Corsivo

Il 2011? Presente!

Avviamo questa settimana una nuova rubrica. Si chiama PAssepartout e sarà curata da Tiziano Marelli. Tiziano è un caro amico di vecchia data e giornalista professionista a cui abbiamo chiesto di provare ad analizzare ogni settimana un fatto di cronaca legato alla riforma della pubblica amministrazione o all'innovazione. II punto di vista, stavolta, non sarà quello dell'approfondimento tecnico. L'idea è quella di dare vita ad una serie di "corsivi" che presentino la PA vista con gli occhi di un non-esperto e stimolino il dibattito. Iniziamo questo percorso con un tema caldo, anzi caldissimo, che non mancherà certamente di sollevare commenti: la lotta all'assenteismo! Chiudo augurando a vuoi buona lettura e un grande in bocca al lupo a Tiziano per questa nuova avventura.
Carlo Mochi Sismondi

Se c’è qualcosa che non può essere considerata un’opinione sono i numeri, e nel caso di quelli relativi alle norme di contrasto rispetto all’assenteismo nella Pubblica Amministrazione ce ne sono alcuni che sembrano parlare assolutamente chiaro.

Infatti, le cifre diffuse proprio all’inizio di quest’anno dicono che nei primi 30 mesi dall’entrata in vigore della nuova normativa si è registrata una contrazione del fenomeno pari al 35% rispetto al pari periodo precedente sul complesso delle amministrazioni pubbliche (ad esclusione dei comparti Scuola, Università, Pubblica Sicurezza e Vigili del Fuoco).
I dati in questione, secondo Palazzo Vidoni, sono da considerare “pienamente in linea con quelli relativi al monitoraggio sulle assenze per malattia che il Dipartimento della Funzione Pubblica realizza mensilmente da giugno 2008, confermandone la robustezza statistica e metodologica”, oltre che in grado di chiudere ogni polemica - definita “stucchevole” - sull'attendibilità dei monitoraggi sin qui effettuati.

Stando così le cose risulta indubbia l’evidente inversione di tendenza in atto da quando il ministro Brunetta ha deciso di attaccare frontalmente l’assenteismo nella PA. Addirittura la sensazione è che si tratti di una sfida vinta, rafforzata dal fatto che non si è trattato di un fenomeno passeggero da ascrivere e circoscrivere all’immediatezza del provvedimento in attesa del ritorno ad una triste e consolidata prassi, ma piuttosto di un obiettivo da considerare ormai raggiunto e consolidato.

Il 2011 del settore va a cominciare dunque così: con una notizia chiara, concreta e certificata nero su bianco. Se ne sono compiaciuti tutti, nei dintorni della PA nazionale, o all’appello mancherà una buona dose percentuale di coinvolti, ormai da un po’ di tempo affrancati ad uno stato di salute buono e stabile?
 

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Commenti

Bufale

E' veramente scandaloso che si continui ancora a parlare di ASSENTEISMO sbandierando dati (di cui non nutro dubbi)e limitandosi ad una semplice analisi aritmetice degli stessi.
Io ritengo, come già segnalato nel blog da altri interventi, che non lo scopo di tutta questa campagna mediatica sia semplicemente quello di "fare cassa" e di giustificare la violazione di principi base costituzionali (come il diritto alla salute) con il facile-immediato-superficiale risultato del calo delle assenze.
Mi spiego meglio: è sacrosanto stanare i furbi e scoraggiare in ogni modo le furbate, ma è parimenti sacrosanto pagare la malattia per intero quando questa sia accertata e certificata nei modi di legge.
Inventarsi decurtazioni sulla frazione di "parte variabile" dello stipendio è un abominio.
La malattia (se malattia è) va pagata e basta.
Giusto è casomai (come già avveniva) tagliare la produttività o incentivo, ma allargare maramaldamente questo criterio anche alla frazione di stipendio costituita dalla parte varibile è una porcata.
Si fa pagare al dipendente la conseguenza di un tecnicismo (il fatto di strutturare lo stipendio con una parte fissa e una frazione variabile) che nulla ha a che vedere con la lotta all'assenteismo.
Diventa solo una caccia all'Euro!
Questa cosa è ignobile.
Perchè da qui si parte e poi si arriverà anche in futuro a non retribuire anche le ferie!
jonathan tagliaferri

Basta, non se ne può più di

Basta, non se ne può più di questa confusione continua fra malattie e assenteismo. Che progresso è dover andare al lavoro con la febbre pur di non perdere € 30-40 corrispondenti all'indennità giornaliera decurtata in caso di malattia? Con questa scusa degli statali fannulloni, ora il pretesto per risparmiare sulla salute altrui si è esteso anche agli operai... continuiamo a dormire, mi raccomando... se sono queste, le riforme, meglio rimanere al livello in cui siamo.

Mai perso un giorno in vent'anni

Vorrei sapere quali numeri emergono dal settore privato. E poi se ci sono fannulloni (e ve ne sono) giusto punirli. Se i numeri sono questi (e sono questi !) gli statali ci fanno una brutta figura.