Editoriale

La rete delle città intelligenti… malgré tout

Certamente si può essere intelligenti sia se si è ricchi, sia se invece si è poveri in canna… ma rendere intelligente una città, curarne uno sviluppo sostenibile avendo a cuore la qualità della vita dei cittadini e farlo senza il becco di un quattrino è una bella sfida. Anzi, diciamolo pure, è una sfida impossibile. Senza soldi non si canta Messa, diceva un vecchio proverbio, né si fa innovazione. Per fortuna però l’innovazione organizzativa e tecnologica è in grado di mobilitare e rendere disponibili molte risorse “congelate” a partire dalla pluricitata e mai sconfitta evasione dei tributi, sino alla strategica e non episodica caccia allo spreco (ne abbiamo tanto parlato in occasione dello scorso FORUM PA del maggio scorso), dove quel che è messo in discussione è lo stesso assetto organizzativo dell’ente.
La crisi economica non è, quindi, una buona scusa per non innovare, anche perché le restrizioni della finanza pubblica paiono ormai strutturali e non congiunturali e richiedono quindi, chiunque governi, risposte altrettanto strutturali.

Su queste basi venerdì scorso 12 novembre a Padova, in occasione della XXVII Assemblea ANCI, abbiamo dato il calcio di inizio ad una nuova rete, già sperimentata in nuce a partire dalla scorsa primavera: la “rete delle città intelligenti”. Si tratta di un altro tassello della strategia di FORUM PA che, come ormai sapete bene, vuole divenire sempre più un “forum delle reti”,  mettendo al centro della sua attenzione la rete come metafora e pista di lavoro nella convinzione che il gap di innovazione del Paese nasca anche dall’impoverimento delle reti relazionali tra i soggetti coinvolti. 

L’idea guida è che se la crisi sta comportando per tutte le città un ripensamento della pianificazione urbanistica ed una difficile riflessione strategica sullo sviluppo, è sempre più vero che, senza uno sviluppo intelligente delle città, la crisi non si supera, perché la costruzione di un Paese moderno, innovativo ed inclusivo non può che passare attraverso una dimensione urbana fatta a misura d’uomo.

Su Saperi Pa trovi altri editoriali di Carlo Mochi Sismondi sul tema delle città intelligenti

Come abbiamo già più volte affermato, a nostro parere una città intelligente è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla sicurezza dei cittadini, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale, alla conservazione e fruizione del patrimonio culturale. Una città intelligente è anche, specie in questi anni di “crisi finanziaria permanente”, una città che usando anche l’innovazione tecnologica, riesce a spendere meno e meglio senza abbassare la quantità e la qualità dei servizi forniti a cittadini ed imprese.

Su queste basi programmatiche, partendo da un nucleo di città che si sono dichiarate disponibili a fare questa esperienza di lavoro in rete - per ora sono Ancona, Bolzano, Firenze, Foligno, Modena, Nettuno, Padova, Parma, Piacenza, Pisa,  Prato, Reggio Emilia, Unione dei Comuni del Camposampierese, Ventimiglia, cui si aggiungeranno a breve altri comuni -   FORUM PA, in collaborazione con IBM, si propone di consolidare una comunità di pratica di amministratori locali (sia politici, sia vertici apicali dell’amministrazione) che si confrontino sui temi della “città intelligente” costituendo così:

  • un luogo di scambio delle esperienze non episodico, ma sistematico dove verificare nuove strade, conoscere best practice, imparare dagli errori;
  • una “libreria” comune di progetti da cui attingere;
  • una massa critica maggiore per una comunicazione più efficace delle esperienze sui media.

Un importante obiettivo della rete sarà l’elaborazione collettiva (proporremo a breve una wiki per questo) di un documento di principi e obiettivi così da condividere visioni comuni che facciano da contesto alle diverse azioni intraprese.
La rete vuole essere inclusiva, quindi c’è posto per tutte le città e gli amministratori che abbiano voglia di confrontarsi e che credano che è più facile innovare ed uscire dalla crisi lavorando insieme e che per essere protagonisti del cambiamento non possiamo aspettare che qualcuno ce lo imponga per decreto.

Di reti in questi anni ne sono nate (e morte) tante, spesso più dettate dalla necessità di un po’ di visibilità che dalla effettiva voglia di collaborare. Il nostro intento è diverso: offrire con semplicità e umiltà un luogo di scambio concreto ed utile: meno annunci, meno proclami, più cassette degli attrezzi e istruzioni per l’uso.
Come stimolo alla riflessione vi lascio le slides che il Presidente dell’Andigel, l’Associazione dei Direttori generali degli Enti locali, ha proposto a Padova.

 

Ditemi che ne pensate della nostra proposta.

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Commenti

"Non si può battere una squadra fatta di amici"

Concordo in pieno lo spirito che pervade tutto l'articolo. Aggiungo solo che i grandi film italiani degli anni '60 furono dei capolavori perchè nascevano da registi, scrittori, sceneggiatori e attori che erano amici tra di loro. Un altro dato più vicino a noi: nel 2010 la Germania cresce del 2,8% e il Giappone cresce del 3,9% e se ne infischiano della crisi. Secondo me, non tanto per un'innata produttività quanto piuttosto per un modello di convivenza civile fatto di coesione nazionale; un modello fatto di rapporti umani basati sullo scambio di conoscenze ed esperienze; un modello fatto di reti collaborative e sedi di confronto continuo (anche informale) tra gli attori sociali più che sulla competizione. Conclusione tratta da un esperienza sportiva di successo, la nazionale di calcio dell'Ecuador incitata dal suo allenatore che diceva: "diventiamo amici, non si può battere una squadra fatta di amici".

sul fare le città intelligenti

Mi trovi molto d'accordo sullo scambio, sulla squadra di amici, è quanto stiamo dicendo
in privato, e, in piccolo, anche sperimentando. Sono d'accordo anche con quanto diceva
Enzo Piano qualche sera fa in una trasmissione televisiva: i nani sul gigante, e mi permetto di
aggiungere: è vero che il Gigante è anche espressione di forti individualismi, e che un altro
Gigante stupisce e stupirà il mondo, La Cina, frutto di uno spietato collettivismo; ecco, mi sembra
che la direzione debba essere PERSEGUIRE LA VIA DI MEZZO fra individualismo e collettivismo,
I NANI A CONFRONTO, CON
L'AIUTO DI UNA RETE, per l'appunto! Sono felice, dunque, che se ne cominci a parlare in questo
contesto.

smart cities

Sul mio blog e su linkedin ho costruito il gruppoCittà intelligenti per la sostenibilità ambientale.
Trovate anche le slide del seminario del 15 novembre al VEGA Parco Scientifico e Tecnologico.

le idee costano?

Le idee sono "free-of-charge" ma chi le "sfrutta" fa soldi?
Abbiamo inventato l'acqua calda?

Possiamo meglio ragionare implementando il principio di sussidiarietà, e se nacessario, anche il volontariato?

Not easy, correct?
Accettiamo la sfida?