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Whistleblowing e sentinelle civiche contro la corruzione. Transparency Italia sui dati del Barometro

In occasione della Giornata Mondiale contro la Corruzione 2010, ieri Transparency International ha presentato i dati del GCB - Global Corruption Barometer sulla visione dei cittadini comuni rispetto alla diffusione della corruzione nei singoli Stati.
Dai dati del Barometro emerge che la corruzione è un tema che preoccupa sempre di più i cittadini di tutto il mondo.
In Italia, la percentuale di coloro che sono stati concussi o che hanno pagato tangenti si attesta a 3,8%, che numericamente tradotto vuol dire: un milione di persone coinvolto in fatti corruttivi.
All'interno di questo dato, la suddivisione per segmento riscontra le seguenti percentuali:

  • 6,4% per ottenere permessi
  • 8,7% per le utilities
  • 6,9% per le imposte
  • 12.9% per le transazioni immobiliari  e 13.9% per quelle doganali
  • 10% per il sistema sanitario 10%
  • 28,8% per il sistema giudiziario

Alla domanda "se il governo nazionale operi con incisività o meno per contrastare la corruzione", la risposta è negativa per il 64% degli italiani. Ugualmente negativa, attestandosi al 77%, la riposta in altri Stati europei come Finlandia e Germania.

Di chi si fidano i cittadini?
Il livello di fiducia premia le organizzazioni non governative (15,3%) e il governo (13,4%), probabilmente percepito – spiega in una nota Trasparency Italia - come “animato da buone intenzioni, ma con le mani legate". Penalizzati i media (9.1%). Il 40% degli intervistati non si fida di nessuna delle istituzioni prese in esame. Le categorie percepite come più corrotte in Italia sono il Parlamento (voto 4 su 5) i media (voto 3,3 su 5), le imprese (3,7 su 5), e il sistema giudiziario (3,4 su 5). Quelle meno corrotte sono le organizzazioni non governative, l’esercito, il sistema educazione e la polizia.

Ruolo della società civile
Nella sua lettura del rapporto, Transparency Italia sottolinea che l’85% degli intervistati sosterrebbero chi denuncia casi di corruzione o di abusi e l'86% ritiene che i cittadini possono fare la differenza nel migliorare la situazione. La presidente di Transparency International Italia, Maria Teresa Brassiolo, nel suo commento ha sottolineato da un lato gli alti costi – sociali ma anche economici - della sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, dall’altro il potenziale contributo della società civile nella lotta alla corruzione. Ha così rilanciato una proposta a cui Transparency Italia sta lavorando.   “Il Global Corruption Barometer - sostiene - è la voce della gente e va preso molto sul serio. Il dato sconfortante che emerge è l'aumento della sfiducia in Italia: il 40% non si fida di nessuna delle istituzioni prese in esame. Il costo della sfiducia è un costo altissimo nelle società e nelle economie. Anche a livello globale c’è una crescente generalizzata crisi di sfiducia”.
“Questo dato  - continua - è controbilanciato in Italia da due numeri di speranza. L’85% degli intervistati sosterrebbero chi denuncia casi di corruzione o di abusi: ciò conforta se si pensa all’opera di sostegno che stiamo conducendo per l’introduzione legislativa del cosiddetto whistleblowing, la protezione a chi denuncia reati all’interno delle organizzazioni. A noi piace usare l’espressione "vedette civiche" in senso più esteso, poiché si è convinti che è solo da una diretta assunzione di responsabilità dei singoli cittadini che il problema della corruzione potrà essere debellato nelle sue forme endemiche e pervasive che purtroppo si stanno diffondendo nel mondo intero".
"L'86 % degli intervistati - conclude - dichiara che i cittadini possono fare la differenza. Si tratta di un segnale forte, che testimonia che la società civile non è passiva. Transparency Italia ripone la sua fiducia in loro!".
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