Scheda

Asilo Nido: La nave dei bambini

Amministrazione
APSS - Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia autonoma di Trento
Sito web istituzionale
www.apss.tn.it
Indirizzo web
http://intranet.apss.tn.it/dir/dp/sgestpers/nido
Referente del progetto
Paola Maccani
Direttore Distretti Trento e Valle dei Laghi, Rotaliana, Paganella, Cembra, Fiemme e Ladino di Fassa – presidente CPO aziendale

ASPETTI GENERALI

Area di intervento del progetto
Facilitare la gestione di momenti critici legati alla disponibilità di servizi per l’infanzia.

Destinatari del progetto
Dipendenti della pubblica amministrazione.

Descrizione sintetica del progetto
Su proposta dei Comitati Pari Opportunità, l’APSS ha avviato nel mese di settembre 2007 la realizzazione di un asilo nido sorto nei pressi dell’Ospedale di Santa Chiara di Trento, il maggiore ospedale della Provincia autonoma di Trento. L’asilo nido, immerso in un giardino di circa 500 mq, accoglie i figli dei dipendenti che lavorano nella zona di Trento: circa 30 bambini su due turni di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni.

Esigenze affrontate dal progetto
Secondo il Comitato per le pari opportunità l’introduzione di un servizio di asilo nido avrebbe potuto contribuire a mantenere in servizio attivo e continuativo personale che altrimenti si vedeva costretto a usufruire di strumenti contrattuali, quali ad esempio il part-time o permessi a vario titolo, per conciliare la vita professionale e quella personale con conseguenti e possibili discriminazioni per il dipendente e difficoltà nell’organizzazione del lavoro. Il benessere organizzativo, in un ente quale l’APSS, che gestisce servizi alla persona, costituisce uno degli strumenti per la gestione delle risorse umane. Organizzazioni efficienti hanno dipendenti soddisfatti e ambienti di lavoro sereni, elementi che, in organizzazioni sanitarie come APSS possono fare la differenza, proprio per la forte componente umana e personale, insita nel servizio erogato e che può influire sulla percezione del servizio da parte del cittadino. È in questo senso che l’APSS si è mossa negli ultimi anni, sostenendo i propri dipendenti nelle attività di cura dei figli o dei familiari non autosufficienti a carico. La necessità di trovare soluzioni integrative rispetto ai servizi all’infanzia già esistenti per la totalità della popolazione è stata supportata dalle seguenti considerazioni:
in APSS circa il 70% di tutti i lavoratori è personale femminile. Come tutte le organizzazioni sanitarie, APSS eroga servizi 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. È allora facile capire come questa organizzazione del lavoro abbia ripercussioni anche sulla vita privata dei dipendenti. Se consideriamo che sulla donna grava la maggior parte del peso del lavoro di cura e del lavoro domestico è facile capire come la conciliazione entri a pieno titolo nel benessere dei nostri dipendenti. Fino ad ora nella nostra realtà il part-time era considerato la migliore soluzione ai problemi di conciliazione. Una misura di conciliazione che di per sé risulta discriminante in quanto limita l’accesso allo sviluppo di carriera oltre agli evidenti risvolti in termini economici. Ma non solo, il personale a part-time è esonerato da turni e guardie di servizio. Se a tale personale si aggiungono i dipendenti esonerati per ragioni legate alla maternità e previste dai contratti di lavoro (ad esempio l’allattamento) e il personale che durante il periodo estivo di chiusura degli asili nido comunali si avvale dell’aspettativa per motivi di famiglia, si comprende come una notevole quota di personale non contribuisca in modo continuativo all’attività che invece grava, specie in taluni periodi dell’anno, solamente su una parte del personale.
Un aspetto peculiare del modello pedagogico dell’asilo nido «La nave dei bambini» è l’attenzione al benessere non solo dei bambini ma anche dei genitori. La sfida pedagogica di questo modello di servizio consiste nella possibilità di offrire una declinazione operativa integrata a due esigenze tra loro profondamente diverse. Da un lato, l’importanza per i bambini nei primi anni di vita, ormai scientificamente dimostrata, di poter disporre di contesti di vita caratterizzati da stabilità e continuità delle esperienze relazionali. Dall’altro, l’urgenza di rispondere al bisogno dei genitori, a loro volta impegnati in attività di cura di grande responsabilità e rilevanza sociale, di poter contare su servizi di accudimento per i loro figli caratterizzati da alta flessibilità. Per questo APSS si è avvalsa della collaborazione dell’Università di Trento, dipartimento di scienze umane e sociali.

Obiettivi del progetto
1 - Contribuire al miglioramento della vita delle lavoratrici e dei lavoratori;
2 - dare risposta alle esigenze di conciliazione del personale, soprattutto turnista, alle cui esigenze le normali strutture di assistenza all’infanzia non risultano dare risposte adeguate;
3 - favorire un rientro delle lavoratrici dalla maternità in tempi più rapidi e con atteggiamento sereno;
4 - favorire, attraverso il sostegno alla gestione familiare, le possibilità di sviluppo e di carriera delle donne lavoratrici.

Risultati attesi
1 - Risolvere il problema dei turnisti che non hanno orari di lavoro compatibili con i servizi erogati dagli asili pubblici e privati presenti sul territorio;
2 – offrire una soluzione per lavoratori e lavoratrici che provengono da zone non coperte da servizi di asilo nido.
3 - consentire ai genitori (prevalentemente le madri) di rientrare serenamente al lavoro senza prolungare i congedi.

Risultati conseguiti
1 - Risolve il problema dei turnisti perché gli asili pubblici e privati non hanno orari compatibili con il lavoro su turni;
2 - offre una soluzione per lavoratori e lavoratrici che provengono da zone non coperte da servizi di asilo nido;
3 - consente ai genitori (prevalentemente le madri) di rientrare serenamente al lavoro senza prolungare i congedi;
4 - recentemente è stato realizzato un questionario di monitoraggio della soddisfazione dei genitori dei bambini frequentanti il nido con livelli molto alti di soddisfazione del servizio offerto.

ASPETTI SPECIFICI

Partnership con altri soggetti, istituzionali o privati
Università; terzo settore

Descrizione comunicazioni avviate
Tutto l’iter di realizzazione dell’asilo nido è stato sostenuto da iniziative di comunicazione volte a tenere aggiornati i dipendenti dell’APSS sullo stato di avanzamento del progetto attraverso i canali informativi dell’APSS quali: Fast news (il notiziario settimanale via email), Apss Notizie (la rivista per i dipendenti e gli interlocutori istituzionali), sito intranet dedicato al progetto. A regime la comunicazione viene effettuata in occasione delle scadenze per le iscrizioni e della pubblicazione delle graduatorie., articoli su quotidiani e riviste.

Costo del progetto
1 milione e 100 mila euro (costruzione)

Modalità di finanziamento
Fondi interni all'ente

Professionalità coinvolte nel progetto e il ruolo svolto
I tre Comitati per le pari opportunità dell’APSS hanno proposto al Direttore generale l’istituzione di un asilo nido aziendale, proponendo la costituzione di un “gruppo di progetto” coordinato dalla Presidente dei Comitati e formato dalle vice presidenti dei Comitati e da tutti i Servizi aziendali da coinvolgere nel caso dell’avvio del progetto: immobili e tecnici, logistica e servizi alberghieri, bilancio e finanza, affari legali e contenzioso. Una forte collaborazione, per la ricerca degli spazi è venuta dal servizio immobili e servizi tecnici, che ha seguito la fase inerente la ricerca del luogo dove collocare l’asilo nido (doveva essere in prossimità dell’ospedale per garantire un servizio di qualità alle persone che lavorano nell’ospedale di Trento e comunque nelle strutture aziendali situate a Trento, che accolgono la maggior parte del personale della APSS) e la realizzazione del progetto edilizio.
Nell’arco di un anno, la struttura è stata realizzata e arredata con un impegno del servizio logistica e servizi alberghieri, che ha curato tutta la parte di arredo, nonché la parte relativa alle forniture (anche per quanto riguarda i giochi).
Nel frattempo, è stata promossa un’attività di collaborazione con il dipartimento per le politiche sociali dell’università degli studi di Trento, con lo specifico obiettivo di fare in modo che il progetto di apertura dell’asilo nido aziendale venisse supportato da un punto di vista pedagogico da personale particolarmente preparato e competente con un approccio innovativo, flessibile, attento alle singole esigenze di genitori e bambini per promuovere al meglio lo sviluppo psicofisico del bambino e il benessere dei genitori. Con l’università è stata curata la parte inerente la predisposizione del regolamento di gestione dell’asilo nido e la predisposizione della gara d’appalto per la scelta dell’ente gestore.
Tenuto conto delle caratteristiche dell’asilo, si è ritenuto necessario che il supporto dell’università fosse costante e, infatti, nell’asilo nido è presente la coordinatrice dell’università che assicura la coerenza tra il progetto pedagogico elaborato dall’università e l’attività che concretamente viene svolta nella struttura e costituisce un punto di riferimento per i tre attori: azienda, università, ente gestore.

Descrizione soluzioni/cambiamenti organizzativi adottati
Per rispondere alle necessità lavorative dei dipendenti dell’APSS, il nido è aperto tutti i giorni, esclusi domeniche, Natale e Capodanno, per 15 ore al giorno, dalle ore 6.30 alle ore 21.30 con tre diverse tipologie di frequenza (1. entrata dalle ore 6.30 ed uscita entro le 14.30; 2. entrata dalle ore 13.30 ed uscita entro le ore 21.30; 3. entrata dalle ore 7.00 ed uscita entro le ore 17.00). L’accesso al servizio corrisponde ai turni di servizio dei genitori. Attualmente sono iscritti 41 bambini, di cui 16 frequentano «a giornata» e 25 frequentano «a turno». Nel rispetto del modello pedagogico, i bambini vengono organizzati in gruppi, per ognuno dei quali viene assicurata un’educatrice di riferimento con rapporti numerici adulto/bambini migliorativi rispetto allo standard previsto da tutti gli asili nido pubblici della Provincia di Trento (1 educatrice ogni 4 bambini fino ai 12 mesi, 1 educatrice ogni 5 bambini di età compresa tra i 13 e i 18 mesi e 1 educatrice ogni 7 bambini di età compresa tra i 19 e i 36 mesi).
La turnistica del personale educativo è organizzata in relazione all’affluenza dei bambini al nido ed è pensata per assicurare a ogni bambino la presenza delle sue educatrici di riferimento nei momenti più importanti della giornata. Nella stanza dedicata ai bambini più piccoli si alternano due educatrici, nelle due stanze dei bimbi medi e grandi, invece, si alternano tre educatrici.
Per ogni gruppo, organizzato in base all’età, è prevista una stanza di riferimento, dove i bambini trascorrono parte della loro giornata. Altri momenti, che scandiscono il tempo al nido, vengono trascorsi nell’ampio giardino, dove i bambini hanno la possibilità di fare attività di movimento e di esplorazione, vivendo occasioni di stretto contatto con l’ambiente naturale. Il salone, al centro della struttura, è illuminato da grandi finestre e offre ai bambini opportunità differenziate di attività: giochi di movimento, angoli simbolici e attività di laboratorio con diversi materiali, preferibilmente informali e naturali.
Al fine di realizzare il monitoraggio di un progetto educativo innovativo è stata stipulata una convenzione quinquennale con l’università degli studi di Trento.
Gli obiettivi e le finalità del progetto educativo vengono concretamente realizzati dall’ente gestore, costituitosi in associazione temporanea d’impresa tra l’associazione Romani de Moll di Nomi, la società cooperativa B. S. Bellesini e federazione provinciale scuole materne di Trento. L’ente gestore garantisce e mette a disposizione una concreta e lunga esperienza nei servizi educativi, con particolare riferimento ai nidi d’infanzia.
La coordinatrice pedagogica nominata dall’università è responsabile della realizzazione del progetto, che viene svolto in sinergia con tutti i soggetti coinvolti nella gestione/fruizione del servizio: operatori, bambini, genitori, referenti APSS ed ente gestore. Il cuore delle sue mansioni consiste nell’essere riferimento per i genitori e per gli interlocutori istituzionali esterni.
Il gruppo di lavoro è attualmente composto da dieci educatrici (5 a tempo pieno e 5 part-time), quattro operatori d’appoggio, una cuoca, una coordinatrice interna, che svolge funzioni di organizzazione, di documentazione, affiancando e sostenendo il lavoro del personale educativo. Anche il supporto amministrativo e gestionale è pensato per un servizio aziendale, con una fascia oraria ampia e flessibile.

Azioni specifiche di formazione del personale
Si. Le caratteristiche e le esigenze specifiche di ogni bambino e dei suoi genitori diventano il punto di partenza per organizzare non solo i tempi dell’ambientamento, ma anche i ritmi personalizzati che scandiscono la giornata al nido di ognuno.
Un aspetto peculiare del modello pedagogico è l’attenzione al benessere degli adulti. Prima dell’apertura del nido, nel corso di tre focus group, sono state raccolte le aspettative, i timori e le richieste dei genitori, al fine di poter organizzare concretamente l’accoglienza e la frequenza di ogni bambino in base alle esigenze specifiche e dell’età. Una stanza del nido è a uso esclusivo per madri e padri, fin dai primi giorni dell’ambientamento, ma anche in seguito per momenti formali e informali con altri genitori, con gli educatori, con i formatori.
La formazione e la supervisione permanente degli operatori sono a cura dell’università. Prima dell’apertura del nido, è stata realizzata una settimana di formazione intensiva con il gruppo delle educatrici per l’approfondimento teorico del modello di lavoro, basato sul criterio della figura e degli ambienti/materiali di riferimento, del fare riflessivo centrato sulla valorizzazione delle competenze personali di ogni educatrice e su logiche di compartecipazione delle famiglie alla realizzazione di un progetto educativo personalizzato per ogni bambino. La formazione permanente è proseguita secondo il modello del «nido aperto», con la presenza del formatore che affianca e condivide la quotidianità dell’esperienza professionale del personale (educativo e no), valorizzandone le capacità di osservazione dei bambini, di comunicazioni verbale e metaverbale con essi e di collaborazione con i genitori.

Utilizzo di tecnologie innovative nella realizzazione del progetto
Sì, strumentali alla gestione del progetto.

Descrizione sintetica delle tecnologie adottate e il valore aggiunto rispetto agli obiettivi del progetto
Il nido è stato realizzato attraverso tecnologie «Casa clima», che coniuga ridotti consumi energetici, ottimizzazione dello sfruttamento della luce naturale e utilizzo di materiali ecocompatibili. Gli arredi sono stati selezionati in base a criteri di sicurezza, gradevolezza e armonia estetica; i materiali e i giochi scelti sono preferenzialmente naturali, vari e poco strutturati, in modo che la loro polifunzionalità ne consenta un uso creativo.

Principali difficoltà affrontate nella realizzazione del progetto
Di carattere organizzativo; di carattere procedurale.

Note
L’APSS è l’unica azienda sanitaria della provincia autonoma di Trento sorta nel 1995 dalla fusione di 11 Unità sanitarie locali. È tra le più grandi aziende sanitarie italiane con circa 7.700 dipendenti, un bacino di utenza di circa 500 mila abitanti e la gestione diretta di 7 ospedali, 13 distretti sanitari, 3 dipartimenti strutturali e un bilancio di esercizio che nel 2008 è stato di circa un miliardo di euro.

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