Editoriale

Finanziaria: "Italia digitale"? Assente!

Partendo dall’assunto banale che per fare più digitale l’Italia qualche soldo serve (penso solo ai 1.380 milioni di euro che è stimato costare il piano e-gov 2012 ) mi sono messo a sfogliare fiducioso la legge finanziaria 2010.
Ma no, non c’è proprio: l’Italia digitale non c’è...

L’ho cercata come “banda larga”, ma alla “b” nel pregevole riassuntino edito da ilsole24ore.com ho trovato piuttosto “blocco delle assunzioni nel pubblico impiego” e relativa eccezione per le forze dell’ordine. Allora l’ho cercata sotto “d” di digitale, neanche lì: c’erano le provvidenze per la diffusione dei defibrillatori, c’era il Durc (documento unico di regolarità contributiva), ma digitale non c’era… Anzi se vogliamo proprio essere precisi un’occorrenza della parola “digitale” l’ho trovata nella legge finanziaria. Parla del Codice dell’Amministrazione digitale, vuoi vedere che è qualcosa di interessante? No! Peccato è solo un rinvio di una scadenza che passa dal 31/12/2010 al 31/12/2011.

Allora mi sono detto “ho sbagliato fonti”: andiamo a vedere se questa benedetta Italia digitale di cui ai piani di egov2012 e di i2012 esiste da qualche altra parte, magari chissà nelle deliberazioni del CIPE, comitato che, come si sa, sovrintende a tutti gli investimenti.

Macché! Nelle ultime riunioni si è deliberato su molte cose, dall’autostrada A12 Livorno – Civitavecchia (unica deliberazione della riunione del 3 dicembre) a una serie imponente di investimenti nei trasporti dalle metropolitane alle autostrade, nella ben più ricca delibera del 6 novembre, ma di Italia digitale nemmeno l’ombra. E a quanto ci dicono così sarà anche per l’ultima riunione del 17 dicembre (vedi l’articolo dal titolo scoraggiante “Al CIPE niente fondi per la banda larga” del ben informato Ilsole24Ore.com)

Disperato sono andato a cercare i risultati di quel Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione che, nato dal Ministro Stanca con la promessa di essere finalmente quella cabina di regia di cui tanto si sentiva il bisogno, in realtà si è riunito pochissime volte e quasi mai negli ultimi anni. Unica eccezione nell’ultimo anno la riunione del 18 settembre scorso.

Finalmente qui l’Italia digitale c’è. Vale la pena di leggere il comunicato conclusivo:

18/09/09 - Questa mattina si è riunito a Palazzo Chigi il Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione. Lo ha presieduto il Ministro Renato Brunetta, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, dei Ministri Sandro Bondi e Maurizio Sacconi e dei Sottosegretari Michelino Davico e Giuseppe Vegas. Il Comitato ha espresso l'impegno di dare un nuovo impulso alle azioni delle pubbliche amministrazioni, specie per quel che riguarda l'attuazione dei progetti definiti dal Piano e-gov 2012 e al rilancio dell'operatività della Commissione permanente per l'innovazione tecnologica nelle Regioni e negli Enti locali. E' stato inoltre preso l'impegno di sostenere, in sede di definizione della legge finanziaria, le esigenze di copertura del Piano e-gov 2012.
Una particolare attenzione è stata dedicata al Piano di Cittadinanza digitale, presentato congiuntamente dal Ministro Brunetta e dal Vice Ministro alle Comunicazioni Paolo Romani, volto a ridurre il digital divide tecnologico a sostegno della infrastrutturazione delle comunicazioni a banda larga per lo sviluppo dei servizi a cittadini ed imprese.

 

Bene sono soddisfatto, l’Italia digitale l’ho trovata. Peccato che poi sappiamo come è andata sia per la larga banda (per chi ha voglia di approfondire c’è un bell’articolo di Guido Scorza), sia nella finanziaria.

Ma la speranza è dura a morire e io sono testardo. Ora spero nel sedicente “decretone” di fine anno: quello degli incentivi. Chissà se lì qualche soldo per l’Italia digitale lo troverò.

Vi terrò informati.

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Commenti

Grandi progressi

C'è anche un altro importante progresso, nella finanziaria. Il Codice della PA digitale, per l'accesso ai servizi on line degli enti pubblici, ammette solo l'utilizzo della Carta d'Identità Elettronica o della Carta Nazionale dei Servizi, con una data di scadenza che, fortunatamente, ogni tanto viene spostata più avanti. Ora, tra gli strumenti ammessi, sono state aggiunte anche le crdenziali per l'accesso alla casella PEC!