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PanelPA Beni culturali: come valorizzare il nostro patrimonio?

Il patrimonio artistico e culturale italiano è tra i più importanti al mondo ma non sempre viene adeguatamente promosso e valorizzato. Partendo da questa premessa, abbiamo chiesto agli iscritti alla nostra community di indicarci le cause principali di questa carenza, che si ripercuote sul turismo e sull’economia dei territori. Ma non solo: abbiamo anche provato a tracciare possibili strade per superare gli ostacoli esistenti, di qualunque natura essi siano: economici, organizzativi, professionali, infrastrutturali.

L’occasione per lanciare questo PanelPA[1] ci è stata offerta dal secondo incontro della Rete delle città intelligenti (la nuova rete di amministratori locali promossa da FORUM PA in collaborazione con IBM) che il 19 gennaio 2011 a Pisa si è confrontata su turismo e beni culturali come asset per lo sviluppo sostenibile e la competitività.

Possiamo dire che una città valorizza e gestisce in modo “intelligente” il proprio patrimonio artistico e culturale quando: promuove in modo coordinato la propria offerta turistica, sfruttando anche le opportunità offerte dalle nuove tecnologie; è presente sul web e “virtualizza” il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni restituendole in rete come “bene comune”; offre un facile accesso alla rete e servizi on line in linea con le esigenze dei turisti; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città, rendendola così più fruibile; fa rete con tutti i soggetti presenti sul territorio.

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Alcune di queste caratteristiche sono state evidenziate anche nelle risposte date dal nostro Panel (2.063 le interviste valide in un periodo di rilevazione di soli 4 giorni, dal 10 al 14 gennaio 2011).

Ecco una sintesi dei risultati.

Pochi soldi, ma non solo.
Ad impedire la gestione efficiente e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano concorrono varie cause: economiche, organizzative, professionali, infrastrutturali. Abbiamo chiesto al nostro Panel di mettere in ordine di preferenza questi quattro aspetti, in pratica assegnando ad ognuno un punteggio da 1 a 4. A prevalere, seppure di poco, è stato l’aspetto organizzativo, ovvero la mancanza, all’interno della PA, di metodologie e modelli adatti a gestire in maniera efficiente e sostenibile la complessità dei servizi richiesti.

Abbiamo quindi chiesto al nostro Panel di scegliere tra diverse azioni volte a superare gli ostacoli di natura economica, organizzativa, professionale, infrastrutturale. In pratica, per ognuna delle problematica individuate abbiamo offerto un elenco di possibili soluzioni, da quelle di tipo più tradizionale a quelle inserite in una logica di “rete”, fino alle soluzioni più innovative, basate sull’adozione e l’applicazione delle nuove tecnologie per la promozione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.

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Ostacoli economici: nuove tecnologie per offrire di più con meno spese
Per la maggior parte del nostro Panel è fondamentale cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per dare visibilità al patrimonio artistico/culturale e offrire servizi di qualità a costi contenuti (37%). Di poco inferiore (34%) la percentuale di chi ritiene prioritario avviare partnership pubblico/privato. Più basso, invece, il numero di chi pensa che si dovrebbe puntare ad ottenere maggiori stanziamenti da parte del governo e ad accedere alle risorse economiche dei fondi europei e internazionali (24%).

Ostacoli organizzativi: governance di sistema e approccio strategico
Puntare su una governance di sistema che veda coinvolti tutti i diversi attori del settore (Ministero, Regioni, Comuni, Fondazioni, soggetti privati) e adottare un approccio strategico agli interventi che permetta di definire con chiarezza obiettivi, strumenti ed azioni e di valutare i risultati conseguiti: queste le soluzioni più votate (rispettivamente col 42% e col 41% delle preferenze) per risolvere i problemi di natura organizzativa. Pochi invece (14%) quelli che consigliano di coinvolgere i cittadini nelle scelte dell’amministrazione e nella progettazione e gestione dei servizi.

Ostacoli legati alle competenze: fare rete!
La logica della rete è quella che prevale per superare i limiti legati alle competenze presenti all’interno della PA: per il 59% del Panel, infatti, i diversi attori (pubblici, privati e del non profit) dovrebbero mettere a fattore comune esperienze e progetti. Il 33% del Panel suggerisce invece di investire sulla formazione delle risorse umane interne alla PA, mentre solo il 4% suggerisce di guardare alle competenze esterne.

Ostacoli infrastrutturali: un percorso integrato per agevolare i turisti
Creare percorsi integrati tra i diversi siti culturali e i servizi (anche ricettivi) presenti sul territorio è secondo il 49% del nostro Panel la soluzione più adatta per superare gli ostacoli di natura infrastrutturale che non consentono una fruizione agevole del patrimonio artistico/culturale. A seguire, il 32% del Panel indica l’ampliamento dei servizi (orari di apertura, servizi informativi, accessibilità dei siti, etc), mentre solo il 17% l’accesso alla Rete per cittadini e turisti.

In sintesi…qualche conclusione
Il nostro Panel sembra consapevole della complessità del problema e della molteplicità di cause che concorrono a formarlo. Non basta parlare di mancanza di fondi, ma bisogna guardare più in profondità, alle carenze organizzative e professionali interne alla PA e alla mancanza di infrastrutture e servizi che stiano al passo con i tempi.
Dalle proposte indicate per superare questi ostacoli emerge una visione abbastanza innovativa, che guarda alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e alle politiche di “rete” tra i diversi soggetti coinvolti, pubblici e privati.
Una visione, tuttavia, ancora parziale: da una parte, infatti, le nuove tecnologie vengono indicate come il mezzo più adatto per superare le problematiche di natura economica (grazie alla possibilità di ottenere visibilità e fornire servizi a costi contenuti), dall’altra l’accesso alla Rete e la creazione di nuove opportunità di fruizione attraverso il web e le nuove tecnologie non sono considerate una priorità per superare gli ostacoli di natura infrastrutturale che non consentono una fruizione agevole del patrimonio artistico/culturale. Da questo punto di vista, è interessante che la proposta più votata sia quella di creare percorsi integrati tra i diversi siti culturali e i servizi (anche ricettivi) presenti sul territorio: una soluzione che vince sulla proposta di ampliare i servizi tradizionali, come l’orario di apertura, e che, anche in questo caso, potrebbe trovare un ottimo alleato nelle nuove tecnologie.

  


[1] Indagine Beni culturali: un patrimonio da valorizzare, PanelPA 2011, FORUM PA. Sondaggio effettuato mediante rilevazione on line su un campione non statisticamente rappresentativo. Questionario ad accesso riservato inviato a un indirizzario di operatori della PA e stakeholder istituzionali iscritti alla community di FORUM PA. Interviste valide: 2.063. Periodo di rilevazione dal 10 al 14 gennaio 2011.
 

 

 

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Commenti

Economia della cultura: un contributo di Pieluigi Sacco

Economia della cultura: intervento del prof. Pierluigi Sacco
http://www.podfeed.net/episode/Convegno+Eurac+Quando+la+cultura+diventa+...

Intervista a Pierluigi Sacco

Economia della Cultura: intervista a Pierluigi Sacco
http://www.youtube.com/watch?v=yQrjdZsrBMo&feature=player_embedded

Il sistema economico integrato dei beni culturali

Sull'argomento uno studio dell'Istituto Tagliacarne, per conto di Unioncamere e Ministero dei Beni culturali: http://cidel.tagliacarne.it/daticide/AllegatiTagliacarne/Cidel/293.pdf

illuminante lezione

Direi proprio così. Semplicemente. La consapevolezza del nesso inscindibile della conoscenza di ognuno con quella collettiva, a fini di sviluppo anche economico del territorio. Mi incuriosisce l'esperienza politica e culturale di Dortmund...l'approfondirò.
Importante secondo me il punto della coesistenza dei modelli (il mecenatismo ha ancora ragione d'essere per certi settori) e quello sulla trasversalità della cultura come portatrice di valore aggiunto (anche economico) a tutte le attività "umane"...
Chiarissimo caro Prof. Grazie. Che i politici italiani siano in ascolto? Non so. Intanto inizio io.