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Banda larga come servizio universale: un progetto ambizioso ma raggiungibile, negli Stati Uniti.

Dopo gli annunci di Finlandia e Spagna che hanno incluso la banda larga nella categoria dei servizi universali, gli Stati Uniti rispondono con un piano di sviluppo nazionale che si preannuncia altrettanto ambizioso e, visto l’ampio bacino di riferimento, si candidano a diventare il più grande banco di prova per una rete veloce e a portata di tutti.

La Federal Communication Commision annuncia l’obiettivo, da raggiungere entro il 2020, di dotare 100 milioni di famiglie di una connessione a banda larga di 100 Mbps. Ad oggi la velocità media di navigazione a banda larga è di 3.9 Mbps, dato che pone il Paese al 18esimo posto nella classifica mondiale.

Secondo Genachowski, presidente della Federazione, Il National Broadband Program, che sarà presentato nei prossimi giorni, punterà su smart grid technology, le cosiddette reti elettriche del futuro, revisionerà l’E-Rate Program, il piano che prevede facilitazioni economiche per portare l’accesso ad internet nelle scuole e nelle biblioteche, libererà porzioni di spettro wireless e cercherà di abbassare i costi di infrastrutturazione.

Per sapere come si cercherà di realizzare questi obiettivi bisogna attendere la presentazione del piano, ma già porsi dinanzi a queste sfide ha di per sé un valore positivo.
Nel suo discorso alla Naruc Conference, Genachowski prova a immaginare i vantaggi di una “connected America” in tutti i settori: dalla scuola alla sanità, dalla giustizia al mercato del lavoro. In ognuno le potenzialità di sviluppo sono enormi e, a giudicare dalla premesse, gli americani non si accontenteranno di quel 18esimo posto.

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