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Venti milioni per le Pmi innovative del lazio

Venti milioni di euro per il capitale di rischio delle Pmi del Lazio: sono le risorse attivate dalla Regione Lazio, per il rilancio e lo sviluppo del territorio, grazie al nuovo Fondo Por annunciato il 7 febbraio dal presidente Renata Polverini in occasione del convegno 'Il capitale di rischio e la collaborazione pubblico-privato'. Il nuovo fondo, gestito da Filas, prevede una dotazione di 20 milioni di euro ai quali ne verranno aggiunti altri 20 da investitori privati. In totale, grazie a questo strumento, saranno possibili circa trenta operazioni.

Tra gli investimenti preferenziali quelli a favore delle start up e delle imprese innovative. I settori privilegiati saranno l'Aerospazio, le Bioscienze, il Chimico farmaceutico, l'Ict e l'Audiovisivo, ma anche il turismo, la cultura e l'economia del mare. "Con questo fondo - ha detto Polverini - la Regione interviene per la crescita del venture capital nel Lazio, un asset strategico per incentivare imprese sane e renderle più innovative. Il fondo è a sostegno di chiunque, imprese e persone, e si pone in sintonia con il fondo italiano di investimento promosso dal Governo, che si rivolge a imprese più affermate".

L’obiettivo è attrarre nella regione una quota significativa degli investimenti dei fondi professionali privati, che attualmente privilegiano le iniziative di altre territori. Infatti, molto diffuso nei sistemi finanziari anglosassoni e nel Nord Italia, ma ancora poco nel Lazio, il Venture Capital è uno strumento finanziario strategico per la Regione: un apporto di capitali teso al profitto e a stimolare la crescita del settore del private equity.

Il Fondo POR risulterà un acceleratore per l’occupazione e l’innovazione in settori chiave per la regione, a tutto vantaggio delle Pmi e dei co-investitori. Il Fondo, infatti, da un lato aumenta la patrimonializzazione delle Pmi, spesso sottocapitalizzate, dall’altra fornisce ai co-investitori meccanismi di protezione del capitale investito, di rendimenti più premianti in caso di esito positivo dell’investimento e possibilità di rimborsi su alcune delle attività di valutazione.

Polverini ha ricordato che "il Lazio ha un numero di ricercatori e un'intensità di spesa per ricerca e sviluppo che lo pongono in una posizione di leadership in Italia, insieme alla Lombardia. L'attività di ricerca, però, è ancora troppo sostenuta dal settore pubblico. Il Fondo si propone quindi di aumentare la propensione imprenditoriale dei soggetti della ricerca pubblica ".

"Verranno attivate anche misure di promozione per un dialogo più efficace tra chi ha idee valide, non solo frutto di attività di ricerca, e chi ha i capitali per svilupparle, come avviene nelle economie più competitive". Il fondo regionale sarà a disposizione anche di singole persone fisiche che vogliano assumersi il rischio di investire. La governatrice ha ricordato la natura "molto selettiva" dell'intervento messo in atto dalla Regione, "riteniamo che il fondo possa realizzare 25-30 operazioni. Come avviene nel resto d'Europa, riteniamo di grande importanza individuare e lanciare i campioni dell'economia regionale del futuro".

''La durata del fondo - ha spiegato l'assessore regionale al Bilancio Stefano Cetica - è complessivamente di dieci anni, e potrà effettuare investimenti fino al 2015 con un importo massimo di 1,5 milioni, che potranno diventare 3 milioni in caso di start up''.

FONTE: Sviluppo Lazio

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