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I risultati di i2010: ottimi per l'Europa, mentre l’Italia arranca

Il 4 agosto scorso la Commissione Europea ha pubblicato la relazione sullo stato di attuazione del programma i2010 lanciato nel 2005. In cinque anni l’Europa è diventata il continente leader nella banda larga. Pessima la performance dell’Italia in quanto a copertura della rete, connessione delle famiglie ed utilizzo dei servizi di e-government.

La relazione sulla competitività digitale delinea i risultati di cinque anni di politica UE svolta dalla Commissione per promuovere le tecnologie più moderne nel settore dell’information technology e delle telecomunicazioni. Nel 2008 il 56% degli europei è divenuto un utilizzatore regolare di Internet, facendo così registrare un balzo in avanti di oltre il 30% rispetto al 2004. Oggi più della metà delle famiglie europee e oltre l'80% delle aziende hanno una connessione a banda larga.

Si sta affacciando una nuova generazione di europei che padroneggia il web ed è pronta ad applicarne le innovazioni. I giovani di età compresa fra 16 e 24 anni sono gli utenti di Internet più assidui: il 66% degli europei al di sotto dei 24 anni usa Internet ogni giorno, rispetto alla media dell'UE del 43% e ben il 73% di essi usa regolarmente servizi avanzati per creare e condividere contenuti on line (il doppio della media complessiva). Questi "figli dell'era digitale" rappresentano un forte potenziale di crescita per l'Europa.

"Dovremmo cogliere l'opportunità di una nuova generazione di europei che ben presto deciderà le sorti del mercato europeo - ha dichiarato Viviane Reding, commissaria dell'UE responsabile della società dell'informazione e dei media - Questi giovani usano molto Internet e sono inoltre utenti molto esigenti. Per sfruttare il potenziale economico di questi figli dell'era digitale dobbiamo garantire che l'accesso ai contenuti digitali sia semplice ed equo". Compito del legislatore sarà quello di creare le giuste condizioni per agevolare l'accesso ai nuovi contenuti on line, garantendo al tempo stesso la remunerazione dei creatori.

Le ombre

Nonostante i progressi registrati i margini di miglioramento sono ancora elevatissimi: basti pensare che un terzo dei cittadini dell'UE non ha mai utilizzato Internet e solo il 7% dei consumatori ha effettuato acquisti on line in un altro Stato membro. Inoltre l'Europa è ancora in ritardo rispetto agli USA e al Giappone per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e sviluppo per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, le comunicazioni a banda larga ad alta velocità e lo sviluppo di mercati innovativi come la pubblicità on line.

L’Italia

Preoccupanti i dati del documento "Country rankings" che mostrano un’Italia decisamente indietro rispetto alla media europea per quanto riguarda la diffusione delle tecnologie digitali nelle famiglie, nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende. Eccone alcuni:

  • diffusione territoriale di Internet a banda larga: 95,3% della popolazione (Francia, Danimarca e Lussemburgo primi con il 100%);
  • diffusione di Internet a banda larga nelle popolazioni di area rurale: 82% della popolazione (15esimo posto);
  • diffusione di Internet a banda larga nelle famiglie: 31% contro il 74 di Danimarca e Olanda al primo posto (24esimo posto: Italia quartultima davanti solo a Grecia, Bulgaria e Romania.)
  • In tema di utilizzo dei servizi di e-Government l’Italia si piazza al 22 esimo posto (su 27) con poco più dell’8% della popolazione che interagisce on line con l’amministrazione pubblica.
  • Infine per quanto riguarda il valore, in percentuale, dell’ICT sul PIL (dati 2006) l’Italia è in fondo alla classifica con un misero 4,0%: qui i primi tre paesi sono: Finlandia 8,2%; Svezia 6,9%; Regno Unito 6,9%

Le sfide che l 'Europa digitale dovrà affrontare in futuro sono discusse in una consultazione pubblica avviata oggi dalla Commissione e aperta fino al 9 ottobre 2009 . Si tratta del primo passo verso una nuova strategia europea per le ICT che la Commissione intende presentare nel 2010 nel contesto della fase successiva dell'agenda di Lisbona .

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