Editoriale

Lo spreco

Questa settimana ospito volentieri, nello spazio dell’editoriale, un contributo particolarmente interessante sul tema della lotta allo spreco che ci arriva da Mauro Bonaretti, direttore generale del Comune di Reggio Emilia e storico studioso ed attore dell’innovazione nella PA.
Esiste effettivamente la possibilità di combattere gli sprechi nella PA e in particolare nella PA locale che è stata già tanto tartassata da tagli e instabili patti di stabilità?
Sì, risponde Bonaretti, ma “gli ambiti di recupero della spesa, nelle situazioni di normalità, sono consistenti, ma richiedono ragionamenti più raffinati e il rumore delle affermazioni grossolane non aiuta a risolvere le questioni reali e semmai, al contrario, continua a consentire di tenerle nascoste.”  Purtroppo, argomenta ancora,  “la discussione che si sta sviluppando sull’efficienza dell’amministrazione pubblica sta assumendo contorni di una superficialità imbarazzante. Da destra a sinistra il dibattito si rivela confuso, convulso, semplicistico, demagogico. Dai fannulloni, ai tagli della politica, alla battaglia delle consulenze, ai risparmi in tempi di crisi, alla guerra agli sprechi e alle auto blu, agli scoop sulla cattiva amministrazione.”


Proviamo a seguire il filo del suo ragionamento.
Chiunque sappia un minimo di cosa si sta parlando ha ben chiaro che i problemi dell’amministrazione italiana hanno radici ben più profonde e lontane. Tutti sanno che è ridicolo utilizzare parametri tipici dell’organizzazione fordista (il cottimo) in un sistema ad alta intensità di lavoro intellettuale. Tutti sanno che è un’aberrazione riempirsi la bocca di “attrarre cervelli e talenti” e poi considerare le consulenze dei lavoratori della conoscenza alla stregua di prebende e clientele. Tutti sanno che le auto blu nella maggior parte delle amministrazioni non esistono da anni. Tutti sanno che decapitare vertici politici e/o amministrativi non può essere un obiettivo fine a se stesso, ma solo un modo per distruggere le istituzioni, se svincolato da progetti organizzativi di respiro.
Non si possono trattare le istituzioni come oggetti per la costruzione del proprio consenso di breve periodo. Le istituzioni sono organismi delicati e che richiedono cura da parte di tutti perché sono di tutti. Quando la politica non rispetta le istituzioni che occupa temporaneamente e ne fa un oggetto di comunicazione, di costruzione del consenso, di manipolazione, fa un danno enorme alla società che richiederà poi molto tempo per essere ricomposto.
Poi esistono le patologie, le situazioni di spreco dovute a incuria, illegittimità, illegalità. In questi casi non si tratta di cattiva gestione, ma di atti ben più gravi che riguardano la magistratura e in quell’ambito devono essere trattati con tutte le conseguenze e responsabilità del caso.
Tuttavia gli sprechi esistono davvero.
Non solo nelle situazioni patologiche di illegalità e incuria, ma anche nelle situazioni di normalità, a causa di una gestione non ottimale (o meglio non professionale) dell’azione amministrativa. Si tratta di situazioni nelle quali la spesa, sebbene utilizzata dagli attori per finalità pubbliche, con buona fede e magari passione, non è impiegata nel modo migliore, più produttivo e più efficace per risolvere i problemi delle nostre comunità, a causa di un approccio poco rigoroso, sul piano del metodo, alla progettazione delle politiche e dei servizi pubblici.
Sarebbe opportuno affrontare seriamente la questione fuori dai luoghi comuni perché gli ambiti di recupero della spesa, nelle situazioni di normalità, sono consistenti, ma richiedono ragionamenti più raffinati e il rumore delle affermazioni grossolane non aiuta a risolvere le questioni reali e semmai, al contrario, continua a consentire di tenerle nascoste.”

A questo punto per scoprire come agire sugli sprechi nelle amministrazioni, non vi resta altro che scaricare larticolo.
Aggiungo una calda raccomandazione: leggetelo dall’inizio alla fine perché raramente ho visto un’analisi così lucida, così innovativa, ma insieme così concreta, come può venire solo da uno che è in trincea tutti i giorni.
 

 

 

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Commenti

legge 104 di nuovo il 2% ai progettisti e l'incentivo ici

Certo che ci sono i modi per risparmiare e soprattutto per dare a tutti le stesse possibilità di partenza. Nei comuni non è cosi!! Cosa vuole che contino €400,00 all'anno di produttività quando all'ufficio lavori pubblici possono guadagnare 5.000,00€ a testa in più all'anno facendo il secondo lavoro in orario d'ufficio e ben remunerato. Perchè il progettista del Comune deve portarsi a casa una percentuale sui lavori che fa? e non solo lui coordinatore, amministrativo e chi ne ha più ne metta!!!. Non prende già uno stipendio. Brunetta aveva abbassato a 0,5 ed ora la lega con un emendamento lo riporta al 2%.!! E l'incentivo per potenziare gli uffici ICI? nato nel lontano 1997 con D.lgs. 446 anche se oggi non c'è più l'ici prima casa i dipendenti dell'ufficio tributi prendono una percentuale sugli incassi dell'ici accertato che si aggira intorno al 6%!!!!! sono soldi del comune. I dipendenti devono essere valutati e percepire uno stipendio base e accessorio con pari sistemi di valutazione non ci devono essere CASTE all'interno dell'ente.

Gli sprechi

Ottimo davvero l'articolo di Bonaretti, molto utile per fare un'esame di tante situazioni simili.
Mi permetto alcune osservazioni.
In molti casi si tratta non tanto di norme o regole distorsive bensì di applicazione distorsiva di norme e regole.
Le Giunte: nonnesiste nessuna norma che contempli le c.d. deleghe agli assessori. La giunta è essenzialmente un organo collegiale, gli assessori devono collaborare col sindaco alla trattazione politica degli affari ma la sintesi è operata sempre nell'organo collegiale o nello stesso organo monocratico sindacale.

Giustamente, poichè nè l'assessore nè l'assessorato sono organi del Comune, basterebbe applicare la legge per eliminare quelle distorsioni che fanno dei suddetti dei centri di potere e di spesa.

Quanto alla gestione dei capitoli di spesa, anch'essa ben dovrebbe - a normativa vigente - essere concentrata in un'unica struttura centrale che risponde esclusivamente al sindaco ( o alla giunta nelle sua collegialità) e non al singolo assessore.

Io sono stato assessore per tanti anni nel Comune di Correggio, senza mai avere alcun potere neanche per 1000 euro, tutto quel che proponevo andava convalidato dalla Giunta e passato per lo "schiacciasassi" del Direttore Generale che aveva potere di vita e di morte verso chiunque, solo sindaco escluso.

Quindi non è tanto il dimezzare le giunte, ma rimetterle nelle giusta collocazione; per esempio, cosina semplice semplice, evitare tassativamente che gli assessori usino il logo del Comune con la propria dicitura nelle comunicazioni pubbliche.

Solo il logo ed il nome del Comune, solo comunicati ufficiali della sala stampa comunale, solo eventi deliberati dalla giunta con relativo budget e visto di regolarità contabile: dimezzerebbero davvero iniziative sparpagliate e dispendiose.

Che dire poi dei PEG, che dovrebbero essere a monte lo strumento di selezione e di definizione dei progetti, non di fumisterie? Anche qui: applicare la legge.

E gli impegni di spesa dell'ultima ora? e i residui passivi giacenti? Applicare la legge e la buona ragione: nessun impegno senza contratto o senza l'avvio di una procedura ufficiale ed irreversibile che porta la contratto. Cancellazione d'ufficio di tutte le prenotazioni non utilizzate ad una certa data.
E ancora: contabilità analitica e reports periodici da rendere pubblici, la prova del ridicolo, come quando si scopre che uffici e servizi che lamentano sempre carenza di fondi hanno montagne di residui passivi da smaltire; o che prestazioni simili hanno costi abissalmente differenti, tipo il consumo di carta o le spese di riscaldamento, ecc.

Personalmente mi permetto di suggerire a Bonaretti proprio questo: pubblicare sul web lo stato di attuazione del PEG, cioè gli impegni di spesa assunti e quelli non assunti, al 30 novembre 2009.

Cordialità, Pietro Oleari

riforma brunetta e noi fannulloni

In riferimento alla rimbombante questione brunetta ho da dire :
Sono un tecnico comunale gruppo C in un paesino del sud italia.Come tutti i paesini si svolgono tante attività diversificate essendo piccola la settorializzazione e l'utilizzo di noi tecnici intermedi per servizi di mansioni superiori spessissimo non pagati.
Vorrei puntualizzare due cose rispetto al discorso dello scarso rendimento----- del fannullone.!!!!
Dunque essendo in protezione civile cusa nve ed assicurazioen dei servizi generali lo scroso anno ho lavorato il girono di natale- Santo Stefano-etc....
Il pagamento degli straordinari???? non spetta per il problema del riequilibrio di bilancio.
A mala pena si riesce a godere di un giorno di riposo compensativo ordinarioa fronte di una giornata festiva.
Alla fine del tam tam televisivo sui fannulloni la gente si ritiene abilitata a scherzare ed offendere. Bisognerebbe camminare con un avvocato dietro e, cosa brutta, inziia uan mancanza di rispetto generale.
Apputno, sebbene non pagato, il 26 dicmebre inziiando alle 5 diattina e concluso alle 18 dis era non è stato quasi possibile cenare in quanto sedutoa tavola in un locale la gente disturbava fisso pe rprolematiche comuanli e solo dopo una mia alzata di voce con poca educazione si è prodotta la calma. IL fannullone che sarei io il giorno dopo ero scostumato epr qualche assessore. Mancamza di rispetto delal parte politica e questo mi serev epr collegarmi al resto.
Meritevoli??? premi?? chi è che decide??? ne piccoli paesi i dipendendi son quasis emrpe parenti di asessori o potenti di turno- nelle grandi città , i dice, esistano ancora conoscesce e nepotismi. Si andrà percio' a fare semrpe il buco nell'acqua che il dipendente meritevole se non è appoggiato non sarà mai riconosiuto.
I tagli ai Comuni rpoducono disagi sia alla popolazione che a noi dipendenti eprchè cosa dovremmo rispondere????
Vorrei dire ai colleghid el nrod italia cosa si aspettano dal tagliod el 2% ( ex art.18 l. 109/94) contro responsbailità ben definite? e come decidono la spartizione i dirigenti ????
Come si vede è semrpe tutto relativo ormai vestiamo da fannulloni siam malpagati o non pagati epr tanti servizi e alal fine si parla di tagli tagli sprechi.
Non nego che si possa migliorare ma inziamo da loro da massaggiatrici gratis- barbieri dal rasoio d'oro, amicizie varie, portaborse e tarsversalità varie, auto- Esiste ancora l'indennità di taxi per palazzo chigi?? e si li viaggiano in taxi!!!!!!!!!

Concludo questa rifelssione sfogo perchè mi scoccia esssser chiamato fannullone ericordandoa tanti miei colleghi che dovremmo ribattere alle accuse con forza.
L'ultimo regalo è l'irpef. a noi che il prelievo è mensile che ci guadagnamo???
La detassazione degli straordinari se non mi vengono pagati a che mi giova???

Saluti

Rispondo in merito

Rispondo in merito all'articolo sugli sprechi. Mi chiedo se tra gli sprechi sono annoverati anche i costi per seminari, corsi di formazione, workshop, con relative "colazioni di lavoro", cartelline, agendine, gadget e merchandising.
Quale obiettivo formativo si crede di raggiungere dopo la partecipazione ad un seminario di 4 ore o 8 ore pagato certo non dal partecipante, ma dall'Ente di appartenenza del partecipante (e quindi con i soldi dei contribuenti).
un giorno di seminario dal costo di almeno 700 euro piu la giornata remunerata al partecipante di quanto migliora la sua performance?
grazie e saluti

Commento alle affermazioni di Mauro Bonaretti

Ho letto le sue critiche alle " affermazioni grossolane che non aiutano a risolvere le questioni reali" e mi permetto di segnalare alcune punti che, salvo smentita, sembrano essere più che mai reali.
Suggerirei a questo signore di leggere "Sprecopoli" e " La Casta" due libri che mettono ben in evidenza i dettagli dello speco.
Lì non ci sono "affermazioni grossolane" e, fino ad ora non risulta che qualcuno abbia contestao i numeri citati.
Quanto alle AUTO BLU, già nel 2007 Libero aveva pubblicato a tutta pagina che il totale delle Auto Blu, in Italia, arrivava a 574.215 ( come da report dell'Ufficio Contribuenti di Roma,) e che detto numero, ,quest'anno, è risultato ancora superiore: oltre 607.000 Auto.Blu.
Fino ad ora nessuno ha contestato tali numeri. per cui non penso che si possano definire " affermazioni grossolane" ma solo " affermazioni deprimenti" perchè denotano la scarsa sensibilità degli Amministratori Pubblici per cercare di ridurre gli sprechi ( in Germania le Auto Blu sono circa 10 volte meno, solo per fare un esempio )
Pierluigoi Poggi

auto blu

Per carità, non confondiamo le auto blu con gli automezzi di servizio, è una grossolanità demagogica.

Oppure che dicano: gli enti non devono possedere alcun automezzo, e per i servizi sul territorio ( compresi quelli di polizia) si deve andare a piedi. Nelle varie follie ci può stare anche questa.

I demagoghi rispondano per cortesia a questa domanda: perchè quando c'è una cerimonia civile o una riunione di autorità in centro a Regggio Emilia, il sindaco e la presidente della Provincia ci vanno a piedi mentre le autorità dello Stato ci vanno con l'auto di servizio con tanto di autista ?

Articolo di Mauro Bonaretti

Ho letto l'articolo del Dott. Bonaretti e anche io ritengo sia un'analisi estremamente lucida del problema sprechi. Pur avendo spesso riflettuto sull'argomento ho trovato nuovi spunti e soprattutto il suggerimento di soluzioni concrete e non vaghe ed un pò nebulose quali quelle che si sentono in giro al momento. Spesso chi suggerisce soluzioni non ha una conoscenza sufficiente della situazione, a parte le solite frasi fatte sui dipendenti pubblici. Credo che nessuno di noi dipendenti neghi la presenza di fannulloni, assenteisti e quant'altro ma come dice giustamente il Dott. Bonaretti la questione è molto più complicata e rimanere così in superficie è solo un modo di attirare consenso senza arrivare a risolvere il problema. Mi chiedo solamente se le soluzioni suggerite siano applicabili a tutti i tipi di Comune. Per esempio , la centralizzazione di alcune decisioni di spesa su dati beni e servizi può valere alla stessa maniera indipendentemente dalle dimensioni del comune? Mi spiego meglio, io sono un funzionario del Comune di Roma. La realtà della nostra amministrazione è estremamente complessa, forse in molto casi dispersiva, ma in altri deve adeguarsi alle dimensioni territoriali. E' evidente che in una situazione come questa gli sprechi tendono a moltiplicarsi, ma forse al tempo stesso anche le soluzioni diventano più complesse. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.