisiness one to one con quasi 200 aziende cinesi. Un’occasione importantissima che ha cambiato il volto di diverse piccole aziende italiane. Da un giorno all’altro, infatti, alcuni imprenditori sono riusciti a passare dalla dimensione provinciale a quella internazionale vedendosi spalancare le porte dell’immenso mercato cinese e, per assurdo, incappando in nuovi e impensati problemi.

“Non avevamo grandi ambizioni – ha spiegato durante il suo intervento al convegno il Presidente dell’Agenzia Davide Giacalone – e invece la mostra si è rivelata un successo fuori dall’ordinario con code lunghissime fuori dal padiglione, tanto che – ad un certo punto – l’organizzazione ha messo a disposizione altri locali per evitare la ressa. Secondo il Comitato Organizzatore dell’Expo, si è trattato del migliore progetto sull’innovazione di tutta l’Esposizione Universale”.
Ma il successo non si è esaurito nelle due settimane. Le autorità di Shanghai, infatti, chiusa la mostra, hanno espressamente chiesto all’Agenzia di trasformare questa iniziativa sporadica in un rapporto continuato immaginando una struttura permanente di rappresentanza di questa eccellenza dell’impresa italiana a Shanghai. Sono nati così un centro per lo scambio tecnologico ed uno per lo scambio nel design e si sta pensando ad un terzo centro per lo scambio nel settore dei servizi e delle soluzioni per l’e-Government.

Nonostante la crisi, dunque, i territori hanno dimostrato ancora una volta di essere una risorsa importante per il Paese, in grado di generare innovazione ed eccellenza tecnologica a livelli internazionali. Ma il problema è sempre lo stesso: come fare a supportare queste energie positive, una volta scoperte? Come riuscire a fare da volano in modo che la piccola eccellenza riesca ad assumere dimensioni tali da rivelarsi una risorsa reale, economica e occupazionale per il Paese?

Per Giacalone non c’è dubbio: “Il progetto Italia degli Innovatori aveva una scadenza ben precisa e il 7 agosto avrebbe dovuto concludersi, eppure sarebbe stato insensato chiudere veramente lì una così straordinaria esperienza. Abbiamo così deciso di replicarla anche per il biennio 2011 legandola all’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia ed organizzando una nuova mostra con le aziende del secondo bando partito a dicembre proprio in Russia”.
Ma ancora non è finita, infatti, dopo la Russia, all’Agenzia progettano già altre spedizioni in India (su espressa richiesta delle autorità indiane) in Brasile, in Olanda, in Messico e in Corea del Sud.

“Un tale successo – ha concluso Giacalone – non si adatta ad un progetto a scadenza, ed è per questo che l’intenzione è di trasformare Italia degli Innovatori in un processo continuo nel tempo. Una sorta di banca dell’eccellenza, un enorme archivio che raccolga e valorizzi chi fa innovazione in Italia, offrendogli la grande opportunità di affacciarsi ai mercati internazionali. È solo con la vocazione internazionale che si può sperare di avere grandi marchi forti nel mondo.”

Insomma una grande innovazione di fiducia che ci fa guardare il futuro in maniera un po’ meno bigia di quello a cui siamo abituati negli ultimi tempi.

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