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L'organizzazione interna delle imprese di pubblici servizi tra vincoli ed opportunità

L’obiettivo primario delle imprese di pubblici servizi è la produzione e la distribuzione di beni e servizi di utilità sociale in grado di soddisfare le esigenze pubbliche fondamentali. Il concreto svolgersi dell’attività di queste imprese presuppone, dunque, la definizione e la realizzazione di adeguati processi di pianificazione e controllo, opportunamente orientati alla soddisfazione degli utenti e all’economicità di gestione. Fattori interni controllabili dall'organizzazione compatibilmente con i propri vincoli.

L’individuazione delle caratteristiche qualitative dei pubblici servizi che consentono di raggiungere la soddisfazione del cliente nel tempo e, quindi, il perseguimento dell’obiettivo primario di socialità delle imprese erogatrici, è un’attività naturale nell’ambito della logica gestionale basata su un comportamento pro-attivo rispetto all’ambiente in cui si opera. Tali imprese, al pari di tutte le altre, svolgono la loro funzione in un contesto ambientale caratterizzato da fattori economici, sociali, politico-legislativi, tecnologici e culturali in cui l’esplicarsi di vincoli ed opportunità non deve essere necessariamente collegato solo a fattori esterni ed estranei alla loro azione e quindi alla loro influenza. Infatti, laddove si perseguono comportamenti attivi e propositivi, tali imprese sono in grado, compatibilmente con i propri vincoli, di creare condizioni favorevoli per svolgere al meglio la propria attività.

Tenendo presente che l’obiettivo primario delle imprese di pubblici servizi è la produzione e la distribuzione di beni e servizi di utilità sociale in grado di soddisfare le esigenze pubbliche fondamentali, il concreto svolgersi dell’attività delle imprese di pubblici servizi presuppone la definizione e la realizzazione di adeguati processi di pianificazione e controllo, opportunamente orientati alla soddisfazione degli utenti e all’economicità di gestione, così da consentire alle imprese stesse:

  • da un lato, di formulare gli obiettivi e le strategie
  • dall’altro, di verificare nel tempo la correttezza e la validità di tali scelte e comportamenti.

Qualunque sistema organizzativo, e quindi anche le organizzazioni di pubblici servizi, può essere schematicamente rappresentato dalla seguente figura (modello di orientamento al mercato per una organizzazione di pubblici servizi) dove si evidenzia, attraverso un modello del tipo "input- processo-output", il flusso reale del sistema: dai fattori della produzione ai clienti finali.

Modello di orientamento al mercato per un’organizzazione di pubblici servizi[1] 

Per realizzare questo approccio è necessario un vero orientamento al servizio, inteso come una mentalità presente in tutte le persone che operano nell'organizzazione tale per cui nel loro operare siano costantemente attente alle ripercussioni, anche indirette, che tale operare può avere sull’utilizzatore finale e consapevoli del fatto che il modo migliore per servire la collettività é quello di conseguire gli obiettivi "soddisfacendo" gli utenti/clienti.

Questo tipo di logica, che sembrava essere confinata in poche aziende multinazionali, è oggi sollecitata dall’opinione pubblica, che sempre più spesso richiede a tutti gli operatori economici, anche quelli pubblici, di muoversi secondo questa “filosofia” che può e deve assicurare reciproci vantaggi sia ai consumatori sia ai produttori.
L'orientamento al servizio, come fattore di mentalità diffusa, deve essere parte della cultura organizzativa e, come tale, può essere sviluppata operativamente in vario modo, attraverso progetti trasversali finalizzati alla qualità totale.

Partendo da questa mentalità, l’attività di pianificazione si deve esplicare mediante la definizione degli obiettivi generali e di quelli specifici per area d’attività e, quindi, delle strategie operative necessarie per il raggiungimento di questi obiettivi.
Tenuto conto della difficoltà di quantificare il concetto di utilità, è possibile sintetizzarlo in funzione degli elementi che ne caratterizzano il livello per il cittadino:

  • qualità
  • entità delle tariffe
  • sviluppo
  • diffusione geografica dei servizi pubblici.

Ciascuno di questi elementi rappresenta per l’impresa un sub-obiettivo che può essere raggiunto mediante la definizione di strategie specifiche per ogni area di gestione (produzione, organizzazione, finanza, marketing). Il simultaneo combinarsi e il coordinamento di tali sub-strategie consente l’attivazione della strategia globale aziendale e il raggiungimento dell’obiettivo generale. Tuttavia, per il corretto sviluppo del disegno strategico è necessaria la sua coerenza con la struttura organizzativa, che dovrebbe essere espressione della sua strategia globale, anche se, nella realtà, le imprese di pubblici servizi sono caratterizzate da strutture organizzative di elevata ampiezza e non affatto ottimizzate.

E’ quindi opportuno approfondire brevemente la problematica organizzativa mediante la definizione delle variabili strutturali di cui si compone: macro e micro struttura formale, da un lato; meccanismi operativi (sistemi di pianificazione, di controllo e di conduzione del personale), dall’altro.
La macro struttura formale determina le modalità di divisione e coordinamento del lavoro tra il personale dell’impresa, mentre la micro struttura consente lo studio delle singole mansioni e dei diversi ruoli organizzativi, permettendo attività di controllo e rilevazione delle interrelazioni e della motivazione del personale.
Nell’ambito del processo di pianificazione e definizione degli obiettivi, oltre a quello sociale, che è primario, non si deve trascurare la necessità di raggiungere obiettivi di equilibrio economico-finanziario. In questo caso, alla struttura organizzativa e gestionale dell’impresa viene richiesto uno sforzo notevole per perseguire una condizione di economicità di lungo termine, in considerazione dei vincoli esistenti in materia di determinazione dei prezzi. Tali vincoli, infatti, tendono a spostare la valutazione di redditività dal lato dei ricavi a quello dei costi, che devono essere ridotti per poter recuperare l’efficienza indispensabile all’autofinanziamento per la realizzazione di progetti d’investimento secondo le finalità aziendali. Appare quindi indispensabile un adeguato sistema di controllo di gestione, da intendersi come normale attività di verifica sia degli obiettivi e del comportamento operativo di breve periodo, sia del processo di guida nella realizzazione delle relazioni fondamentali con l’ambiente esterno.


* Prof. Alberto Padula, docente di Economia e gestione delle imprese di pubblici servizi presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata”

[1] Modello di orientamento al mercato per un’organizzazione di pubblici servizi: L’organizzazione assorbe dai rispettivi mercati esterni quattro principali tipi di fattori produttivi: il lavoro, i beni capitali, i beni intermedi e il denaro. Una volta immessi nel sistema, questi elementi vengono opportunamente elaborati e coesi, attraverso la funzione generale di organizzazione e trasformazione in modo da far scaturire, come output del modello, il servizio da offrire all’utenza nella speranza che i potenziali clienti lo acquistino con un certo esborso finanziario che deve essere, nel medio-lungo termine, complessivamente superiore agli esborsi che l'organizzazione deve sostenere per remunerare i fattori della produzione.
Una volta che gli utenti/clienti acquistano i servizi e pagano per esso, si genera un flusso monetario che procede in senso inverso rispetto a quello reale e quindi dall’utenza ai proprietari dei fattori produttivi: lavoratori, fornitori (nella doppia specie di beni capitali e beni intermedi) e risparmiatori. Naturalmente nel caso in cui il pagamento dei servizi sia fatto tramite lo Stato, il flusso monetario, come mostra la figura, è indiretto ma sempre collegato alla soddisfazione dell’utenza.
Affinché questo afflusso di soddisfazione e di denaro sia realizzato è sempre più necessario che al flusso di produzione sia anteposto un flusso informativo proveniente dalla parte finale, cioè dall’utenza, cosicché il dimensionamento quantitativo e qualitativo del sistema e dei suoi acquisti di fattori produttivi sia adeguato e coerente con le presumibili possibilità di collocamento dei servizi, a livello sia individuale sia collettivo.
Per gestire al meglio questi processi l'organizzazione ha bisogno di svolgere alcune funzioni che interessano i punti di contatto esterni all’organizzazione, creando una sintonia tra le esigenze interne e quelle esterne. Queste funzioni sono il personale, la produzione, gli approvvigionamenti, la finanza e il marketing. Facendo ancora riferimento allo schema della figura, queste funzioni si configurano come i gestori delle aree di contatto.

 

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Senza ombra di dubbio l’articolo solleva interessanti riflessioni legate a una domanda che noi tutti spesso ci poniamo: perché le imprese pubbliche non sono tanto efficienti quanto quelle private?
Il Professor Padula continua ad indicare nei suoi interessanti articoli l’anello debole della catena e allo stesso tempo descrive le possibilitá di miglioramento insite in queste aziende sottovalutate. L’organizzazione pubblica ha un grande deficit che viene dall’interno: mancanza di ordine, disciplina e di personale orientato al servizio.
Sono molti gli esempi di imprese pubbliche di “successo” e sfortunatamente tutti sono al di lá dei nostri confini nazionali. Perché non prendiamo esempio dai nostri colleghi europei?
Come esposto nell articolo l’obiettivo di tali enti dovrebbe essere ottimizzare il modello di orientamento al mercato, dimostrare ai clieti/utenti che le loro necessitá vengono monitorate e soddisfatte (nei limiti del possibile), che il loro denaro ha una contropartita dello stesso livello, rompendo il legame che vede privato-economicitá versus pubblico-spreco. Interessante come il Professore individua i 4 aspetti chiave dell’ultilitá, concetto spesso sfuggente. Appoggio fortemente gli sforzi che realizza continuamente Padula nella sensibilizzazione di questo settore.
Quando le imprese pubbliche apriranno le porte a sistemi di organizzazione interna piú efficienti ed efficaci, allora si che si potrá pensare a un mercato in cui le aziende pubbliche possono concorrere con quelle private.

Buon lavoro

Caro Alberto, sai quanto ho condiviso le tue tesi e quanto mi è dispiaciuto lasciare la pubblica amministrazione senza vedere compiuto l'opera di modernizzazione e messa in efficienza delle strutture. Molto è stato fatto ma ancora molto è da fare.
hai tutto il tempo per proseguire nell'opera di realizzazione del progetto.
Buon lavoro e complimenti
Francesco

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Gentilisso,

trovo l'articolo molto interessante ed in chiave strategica utile ad evidenziare ancora l'utilità dei servizi pubblici come volano anche per il mondo privato.