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INPS: pratiche per l'invalidità civile solo on line

Triplice obiettivo quello perseguito con la riforma delle procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile in vigore dal primo gennaio di quest’anno: contrasto alle frodi, trasparenza amministrativa, e maggior efficienza interna con la tracciabilità completa di ogni singola pratica.

Dal 1 gennaio l’INPS ha attivato il nuovo processo di gestione delle domande di invalidità civile. Come previsto dal decreto anticrisi, il 78/09 (convertito in legge 102/09) a partire da quest’anno tutte le domande per ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità dovranno prevenire all’ente esclusivamente per via telematica.

Il nuovo sistema connetterà tutti gli attori del procedimento dai medici certificatori, che compileranno e trasmetteranno via web i certificati dei propri assistiti, agli operatori dell’INPS, che registreranno i dati anagrafici e seguiranno la pratica.
Per inoltrare la pratica i cittadini dovranno recarsi da un medico già registrato al sistema, ma potranno monitorare l’iter della loro richiesta collegandosi al portale dei servizi on line dell’inps ed inserendo un codice di accesso.

Questa nuova procedura permetterà di ridurre i tempi di esame di ogni domanda, di combattere gli abusi, e soprattutto di razionalizzare le spese amministrative di gestione. Solo nel 2009, infatti, sono stati spesi più di sedici miliardi di euro per dare la pensione a quasi 2 milioni e 100 mila persone, con un trend di incremento della spesa di un miliardo e mezzo a fronte di 500mila nuovi pensionati in un anno.

“La scelta di una riforma delle modalità per ottenere i benefici per gli invalidi civili si è dimostrata indispensabile a partire dai dati del 2009” ha spiegato Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, “che hanno mostrato l’enorme differenza tra alcune regioni virtuose ed altre con un comportamento allarmante”. Circa l'80% degli invalidi del nostro paese, infatti, è concentrato nelle 4 regioni del Mezzogiorno: Puglia, Campania, Sicilia e Calabria con la conseguenza che i tempi per il rilascio di una pratica possono arrivare anche a 600 giorni.

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