Dossier

FORUM INNOVAZIONE Sardegna: un commento sulla giornata

Lo scorso 19 aprile, l’auditorium della Fiera Internazionale di Cagliari ha ospitato la quarta tappa del FORUM DELL’INNOVAZIONE. L’evento, fortemente voluto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, organizzato da FORUM PA e ospitato e copromosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, ha provato a fare il punto sullo stato dell’arte del territorio sardo rispetto all’innovazione e ad offrire qualche suggerimento alle strutture del Ministro Brunetta sulle leve su cui puntare. 

Semplicemente guardando la fila al desk di accredito, già alle 8.30 del mattino si capiva che la partecipazione all’evento sarebbe stata straordinaria. Le mille persone che hanno affollato l’auditorium della Fiera Internazionale di Cagliari nella mattinata del 19 aprile scorso e le oltre 500 che si sono divise nei tre workshop del pomeriggio hanno, poi, dimostrato che il FORUM DELL’INNOVAZIONE Sardegna è andato a toccare un tema centrale per il territorio sardo: l’innovazione come leva strategica per uscire dalla crisi.

Su Saperi PA sono disponibili i materiali e gli atti del FORUM DELL'INNOVAZIONE Sardegna

La giornata si è aperta con una riflessione che ha coinvolto l’innovazione a 360 gradi. Dall’innovazione organizzativa, presentata dal Sindaco di Cagliari Emilio Floris, che ha illustrato il percorso di certificazione di qualità per i processi interni intrapreso dall’amministrazione comunale, all’innovazione digitale che in Sardegna riguarda numerosi settori verticali come il turismo e i beni culturali, la sanità (con la rete di medici di medicina generale e il fascicolo elettronico), la scuola; dall’innovazione realizzata dal sistema della ricerca scientifica, all’innovazione nella gestione della cosa pubblica (con un percorso di accesso alla dirigenza pubblica regionale avviato insieme alla SDA Bocconi); fino all’innovazione sul territorio portata avanti grazie all’infrastruttura in fibra ottica che porterà al 96% degli abitanti dell’Isola una connessione a 20 Mb: “La rete di questa portata più estesa d’Europa,” come l’ha definita l’Assessore regionale all’Organizzazione Maria Paola Corona.

Se dovessimo riassumere in uno slogan il quadro che è uscito dalla mattinata istituzionale, potremmo ricorrere a quello utilizzato nelle conclusioni proprio dall’assessore Corona: “La Sardegna può essere descritta come un sistema che pur avendo tutte le carte in regola per compiere un salto decisivo in direzione di uno sviluppo avanzato, non ci riesce, e da anni combatte con la crisi del settore industriale che logora economia e sistema sociale”.

Su Saperi Pa trovi tutti i materiali dei FORUM DELL'INNOVAZIONE

Alla Sardegna, infatti, non mancano né le infrastrutture digitali, né le competenze (Università e centri di ricerca di eccellenza a livello mondiale), né una pubblica amministrazione avviata su un percorso di innovazione e ripensamento del suo ruolo, della sua missione e degli strumenti da utilizzare per raggiungerla.
Cosa manca allora? Il centro del dibattito nella tavola rotonda e delle sessioni parallele del pomeriggio è stato proprio questo. Cosa manca al territorio sardo per spiccare il salto di qualità?

La chiave di questo problema da molti dei relatori è stata individuata nella dialettica tra Stato centrale e territorio. Come già emerso nei passati appuntamenti del FORUM DELL’INNOVAZIONE, è stata riaffermata da più voci la convinzione che la competitività di un paese vada cercata nella capacità dialettica tra centro e periferia, in quel “moto circolare dell’innovazione” proposto da Carlo Mochi Sismondi in un editoriale di qualche tempo fa.

In occasione del FORUM PA 2010 il FORUM DELL'INNOVAZIONE farà tappa a Roma. L'appuntamento è il 18 maggio alle ore 15.00 con il convegno "Oltre la crisi: l'innovazione nei sistemi territoriali fa sistema per lo sviluppo del Paese. - L'esperienza dei Forum dell'Innovazione". Iscriviti!

Se Renzo Turatto ha sostenuto che lo sviluppo e la competitività del paese da sempre, in Italia, sono stati affidati ai territori e che, quindi, ancora una volta è a loro che va chiesta (attraverso l’ascolto) la “ricetta” per portare il paese fuori dalla crisi, il prefetto Giovanni Balsamo ha ricordato che ci sono cose che un territorio non può fare senza una indicazione chiara che venga dal centro. L’assessore della Regione Sardegna Giorgio La Spisa, con delega al bilancio, ha sottolineato, poi, che in tempo di crisi fare innovazione equivale a dover fare delle scelte, cioè orientare la spesa. Dopo aver visto il “patrimonio di innovazione” che la Regione Sardegna già possiede, la scelta più corretta – secondo La Spisa - non è, dunque, orientare la spesa verso nuova dotazione tecnologica o infrastrutturale, ma verso quegli asset che consentono di aumentare la “capacità di innovare”: verso le persone, verso l’istruzione e l’alta formazione, verso la ricerca scientifica di altissimo livello, verso la capacità delle imprese di investire in ricerca e sviluppo e, infine, verso le infrastrutture immateriali a cominciare dall’etica e dall’accesso al credito. Una scarsa considerazione dell’etica (pubblica e privata) e la difficoltà di accesso al credito, infatti, sono sicuramente alcuni tra gli ostacoli che hanno maggiormente bloccato il salto di qualità della Sardegna.

Nel pomeriggio la discussione si è focalizzata su tre aspetti centrali dell’innovazione sul territorio sardo: l’innovazione tecnologica e l’e-Government; l’innovazione organizzativa nella PA e le novità introdotte dalla riforma Brunetta; e, infine innovazione e trasferimento tecnologico, come strumento per valorizzare la ricerca scientifica e trasformarla in valore competitivo per le imprese del territorio.

Il messaggio centrale che i partecipanti e i rappresentanti del Ministro hanno portato a casa da questa giornata di lavori è che l’innovazione deve nascere nel territorio e dal territorio, ma in ogni processo innovativo la pubblica amministrazione ha il ruolo fondamentale di mediatore e di facilitatore. La pubblica amministrazione è la più grande azienda della Sardegna (ma questo vale anche per il resto del paese) sia per dipendenti che per risorse a disposizione. Il territorio sardo è ricco di picchi di eccellenza, grandi fari che spiccano anche a distanza, ma il risultato che i cittadini e le imprese si aspettano dalla pa è quello di saper sfruttare la luce di questi “fari” per illuminare in maniera uniforme tutto il territorio.

Quello che i cittadini vogliono è una Sardegna che sappia convertire il proprio secolare isolamento in un futuro integrato e aperta al mondo. 

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Commenti

occasione perduta

Aldilà del rendiconto del Sig. Del Lungo sulla giornata del 19 aprile scorso a Cagliari, ci sono alcuni aspetti che mi preme sottolineare e che, secondo me, fanno della tappa del Forum dell'Innovazione alla quale ho preso parte come ascoltatore una occasione perduta, o meglio, sprecata.

Innanzi tutto lo schema dell'evento: co-promosso dal Ministero per la PA e l'Innovazione e la Regione autonoma della Sardegna, non mi pare abbia visto (a parte la partecipazione del rappresentante della Lega delle autonomie locali alla tavola rotonda del mattino) né il coinvolgimento né la partecipazione del "territorio", ovvero di quella parte di Stato che risponde al nome di Pubblica Amministrazione Locale.

Questo, unito alla assoluta mancanza di spazi per domande e risposte da parte della platea, e raffrontato al singolare dato che emerge dal PanelPA Sardegna circa la percezione di una mancanza di interventi e strategia circa l’interoperabilità dei sistemi informativi delle PA (che in assenza di rilievi critici sulle infrastrutture di trasporto delle informazioni diventa il nodo cruciale sul quale si gioca la partita di una vera innovazione), costituisce il principale punto di debolezza dei tanti discorsi che ho ascoltato e che mi hanno portato ad avere l'impressione di aver partecipato ad un evento-vetrina più che ad un appuntamento in cui si potessero apprendere, anche per sommi capi, i punti salienti di un progetto che coinvolge tutti i nodi della pubblica amministrazione sul territorio isolano chiamati a costruire prima e realizzare poi una visione condivisa per il futuro dell'Isola.

Forse non sono stato in grado di coglierla io, questa visione d'insieme e questa progettualità, un'idea di coinvolgimento e sintesi che fissi le tappe per il raggiungimento di obbiettivi ambiziosi (dematerializzazione, reenginering dei processi, diversificazione dei canali di offerta dei servizi) con la partecipazione di TUTTI gli attori che sul territorio operano ai vari livelli in uno sforzo coordinato; se così fosse mi scuso in anticipo e spero di non offendere la sensibilità di nessuno, ma se questa assenza non ha perplesso solo me, allora mi pare doveroso sottolineare che soprattutto in un momento come quello che stiamo attraversando, in cui le risorse economiche sono quelle che sono, è impensabile che oguno degli attori dei processi di innovazione nella pubblica amministrazione percorra una strada senza coordinarsi con gli altri, e questa è a mio avviso anche una delle principali fonti di diseconomia (posto che le diseconomie non riguardano solo le risorse economiche e derivano spesso da una diseconomia di intelligenze e capacità).

Mi auguro di vederlo presto, un simile tentativo, così come mi auguro di poter offrire il mio apporto, per piccolo che sia, alla realizzazione di una vera Innovazione all'interno della pubblica amministrazione.

La regione al FORUM DELL'INNOVAZIONE

Gentilissimo Dottor Cocco, sono d'accordo con lei, sul primo punto, ossia che rispetto alle altre "tappe" precedenti, l'appuntamento di Cagliari abbia visto una minore partecipazione degli enti locali.
Credo che la spiegazione la si possa trovare (forse) nella singolarità dell'evento. Al contrario degli altri FORUM DELL'INNOVAZIONE, infatti, qui non si parlava di "macroregioni", ma di una singola regione, e per di più a statuto speciale, cioè con enormi possibilità di intervento e gradi risorse a disposizione.
Sugli altri punti mi trova, invece, in disaccordo.
Gli interventi dal pubblico erano previsti nelle sessioni parallele del pomeriggio, non in quella della mattina, che era una sessione "istituzionale" (se la vuol definire vetrina, faccia pure, ma credo che qualcosa di contenuto sia uscito... cito solo l'intervento dell'assessore Laspisa per farle un esempio concreto).
Io personalmente ho assistito alla sessione pomeridiana dedicata al trasferimento tecnologico e posso garantirle che tutta la sessione è stata impostata in termini "partecipativi".
Inoltre a sessione conclusa ho partecipato anche alla sessione sulle performance, proprio nel momento in cui il dottor Mameli (segreteria del Ministro Brunetta) stava ascoltando alcune domande dal pubblico e rispondeva in maniera, mi è sembrata, costruttiva, recependo le critiche e i suggerimenti.
Non so dirle, invece, della sessione sull'e-gov, se è a quella che si riferisce mi dispiace se le ha dato questa sensazione, sicuramente è stata la sessione più "affollata", terminata, tra l'altro, molto oltre l'orario di chiusura.

buona giornata
Tommaso Del Lungo
FORUM PA

disaccordo?

Gentile sig. Del Lungo,

è evidente che la mia sfortuna sia proverbiale, avendo io partecipato alla sessione pomeridiana che lei non ha visto. Le dirò che le mie intenzioni, comunque, sono tuttaltro che orientate né verso una polemica né verso una critica distruttiva, anzi. Coltivo ancora una speranza di poter vedere dei fatti che seguano alle parole, e che fatti e parole siano accomunati da una coerenza incontrovertibile; se questa speranza mi fosse venuta meno, le garantisco che non sarei nemmeno qui a replicare.

Il fatto che l'evento non riguardasse una "macroregione" ma una regione, e per di più a statuto speciale e quindi con enormi possibilità di intervento e grandi risorse a disposizione, non credo possa essere utile a spiegare, in tutto o in parte, l'assenza degli enti locali di cui ho parlato. Se questo fosse il tribunale della ragione, la mancata (anche se per lei è minore, per me rimane mancata) partecipazione degli Enti Locali, laddove fosse derivata da un mancato coinvolgimento degli stessi, non sarebbe un'attenuante bensì un'aggravante.

Se poi ci vogliamo riferire all'intervento dell'Assessore La Spisa, che devo dirle? Mi è parso un intervento di puro buon senso, ma di valenza molto generale. Come ho già detto, se un piano organico esiste in materia di Innovazione, né io né altri ne abbiamo percepito l'esistenza e la sostanza, a prescindere dalla bontà o meno dello stesso; se questo spazio può essere utile ad avere una smentita su questo punto, io sarei lieto che questa smentita venisse, e si potesse discutere nel merito dei contenuti. A enormi possibilità di intervento e grandi risorse a disposizione dovrebbero conseguire responsabilità maggiori rispetto a chi queste possibilità e risorse non le ha. Responsabilità che prevedono un diritto di critica che è mio diritto e dovere di cittadino esercitare, laddove mi è concesso di farlo (qui posso farlo, mi è mancata la possibilità il 19 aprile).

Se poi questo piano organico esiste ed io mi sbaglio (e vorrei tanto sbagliarmi), attraverso quali strumenti ha visto il coinvolgimento degli altri Enti Locali? Quel principio di sussidiarietà verticale che ha ispirato la riforma del Titolo V della Costituzione è stato preso in considerazione, oppure la partita dell'Innovazione troppo spesso è un gioco in cui ogni Ente gioca per conto suo? Esiste un momento di raccordo delle varie realtà istituzionali che permetta di avere un piano condiviso, degli obbiettivi condivisi, delle linee di azione comuni? Ecco, a me questo momento di raccordo e condivisione pare che manchi; di un simile momento di raccordo mi pare si possano facilmente cogliere i vantaggi, e quindi non mi voglio ulteriormente dilungare su questo punto.

Non mi permetto di discutere di bontà delle intenzioni che ispirano la nascita dell'evento: non potrei, poiché le condivido. Così come, volendo attribuire un ruolo a tutti gli attori e alle azioni da questi messe in campo nel vasto e complesso scenario di un processo, credo di essere ben conscio del ruolo di ForumPA così come lo sono del mio, un ruolo che non è di "dottore" in qualsivoglia disciplina, ma non per questo spero lo si voglia svalutare.

Se poi avesse piacere di continuare questo discorso al di fuori da questo contesto, poiché spero di avere con chiunque un confronto costruttivo e non di sviluppare una polemica, non esiti ad utilizzare il mio indirizzo e-mail: posso garantirle che per me sarà un piacere.

Ricambio volentieri gli auguri di buona giornata, e le auguro buon lavoro.

semplice dialettica...

Gentile dottor Cocco,
evidentemente non sono riuscito a spiegare il mio punto di vista.
Ovviamente non era mia intenzione "smentire" il suo intervento, né sminuirlo in alcun modo, né zittire al sua libera voce di libera critica costruttiva.
Ritengo soltanto che chiunque lasci un commento in questo sito debba avere un riscontro da parte della redazione. Personalmente, quando leggo un commento "stimolante" cerco sempre di dare una risposta che sia sentita e offra il mio punto di vista, specie quando tratta di argomenti o eventi che mi abbiano visto in qualche modo partecipe.
Per questo, rispettando e considerando le criticità da lei messe in evidenza, ho cercato di porre l'accento su ciò che mi ha colpito positivamente della giornata (la sessione pomeridiana che ho seguito e la disponibilità di Sandro Mameli di trovare il tempo per le domande dal pubblico), ma capisco che la mia possa sembrare una visione parziale e dal di dentro... Credo che questo stia nelle regole del "gioco".
Tra l'altro mi sembra che le criticità da lei evidenziate, riflettano alcune lacune non solo dell'evento, ma della struttura stessa del territorio. Lacune che è possibile colmare solo attraverso la creazione di una "cultura" dell'attenzione e dell'ascolto, una cultura della concertazione e del raccordo. Il dibattito, la discussione libera e la circolazione delle idee possono facilitare la nascita di questa cultura.
Grazie ancora per la risposta (ancora più stimolante del primo commento) e il tempo che mi ha dedicato.
di nuovo buona giornata e buon lavoro
Tommaso Del Lungo