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Per il vicepresidente del Cnr i terremoti sono "segni divini". Immediate le proteste "terrene"

In un lungo intervento a Radio Maria Roberto de Mattei esprime una serie di concetti sconcertanti. Per il professore di storia - membro dei Legionari di Cristo e antievoluzionista convinto - si tratta di semplici opinioni personali, di “cittadino e credente”, fra l’altro riprese da tesi risalenti al terremoto di Messina del 1908. In rete, e non solo, si scatena una violenta polemica con la richiesta di rimozione dal prestigioso incarico istituzionale.

passepartoutIl terremoto e lo tsunami in Giappone con conseguenza di morte e distruzione? “Una voce terribile, ma paterna della bontà di Dio”, “un castigo” ma anche “un modo per purificare”, “sicuramente un’esigenza di giustizia divina” attraverso la quale “Dio se ne serve per raggiungere un fine alto della sua giustizia”. Ancora, “la morte di un colpevole è l’esecuzione di un decreto di colui che è padrone della vita e della morte”, e queste immani disgrazie rappresentano “un battesimo di sofferenza che purifica l’anima, perché Dio ha voluto risparmiare un triste avvenire”, evidentemente “a peccatori e affini di ogni risma”. Al contrario di quello che si potrebbe pensare dopo una prima sommaria lettura di queste frasi, le parole in questione non sono farina del sacco di qualche teleimbonitore integralista americano (ce ne sono a bizzeffe, con tanto di codazzo canterino e allucinato), e nemmeno di un fanatico un po’ svitato in piedi a declamare su una cassetta della birra nel londinese Hyde Park (non mancano nemmeno questi, da tempo immemore, e sono vissuti con un po’ di pena mista ad attrazione turistica). Sono invece frutto di un intervento - a metà strada fra il linguaggio del buon curato di campagna e il tono ispirato da sofferenza conseguente a cilicio incombente - di ben nove minuti a Radio Maria mercoledì 16 marzo del professor Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio nazionale delle Ricerche, il nostro qualificatissimo Cnr.

Nelle citazioni iniziali ho colto fior da fiore, ma se a qualcuno fosse sfuggito l’intervento integrale (facilmente reperibile in rete) ne consiglio caldamente l’ascolto, aggiungendo qualche altra informazione imperdibile del nostro accecato ispiratore. Anzitutto, è importante sapere che de Mattei è docente di storia presso l’Università europea di Roma (ateneo legato nientedimeno che ai Legionari di Cristo), che si è reso promotore non più di due anni fa di un discusso convegno antidarwiniano - la teoria evoluzionistica, secondo lui (lo ha dichiarato lunedì scorso al Corriere della Sera) si sta letteralmente sgretolando, che per un alto membro di una istituzione di ricerca non è tesi da poco – e che da anni sta combattendo una battaglia personale contro il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, da lui ritenuto personaggio “semievoluzionista”, quindi meritevole di defenestrazione. Per contro, dopo l’audace perfomance via etere la sua eventuale autorimozione de Mattei non l’ha presa in considerazione nemmeno per un amen, naturalmente: rispetto all’intervento a Radio Maria, infatti, ha spiegato ancora al Corriere che nell’occasione non stava certo parlando “come vicepresidente del Cnr, ma da cittadino e credente”, invece limitandosi “a riprendere un libretto del 1911 scritto da monsignor Manzella, arcivescovo di Rossano Calabro che commentava il terremoto del 1908 riflettendo sul mistero del male”. Riparandosi dietro a quanto dichiarato almeno un secolo fa da qualcun altro, l’emerito professore non è arrivato per fortuna a spingersi in un parallelo, che forse poteva risultare azzardato anche per un impavido come lui, fra la Sicilia di inizio ‘900 di discendenza araba e l’attuale Giappone scintoista, entrambe evidenti terre d’infedeli e per questo forse giusti obiettivi della vendetta divina, magari accumunati anche dal fatto di essere isole (del peccato?): l’ancora troppo recente scatenarsi degli elementi tellurici sulla cattolicissima e saldamente (si fa per dire) ancorata alla terraferma L’Aquila devono averlo saggiamente frenato.
Non ci è dato sapere con esattezza quali siano state le ragioni e le benemerenze che hanno portato de Mattei a ricoprire un incarico così alto e importante nell’ambito di un ente di assoluto prestigio come il Cnr, ma per una sorta di ultraterreno dovere di cronaca - oltre che registrare fra i tanti l’intervento pesantemente censorio da parte del vertice dell’Accademia dei Lincei - non possiamo esimerci dal segnalare che in rete è scoppiata la polemica e fioriscono iniziative di privati e associazioni contro de Mattei, alcune delle quali arrivano a chiederne le dimissioni.

Se questa o una delle tante iniziative simili andranno a buon fine abbiamo la sensazione che non ne scaturirà certamente un terremoto, ma al massimo ne deriverà qualche scossetta di assestamento, in un organigramma che si vorrebbe all’altezza di un assolutamente benemerito istituto della Pubblica Amministrazione, vanto italiano di indiscussa portata. Poi, ne siamo certi, la vita andrà avanti lo stesso, e magari non mancherà di piovere su noi mortali qualche discreta benedizione dall’alto. Da quelle parti sanno distinguere perfettamente il buono dal meno buono, e l’opportuno da quello che assolutamente non ha la benché minima possibilità di esserlo, soprattutto se si palesa baloccandosi pericolosamente tra affermazioni ridicole e insopportabili teorie oscurantiste.

 

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Commenti

intervento a radio maria del vp del CNR

Posizioni ed opinioni come quelle di Roberto de Mattei sono diffuse tra gli integralisti di ogni religione, e non mi meravigliano. Quel che mi meraviglia è la assenza di reazioni da parte delle istituzioni che devono tutelarsi e la cui reazione non può essere limitata all'intervento degli accademici dei Lincei. Per esempio, sempre a proposito del terremoto in Giappone, il sindaco (mi sembra) di Tokio aveva espesso opinioni molto simili (pur non essendo cattolico) e successivamente era stato costretto dalle autorità superiori a scusarsi pubblicamente (per televisione). Il parallelo mi permette di rilevare:
1. a differenza del Giappone non mi sembra che nel nostro paese qualche autorità dell'amministrazione abbia preteso le dimissioni, o almeno una pubblica ammenda per dichiarazioni che, pur trattandosi "di semplici opinioni personali, di cittadino e credente", erano esercitate da una autorità scientifica. Domanda: - ma per persone che ricoprono incarichi istituzionali, sia pure in campo scientifico, non vi è una regolamentazione simile a quella esistente per altri incarichi istituzionali? (oltretutto è intervenuto in una materia che non è pertinente al campo di ricerca in cui è esperto).
2. la sottile ipocrisia (e malafede) di chi, dietro il paravento del "opinioni personali", esercita il potere che gli deriva dallo status di scienziato accreditato.
3. la modestia intellettuale di chi studia tanto per trovare nelle disgrazie (altrui, in questo caso) i segni della "paterna bontà divina".
4. ma come può un antievoluzionista (si badi bene, non un critico dell'evoluzionismo) definirsi "scienziato" e come è arrivato a tale posizioni di potere? ora scopriamo che la nostra comunità scientifica ha tra i suoi primi esponenti un antievoluzionista convinto? è questo un ulteriore indicatore dello stato in cui versa la ricerca nel paese.

Testo "sconcertante"

Buongiorno,
prima di definire sconcertanti i concetti espressi da una persona, inviterei l'autore dell'articolo a documentarsi. Molte delle persone che hanno letto l'articolo potrebbero giudicare sconcertante il tono estremamente critico e denigratorio di opinioni che riflettono il credo religioso di una persona.
Sconcertante è inoltre ritenere "affermazioni ridicole e insopportabili teorie oscurantiste" spiegazioni che riguardano concetti "difficili" quali l'esistenza del male ed il senso della sofferenza.
Consiglio all'autore di ascoltare, oltre che ha limitarsi ai pettegolezzi di internet, le trasmissioni di Radio Maria.

PS: sarebbe inoltre interessante capire per quale motivo ci sia l'immagine di un ladro in testa all'articolo

Saluti.

l'immagine di passepartout

La scelta dell'immagine è una scelta redazionale, la rubrica si chiama PAssepartout, cioè un grimaldello che può essere usato per "scassinare" il tema e guardarci dentro.
Se nota la stessa immagine è riportata su TUTTI gli articoli di questa rubrica (trova i link sotto l'articolo) e non ha nulla a che vedere con il contenuto di questo particolare articolo.
Buona giornata
Tommaso Del lungo
Redazione di FORUM PA

sostegno al forum

desidero esprimere la mia solidarietà ai curatori del forum.
mi permetto una citazione:
"il più comune dei pregiudizi è quello di non avere pregiudizi"
(n.g.dàvila)

Il ruolo del Prof. De Mattei al CNR

Purtroppo il Prof. De Mattei e' impegnato, dal gennaio 2010, insieme al CdA del CNR che lo ha nominato Vicepresidente, nel riordino dell'Ente. Difficile che in una situazione che gia' vede tale organo scontrarsi con la maggioranza del personale dell'Ente, che ritiene pericolosamente dannoso l'operato sin qui fatto, nel CdA ci sia un sussulto di orgoglio e un maggior senso di responsabilita' verso l'Ente che governano, e che sta diventando una barzelletta come il nostro Paese.

sull'intervento di De Mattei

Mi meraviglia che un sito che dovrebbe essere tutto volto al miglioramento della PA in un'ottica di efficienza, efficacia e trasparenza, e nient'altro, si permetta velenosi commenti sull'opinione espressa come libero cittadino in un regime democratico (?) da un eminente studioso. Per quale motivo, essendoci libertà di pensiero, un cittadino, ancorchè ricoprente un ruolo di spicco, non potrebbe esprimere le proprie personali convinzioni nel programma di una radio privata?!? E, peggio ancora, perchè mai dovrebbe esserne per questo richiesta la rimozione dall'incarico presso il CNR?!?

A quando una pubblica campagna, a spese dei contribuenti, contro la cattolicofobia?

Buonasera.

Siamo uno Stato laico,

Siamo uno Stato laico, permeati culturalmente e profondamente di cattolicesimo, ma laico. Quindi, nel momento in cui si nominano rappresentanti e membri della PA, necessita valutare anche la laicità dei candidati. Io non ce l'ho con quel signore, che è libero di pensare quello che meglio crede, ce l'ho con chi lo ha messo lì. E per quanto riguarda la "cattolicofobia", tanto per toccare un solo argomento, vogliamo parlare dei soldi alle scuole private tolti alle scuole pubbliche?

De Mattei

Gent Sig.ra Isabella,

sono cattolico praticante e credente ma per come le opinioni di De Mattei sono state espresse non possono essere quelle di un eminente scienziato.
Io vedo nelle dichiarazioni, come fatte, una evidente incompatibilità con il ruolo della scienza.
Dio ha creato tutto e fatto le regole e solo in questo senso anche i terremoti come tutti i fatti naturali che accadono (il soffio del vento, l'erba che cresce, la vita che nasce...) sono specchio della volontà di Dio. Poi ogni tanto il Signore interviene nella storia umana con dei messaggeri.
Solo se precisate in questo senso le dichiarazioni sono comprensibili. Almeno a me.
In questo senso io sono evoluzionista ma creazionista nello stesso tempo, gli integralisti di una parte (atei quindi) o l'altra (negazione dell'evoluzione) sono da me aborriti come la peste.
In quanto alla battuta sulla cattolicofobia mi pare totalmente fuori luogo, se vogliamo ben vedere a spese dei contribuenti ci sono innumerevoli campagne filocattoliche, anzi a favore di certe correnti cattoliche piuttosto che altre...
Chiudendo il CNR è una struttura pubblica? Mi pare di si. Se viene rimarcata un'opinione del vice direttore del CNR che potrebbe avere anche conseguenze sull'indirizzo operativo della struttura (non esiste la divisione tra opinione personale ed altre attività soprattutto se, come emerge, divergenti per loro natura) allora qui ci possono stare.
Il tono sì forse è troppo fortemente polemico.
Ma non viene espressa un' " opinione espressa come libero cittadino in un regime democratico (?) " anche dall'estensore dell'articolo? La "libertà" è a senso unico?
Cordialmente,
Luigi

Reato d'opinione?

Gentili signori, ritengo che le interpretazioni delle sciagure umane, singole o collettive, espresse a titolo personale e non come autorevole esponente del CNR, non possano essere soggette a censura da parte di una sorta di incompetente inquisizione laica.
Innanzitutto, se così fosse, dovremmo censurare e colpire tutti coloro che hanno professato o professano idee di qualunque tipo, religiose, politiche o filosofiche.
Il marxismo, per esempio, che ha penetrato i libri di scuola, non interpreta tutta la storia come sfruttamento dei ricchi sui poveri ed ogni avvenimento non è letto nell'ottica dello scontro tra classi ed in chiave solo economica? E' scientifica questa visione sconfitta prima dalla filosofia, quindi dai fatti ed infine dalla politica? Perché si insegna e vien permesso che infarcisca i libri scolastici ancora oggi? Perché vengono tollerati degli studiosi che ancora la professano?
E coloro che negli anni '70 inneggiavano alla lotta politica violenta e, vedi il prof. Eco, criticava ed insultava il premio Nobel Solgenitsin, non dovrebbero essere estromessi da qualsivoglia ambito pubblico o accademico?
E quelli che professano le idee più strampalate consultando medium, maghi e fattucchiere anche a livello di capi di stato, compresi gli Stati Uniti d'America anche negli ultimi due secoli?
Vogliamo rinverdire la caccia alle streghe dei protestanti del del '600? E chi farebbe parte di questa nuova inquisizione ed in base a quale dottrina giudicherebbe?
Se il prof. De Mattei non ha contravvenuto ai doveri del suo ruolo e se i titoli accademici glielo consentono, è libero di professare le idee che meglio crede senza incorrere in oscurantiste, queste sì, condanne da parte di chi nega persino l'esistenza della verità.

dell'evoluzione...del creato

Purtroppo è sempre vero ciò che scrisse Richelieu: "datemi una lettera e un paio di forbici e ne farò impiccare l'autore". Oggi basta molto meno per la gogna mediatica. Estrapolata dal contesto e dai riferimenti che accomunano relatore e pubblico, "astratta" dal contesto, qualsiasi affermazione può fare scandalo. D'altronde è ormai acclarato che la morale è un fatto individuale ed i precetti che ne scaturivano, ad esempio nel contesto cristiano, servono solo ad condannare i "rei". Paradossalmente tutto è consentito e nulla è lecito. Contrariamente a quanto un tempo si affermava: "condannare il peccato e giustificare il peccatore" è oggi mutato nella giustificazione di ogni "orientamento" salvo la condanna senza appello del malcapitato.
Mi permetto di aggiungere che, se vista nell'ambito della dottrina sul peccato e l'origine del male nel mondo (del limite, della morte), l'affermazione di De Mattei non risulta una ulteriore condanna a chi ha subito un disastro naturale (o nucleare), ma il tentativo di una congiungiunzione logica ad una premessa (l'armonia con il creatore e, conseguentemente, con il creato) spezzata ormai e come incardinata nella condizione umana. Ma forse è troppo difficile da comprendere per molti che interloquiscono "a prescindere". E che, a prescindere, hanno deciso che deve essere espunto qualsiasi riferimento ad una fede in chi parla con più di due persone per volta: in pubblico è scandaloso parlare di un "oltre" non meccanicamente tangibile.
Così la sterile polemica sul cd darwinismo: Darwin ha scritto cose che oggi farebbero accapponare la pelle ai nostri genetisti, eppure l'evoluzione delle premesse, l'esito odierno di successivi aggiustamenti, falsificazioni (nel senso scientifico del termine), viene tout court attribuita al geniale scienziato. L'attuale teoria circa l'origine delle specie si discosta sensibilmente da quella proposta da Darwin-Lamarck (pangenetica). Né risponde esurientemente ad una serie di questioni che devono essere accettate - anche queste - per fede. E allora? dove lo scandalo. Che la creazione rappresenti la premessa che porta in se le indicazioni, la direzione, dell'evoluzione?
Cordialmente,
Daniele