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Fare la fila? Stanca! Alla faccia del "click"

La settimana scorsa il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato sul suo sito internet un’inchiesta sui disagi vissuti dai cittadini napoletani conseguenti ai rinnovi delle esenzioni sanitarie. La notizia più clamorosa è che la coda dei cittadini-utenti inizia la notte precedente all’apertura degli sportelli, e i fortunati poi all’apertura saranno solo 100 al giorno! Eppure, come promesso dall’allora ministro Stanca, il passaggio “Dalle code ai click” era un obiettivo che ormai risale a quasi dieci anni fa.

passepartoutQuadro 1 (statico, semplice lettura):La modernizzazione dell’Italia continuerà a essere al centro del programma della prossima legislatura. L’innovazione e l’uso intelligente di nuovi strumenti e tecnologie sono la base per la trasformazione dell’Italia, per la competitività dell’assetto industriale, per una Pubblica Amministrazione efficiente e per un miglioramento complessivo della qualità della vita dei cittadini”. Questo era parte dell’incipit contenuto nel documento “La Riforma Digitale per rinnovare l’Italia”, presentato dal ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca come consuntivo della legislatura 2001-2006, che avrebbe anche dovuto rappresentare le linee guida per la legislatura successiva. Notevole lo sforzo profuso in quel periodo per semplificare la vita ai cittadini attraverso il governo elettronico (e-Government), visto che venne messa a disposizione la cifra straordinaria di 1.3 miliardi di euro derivanti dalla vendita delle licenze UMTS.

Da notare che nel 2003 lo stesso ministero aveva diffuso un opuscolo: proprio Stanca, a fianco di una sua foto-immagine sorridente in senso assolutamente ottimistico e tranquillizzante, informava come ormai si stesse passando senza indugi “Dalla code al click" (questo proprio il titolo). La rivoluzione sembrava così avviata in maniera irreversibile, e il classico dado sembrava (parliamo ormai di quasi dieci anni fa!) ormai quasi tratto, in maniera franca che consentisse di non tornare più indietro.

Quadro 2 (andante ma non troppo, che le code sono lente): lo scorso mercoledì 19 gennaio il Corriere del Mezzogiorno pubblica sul suo sito internet un’inchiesta che si occupa dei disagi conseguenti ai rinnovi delle esenzioni sanitarie. Nel testo si scopre che le code davanti agli uffici del distretto sanitario di piazzale D’Annunzio a Fuorigrotta cominciano la sera prima, unica condizione per permettere ai richiedenti di farsi trovare in buona posizione il giorno dopo: “In fila, in piena notte dalle 23 per riuscire a conquistare un posto alle 8 del mattino, orario di apertura degli uffici del distretto sanitario di piazzale D’Annunzio a Fuorigrotta. Solo 100, ogni giorno, i fortunati che potranno ottenere il rinnovo dell’esenzione dal ticket”. Una vera e propria corsa contro il tempo, sottolinea l’autore dell’articolo, visto che il periodo previsto per il rinnovo va dal 24 dicembre dell’anno appena concluso sino al 31 marzo, e “molti sono già rimasti senza medicinali, proprio a causa delle code interminabili”. Nel particolare, è riportata la testimonianza di un malato: “Faccio questa fila ogni giorno da una settimana. La mia terapia prevede l’assunzione di un farmaco che costa 290 euro. Una pillola al giorno tutti i giorni. Il problema è che mi sono rimaste solo sette compresse”.

Uno spettacolo triste che è ormai entrato a far parte dell’immaginario collettivo immediatamente dal primo giorno della distribuzione, proprio la vigilia di Natale, a mò di splendido regalo elargito per le feste.

Ma non è questa l’unica immagine regalata dal fausto evento perché, vista la situazione complessiva di queste strutture, fra l’altro (e di conseguenza) ormai da tempo ha preso piede riscuotendo grande successo - e non solo a Napoli: è quasi una regola per esempio anche a Roma, in molte sedi cittadine dell’Asl - l’operato del “numerettaio”, nuova “figura professionale” volontaria e preposta, appunto, alla distribuzione dei numeretti composti artigianalmente fino ad esaurimento dei posti disponibili allo sportello desiderato e al conseguente rispetto della coda.

Certo che se fossero oggi rimaste disponibili briciole di quel fondo monstre destinato all’e-government (e quindi anche destinato in parte all’annunciato debellamento di file umilianti per il cittadino, soprattutto se malato o parente di) sarebbe stato utile pensare all’inquadramento di questi autentici innovatori! Un gesto atto e adatto all’occultamento delle magagne, oltre che della vergogna che si prova nel leggere cronache di questo genere. Nell’attesa, beninteso, che la rivoluzione tecnologica della PA nel nostro Paese decolli definitivamente, “anche” nel campo sanitario.

Il passaggio definitivo al “click” deve ben essere solo questione di (auspicabilmente poco) tempo. O no?

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Commenti

La Soluzione

Salve a tutti.

Sono Pier Mattia, AD di Uqido Srl. Il sistema che abbiamo inventato e brevettato risolve proprio questo tipo di problemi.

Uqido Srl si integra alle attuali sale d'attesa e rimuove le code. Il costo per la sala d'attesa è praticamente inesistente, l'utente non fa l'attesa e gli imiegati lavorano in un ambiente sereno.

Ma la domanda è: la Pubblica Amministrazione è pronta per una tecnologia (gli SMS) di dieci anni fa?

Noi siamo a disposizione.