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Carta Etica di Regione Piemonte. Amministratori e candidati si impegnano davanti alla collettività

 

Il Piemonte è la prima Regione d’Italia che si è dotata di una Carta Etica.
Il documento, approvato collegialmente dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa e dall’Esecutivo regionale, è stato presentato e sottoscritto il 7 dicembre dai presidenti del Consiglio e della Giunta Valerio Cattaneo e Roberto Cota.

“Si tratta di una risposta concreta agli impegni presi all’inizio della legislatura e alle aspettative dell’opinione pubblica, per ridare credibilità e dignità alla politica” - ha spiegato il presidente Cattaneo, aggiungendo che la Carta potrà essere sottoscritta dai singoli consiglieri ed assessori regionali e che il suo scopo è di “perseguire una sempre maggiore trasparenza e correttezza dell’operato degli eletti e di chi è nominato a cariche pubbliche regionali”.

“Aderirvi non costituisce un obbligo di legge - ha sottolineato il presidente Cota - ma ciascun amministratore o candidato amministratore può sottoscriverla come impegno personale di fronte alla collettività. L’esperienza ci insegna che talvolta la legge non basta ad assicurare comportamenti eticamente corretti e dunque può essere utile l’adozione di un codice di condotta. Quest’iniziativa è una prima pietra per contribuire a costruire una casa comune migliore”.
La Carta Etica della Regione Piemonte è pubblicata sul sito Internet www.consiglioregionale.piemonte.it, accanto allo Statuto della Regione e al Regolamento dell’Assemblea. Tra i punti elencati nella Carta Etica, per gli amministratori attuali e per i candidati ed amministratori futuri, c’è l’impegno a non esercitare incarichi politici o lavorativi che impediscano di svolgere adeguatamente il proprio mandato o che determinino conflitti di interesse; a escludere, nella scelta dei collaboratori, parenti o affini fino al quarto grado; a presenziare assiduamente alle sedute di Giunta, Consiglio, Commissione o altri organismi cui siano chiamati in ragione del proprio ruolo; a rifiutare ogni dono che non sia di natura meramente simbolica; a rendere conto del proprio operato con regolarità, trasparenza e chiarezza; a non utilizzare in alcun modo risorse della comunità per maggiorare spese; a contenere le spese di funzionamento della pubblica amministrazione.
In campagna elettorale, chi sottoscrive la Carta Etica si impegna a: spiegare il proprio programma politico o di mandato nella trasparenza e nel rispetto degli altri competitori; a non chiedere e a non accettare alcuna contropartita a una desistenza o a un appoggio; a non cercare di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con la manipolazione delle liste elettorali e/o dei risultati della votazione.

Fonte: Regione Piemonte

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