Dossier

Tra governance aziendale e centralità del paziente. Luci ed ombre del Dipartimento in Italia

Il Dipartimento ha fatto il suo ingresso nel Servizio sanitario nazionale più di 30 anni fa.  Ora che i temi del "governo clinico” sono al centro del dibattito su sostenibiltà e appropriatezza, apriamo un confronto su questo modello clinico e organizzativo che, pur ritenuto dai più  idoneo all’impostazione del nostro Ssn, fa ancora molta fatica a passare dalla costituzione formale al funzionamento effettivo. Non potevamo che cominciare con Elio Guzzanti, aprendo poi ai curatori delle Ricerche presentate durante il workshop “ I modelli organizzativi per l’integrazione e il governo clinico: evoluzione del Dipartimento ospedaliero nel SSN" e a quanti vogliano contribuire alla riflessione.

Innanzitutto, di cosa parliamo
Il Dipartimento è una modalità di organizzazione interna dell’azienda sanitaria.
La definizione di Dipartimento è tracciata da Elio Guzzanti, attuale Commissario ad acta per la sanità della Regione Lazio, già Ministro della Sanità e unanimemente considerato il “padre” del Dipartimento nel nostro SSN.
La “Proposta di linee guida per l'applicazione del modello dipartimentale nelle strutture ospedaliere" dell'ASSR - Agenzia servizi sanitari regionale - nel 1996 riprende la definizione di Guzzanti, per cui: "il dipartimento è costituito dalle unità operative omogenee, affini o complementari, che perseguono comuni finalità e sono quindi tra loto interdipendenti, pur mantenendo la propria autonomia e responsabilità professionali. Le unità operative costituenti il dipartimento sono aggregate in una specifica tipologia organizzativa e gestionale, volta a dare risposte unitarie, tempestive, razionali e complete rispetto ai compiti assegnati e a tal fine adottano regole condivise di comportamento assistenziale, didattico, di ricerca, etico, medico-legale ed economico".

Per saperne di più sul Dipartimento, le sue caratteristiche e la normativa di riferimento, leggi il documento del Ministero della Salute, DG Programmazione sanitaria, livelli essenziali di assistenza e prinicipi etici di sistema

Al centro dell’organizzazione sanitaria, per legge
Il decreto legislativo 229/99, all' art. 17 bis individua il Dipartimento come “modello ordinario per la gestione operativa di tutte le attività delle Aziende sanitarie”.
Allo stesso articolo, comma 2, precisa che “il modello dipartimentale si applica a tutte le aziende sanitarie, ospedaliere e territoriali, al fine dello svolgimento in modo coordinato e condiviso delle risorse umane, tecnologiche, strutturali per gli obiettivi attribuiti”.
Il disegno di legge 1552/2008 su “Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche”, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, ribadisce la centralità del Dipartimento quale strumento per il governo dei processi assistenziali nelle aziende sanitarie.
Per ciascun Dipartimento si costiruiscono un Comitato di Dipartimento e un Direttore di Dipartimento.  Il Comitato di Dipartimento è formato dai dirigenti delle strutture complesse aggregate nel dipartimento, mentre il Direttore di Dipartimento viene nominato dal Direttore generale tra gli stessi dirigenti delle strutture complesse aggregate  e rimane titolare della struttura complessa cui è preposto.

Chi decide cosa
Il Direttore generale di azienda sanitaria ha il compito di definire le modalità di organizzazione interna dell’azienda sanitaria e perciò deve individuare i servizi e le unità operative per lo svolgimento delle attività. Nomina il Direttore di dipartimento, tra i dirigenti delle strutture agrregate nel dipartimento,
La normativa regionale specifica la composizione e le funzioni degli organismi di dipartimento.
L’atto aziendale definisce i componenti del livello dirigenziale del dipartimento e gli attribuisce poteri decisionali.
Il regolamento di dipartimento traccia una declinazione “pratica” delle indicazioni e delle funzioni.
"La programmazione delle attività dipartimentali, la loro realizzazione e le funzioni di monitoraggio e di verifica sono assicurate con la partecipazione attiva degli altri dirigenti e degli operatori assegnati al dipartimento”. (ex decreto legislativo 229/99 art, 17 bis c. 2 )

Lasciamo qui la parola ad operatori ed osservatori esperti del Dipartimento nel nostro Ssn.
A chi per primo lo ha immaginato, a chi lo dirige, a chi lavora al suo interno, a chi lo studia, a quanti hanno da apportare un contributo per accelerarne una efficace realizzazione.
 

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