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Manifesto per l’Open Government - La presentazione

La dottrina secondo cui l’Amministrazione deve essere trasparente a tutti i livelli e consentire un controllo continuo del proprio operato mediante l’uso delle nuove tecnologie si è affermata inizialmente negli USA e da lì si è progressivamente diffusa nel resto del mondo, tanto da essere indicata, nell’annuale rapporto ONU sullo stato dell’E-government, come modello che tutti gli Stati erano invitati a seguire.

Al momento, tra i tanti Paesi che hanno deciso di intraprendere strategie di Open Gov (dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda, dall’Islanda alla Grecia) manca l’Italia; infatti, sebbene vi siano alcune illuminate Amministrazioni (come la Regione Piemonte), non vi è una strategia nazionale che delinei un obbligo per tutti i livelli amministrativi.

In questo contesto, a fronte del sostanziale disinteresse governativo per l’Open Gov, negli ultimi mesi anche nel nostro Paese è nato - dal basso - un vero e proprio movimento di studiosi ed esperti che ritengono che il Governo dovrebbe aprirsi ai cittadini e alle imprese, iniziando con la liberazione dei dati pubblici.
Per armonizzare i differenti progetti, conferendo maggiore efficacia alle rivendicazioni dell’intero Movimento nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, è nata l’Associazione dell’Open Government che il 30.11.2010, nell’ambito di IGF-Italia ha presentato il Manifesto per l’Open Government (qui sono disponibili i video degli interventi e le presentazioni dei relatori).

Il Manifesto è un documento scritto on line (sul sito www. datagov.it) in modo collaborativo, grazie alle centinaia di contributi arrivati nei (soli) quindici giorni di consultazione.
I risultati dell’iniziativa hanno quindi dimostrato che anche nel nostro Paese sono sempre più coloro che ritengono che l’Open Government, pur non essendo la “panacea di tutti i mali”, possa essere un’utile ricetta per rendere l’Amministrazione effettivamente trasparente, migliorare la qualità delle politiche pubbliche e contribuire in modo decisivo allo sviluppo dell’economia dell’immateriale.
Nel corso dell’evento, molto partecipato sia nell’Aula che lo ha ospitato fisicamente sia nello streaming on line, sono stati innanzitutto illustrati i dieci punti del Manifesto:

  • Governare con le persone
  • Governare con la rete;
  • Creare un nuovo modello di trasparenza;
  • Trattare l’informazione come infrastruttura;
  • Liberare i dati pubblici per lo sviluppo economico del terzo millennio;
  •  Informare, coinvolgere, partecipare per valorizzare l’intelligenza collettiva;
  • Garantire la partecipazione;
  • Promuovere l’accesso alla rete;
  • Costruire la fiducia e aumentare la credibilità della PA;
  • Promuovere l’innovazione permanente nella PA .

I promotori dell’Associazione hanno poi spiegato le ragioni dell’iniziativa: il Manifesto non vuole essere l’ennesimo appello da firmare on line, ma il modo per chiamare all’azione coloro che credono nella bontà dell’Open Gov e per spiegare a tutti gli altri, con chiarezza e semplicità, le ragioni per cui richiedere alle Amministrazioni l’adozione di questo nuovo modello.

Durante il dibattito, infatti, è emerso che l’esperienza già maturata negli altri Paesi ha fornito una serie di utili indicazioni sui modelli da seguire (ad esempio, in relazione a standard e formati) e su come rimuovere le principali resistenze (legate principalmente alla privacy e alle licenze).
 

Cosa succederà ora
L’evento si è chiuso con l’annuncio che il Manifesto non è un punto di arrivo ma di partenza e che, nei prossimi dodici mesi, l’Associazione Italiana per l’Open Government si farà promotrice di inusuali forme di azione (e partecipazione) tese a dimostrare concretamente i vantaggi di politiche “Open”.
In particolare, è previsto che ci siano due fasi: nel corso della prima saranno liberati i dati pubblici ritenuti prioritari (a tal fine è stato svolto un apposito sondaggio su www.datagov.it); successivamente, una volta liberati i dati, sarà organizzato un vero e proprio contest (sul modello di Apps for Democracy) per la realizzazione di applicazioni che utilizzino dati pubblici.

L’obiettivo di queste iniziative è dimostrare i benefici di questo nuovo paradigma di governo, convincendo, quindi, tutte le Amministrazioni (centrali e locali) ad essere veramente aperte.

L’evento si è quindi chiuso dando l’appuntamento su www.datagov.it a tutti coloro che sono interessati a sottoscrivere il Manifesto, contribuire alla sua diffusione e alle future iniziative, o - semplicemente - essere aggiornati sulle attività dell’Associazione.

Il 2011 può essere davvero l’anno dell’Open Government italiano.


*Ernesto Belisario è avvocato. Si occupa, per professione e per passione, di diritto delle nuove tecnologie e di diritto amministrativo.
Cura il blog “Diritto 2.0

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