Editoriale

Ho visto una PA con il segno più

La ventesima edizione del FORUM PA si è chiusa da poche ore, i camion degli allestitori sono ancora in Fiera di Roma a smontare la grande città della PA che per quattro giorni ha visto decine di migliaia di operatori incontrarsi, confrontarsi, imparare e insegnare. Così a caldo provo a buttar giù un primo e provvisorio bilancio.

 

Ho visto una PA con il segno più: non solo perché, sia pure di pochissimo questa edizione ha superato in metri quadri, in espositori e in visitatori quella dell’anno scorso (un miracolo in un tempo di crisi che ci ha abituati al segno meno), ma perché ho visto una PA più coraggiosa e combattiva, per nulla rassegnata a giocare un ruolo secondario in questo momento così delicato della nostra storia economica e sociale.

Ho visto più idee e meno vetrine vuote. I budget un po’ risicati della comunicazione hanno fatto sì che le (tante) amministrazioni ed aziende che hanno partecipato non siano venute tanto per esserci, ma siano state invece attente ai contenuti, ai messaggi, alle novità. Più innovazione quindi e più idee. Certo metterle in mostra non basta, ma chi ha visitato con attenzione i quattro padiglioni espositivi non può avere dubbi sulla ricchezza di proposte, di progetti, di realizzazioni che la PA ha portato da tutto il territorio nazionale.

Ho visto più aziende: il ritorno in grande stile di Telecom Italia, di Almaviva, di HP/EDS, di Microsoft, di Alcatel, di Engineering, la “prima volta” per aziende del calibro di Motorola, la conferma brillante di big quali IBM, Oracle, SAP, Sun, SAS, Elsag, Siav per nominarne solo alcune (scusandomi preventivamente delle omissioni) hanno fatto di FORUM PA la più importante mostra italiana dell’innovazione tout court.. Certo la crisi del mercato privato ha portato una maggiore attenzione al mercato della PA, ma non è questa la sola spiegazione: le aziende hanno visto, come ha detto il vicepresidente di Confindustria Morandini nel convegno conclusivo, una PA che “eppur si muove” e hanno deciso di essere sostenitrici di questo movimento e di questa rivoluzione in atto.

Ho visto una PA più pronta ad affrontare la sfida della valutazione, meno spaventata dai giudizi e dalla meritocrazia. Con tutti i necessario distinguo e le cautele necessarie ormai nessuno mette più in discussione che non si può trattare tutti allo stesso modo. Il paradigma della misurazione è stato ormai metabolizzato. Certo non è facile misurare, la scelta di cosa e come misurare è fonte di discussioni e polemiche (date un’occhiata al nostro sito www.misurapa.it ), ma il dado è tratt o ed indietro non si torna.

Ho visto più determinazione nei “bravi”: non solo i più di cento “premiati” nelle nostre varie iniziative, ma anche i mille tra relatori e docenti che hanno portato grandi e piccoli saperi e li hanno regalati con generosità, ma anche con grande orgoglio.

Ho visto più community: il grande fermento intorno al barcamp degli innovatori della PA (www.innovatoripa.it) , le tante occasioni di lavoro per le “creativity room”, le centinaia di piccoli gruppi al lavoro nelle officinePA e nei master diffusi sono state una testimonianza tangibile della voglia di ritrovarsi e di lavorare insieme.

Ho visto che ci aspetta più lavoro : la ventesima edizione di FORUM PA si è chiusa e si apre immediatamente una nuova stagione di impegni. Ricominceremo subito con i FORUM PA regionali, con tanti convegni tematici in giro per l’Italia, con la “giornata dell’innovazione” del 9 giugno. Insomma se vogliamo che non ci sfugga questo momento di riforma e di voglia di cambiare dobbiamo battere il ferro finché è caldo.

Ho visto infine una squadra sempre più bella, la mia …fatemelo dire. Cinquanta persone lavorano per FORUM PA tutto l’anno, altre cento se ne aggiungono nei giorni della Fiera. Una grande squadra di cui conoscete solo pochi nomi, quelli di chi firma gli articoli e gli approfondimenti, ma che meritano tutti un grande grazie da parte mia a cominciare da chi nel backoffice rende possibile questa avventura che, dopo vent’anni, è sempre più esaltante.

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Commenti

FORUM PA utile o inutile? lo chiediamo a chi c'è stato.

Carissimi, mi si chiede di commentare i commenti sull'edizione della manifestazione appena conclusa, ma è per me difficile farlo: sono troppo coinvolto e da troppo tempo nell'ideazione e organizzazione del FORUM PA per poter avere un giudizio "neutrale". Ma la vostra opinione è preziosa e quindi abbiamo fatto di più: abbiamo chiesto a tutti gli iscritti al FORUM PA cosa hanno visto e che giudizio ne hanno tratto. Già sono arrivate più di mille risposte. Ve ne daremo puntuale ed onesto conto e questa opinione diffusa sarà il miglior commento.
un saluto
Carlo Mochi Sismondi

Questo argomento è stato

Questo argomento è stato aperto da Carlo Mochi Sismondi, il quale del Forum è il responsabile e l'organizzatore, con una affermazione positiva sostenendo appunto: ho visto una PA con il segno più.
E' seguita una sfilza di commenti che non hanno nulla a che fare con il segno più. Mi chiedo, allora: questo signore è un visionario (come i nostri politici di turno), un non vedente o uno che sta prendendo in giro il prossimo e soprattutto sè stesso, oppure uno che non sa minimamente dove sta la PA? Mi farebbe piacere che l'interessato ci rispondesse diligentemente e responsabilmente, visto che la responsabilità è un connotato molto in disuso nella dirigenza della PA; grazie.

Passato che non passa

ho realizzato un lungo reportage audivisivo su quella che considero una fiera dello spreco e dell'inefficienza. non voglio sparare a zero, ma già il percorso dal treno all'entrata è degno di un film di pasolini. una cattedrale del nulla nel deserto. la fiera di roma è lo specchio di questo paese e di un pò di veltronismo immobiliare. poi si entra. chiacchiere e presentazioni, cambi di titoli, nomi ed etichette alle stesse solite cose. soliti messaggi, solite promesse, solite mirabili promesse di presunte riforme fatte come sempre solo di norme. che com'è noto non incidono che poco più di zero sui comportamenti. non un'idea originale su come investire e far fruttare il capitale intellettuale della p.a., solo vaghi e vani slogan autoreferenziali sul cittadino-cliente e ogni tre ore i tristissimi assalti ai buffet.
va bene,gli organizzatori ci campano e devono mostrare e spandere entusiasmo. funzionari e dirigenti pure. a uno dei tanti seminari (?) ho assistito a quella che considero la scena-madre, il simbolod i questo paese impastato sui propri vizi. un dirigente di un ministero annuncia che diversamente dal previsto nella prossima programmazione dei fondi strutturali (2014-2020) le regioni del mezzogiorno saranno ancora dentro l'obiettivo convergenza, perchè la caduta complessiva del pil italiano ci manterrà a un livello tale da consentire di avere gli aiuti comunitari su ricerca e competitività nelle quattro regioni del sud più arretrate. una notizia che dovrebbe farci vergognare e riflettere sullo stallo del paese. e invece dalla sala, gremita di una ventina di non meglio identificati funzionari e dirigenti regionali, si leva un applauso scrosciante. c'è altro da aggiungere?

Non presenza di uno dei più importanti ministeri.

Una sola e semplice domanda, come mai non ha partecipato il Ministero dell'Economia e Finanze con le sue quattro Agenzie...? Qualcuno mi sa dire perchè hanno deciso quest'anno di non essere presenti con il loro stand a questa edizione del Forum?

perchè per espressa

perchè per espressa disposizione della RGS non si è ritenuto impegnare spese e personale in una vetrina del genere

mai visto un così evidente spreco di denaro pubblico

Stand costosissimi, ma haimè vuoti. Pochi contenuti, quei pochi anche vecchi. Quest'anno si è riusciti a fare peggio anche dell'anno scorso, edizione, quella, che lasciava presumere di aver toccato il fondo, ma a smentire questa impressione ci ha pensato la ventesima edizione (mi scuso per la rima).
Puntuale, in fine, a distanza di poche giornate arrivano i commenti auoreferenziali e autocelebrativi di chi essendoci dentro non può fare altro che raccontarsela meglio di com'è andata.
francamente tutto questo mi lascia ancora una volta molto deluso e preoccupato per il futuro di un'amministrazione che, con tutto il rispetto per chi ci lavora seriamente, assume sempre più le sembianze di un mercato ortofrutticolo.

sono perfettamente d'accordo

Da qualche anno anche sulla pubblica amministrazione si sono accesi i riflettori !Siamo diventati una sorta di "Grande Fratello" e la nostra grande Casa, sulla quale sono puntati i riflettori della stampa, dei politici, dell'opinione pubblica, viene ridicolizzata e diventa spettacolo! Ecco, il Forum rappresenta l'apoteosi di questo spettacolo triste e costoso...
Gli attori sanno bene di recitare: alcuni ci credono, altri sono costretti a farlo.
La logica delle reti televisive private (e non dico quali!) si è pericolosamente insinuata nella pubblica amministrazione.
Basta! La verità senza veli è che nella pubblica amministrazione convivono realtà organizzative ed individuali estremamente diversificate: uffici creati appositamente per garantire posizioni dirigenziali e politiche - uffici sottodimensionati rispetto alla mole di adempimenti che vi fanno capo - dirigenti che hanno come mission quella di svicolare da qualsiasi responsabilità - dirigenti che ogni giorno si comportano come tali e valorizzano il lavoro dei dipendenti assegnati - dipendenti che vivono il lavoro come piccola rendita di posizione - dipendenti che lavorano con estrema serietà, pur nelle difficoltà relazionali ed organizzative macroscopiche con cui devono confrontarsi.
Queste circostanze, note a tutti, vengono volutamente ignorate, perchè la vera soluzione implica un ripensamento profondo e complesso, che non passa certamente attraverso delle vetrine formali ed una presunta, fasulla, clientelare, valorizzazione del merito, espressione, quest'ultima, molto trendy!
Il problema non si risolverà sino a quando, come diceva Aldo Moro "..... non nascerà un nuovo senso del dovere". Basterebbe solo (si fa per dire...) questo! Senza spese, senza vetrine, senza clamori ridicoli!

Ma sono più propensa a pensare che (e cito tutta la frase di Aldo Moro):
"Questo paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere!"

Sottodimensionati???

Mamma mia cosa si deve sentire... uffici sottodimensionati per l'ENORME mole di lavoro...
Gentile Patrizia, mi lasci dire che a mio modestissimo parere lei in una società privata durerebbe mezza giornata...
Mi permetta di insinuare che nessun dipendente pubblico ha mai visto cos'è un'enorme mole di lavoro, di quel lavoro che ti devi portare a casa nel fine settimana, quel lavoro che finisci dalle sette di sera alle dieci, quando i telefono smettono di suonare e finalmente ti puoi concentrare, di quel lavoro che se non lo finisci il cliente non ti paga, di quel lavoro che se non rispetti le consegne ti licenziano...
Uffici sottodimensionati... mha!!!

Credo che l'unica qualità che rimanga a molti italiani sia la capacità di trovare motivazioni alle proprie lamentele...
Ossequi

Riscontro sempre più e con

Riscontro sempre più e con molta amarezza, quanto sia ormai elevato il grado di ignoranza (n el senso di non-conoscenza) nei confronti dell'attività dei dipendenti pubblici. Orami si ragiona solo per giudizi preconfezionali, slogans, frasi fatte, ecc...
I lavorati privati, improvvisamente, escono in massa dal loro orticello dove, in buona percentuale, evadono il pagamento delle tasse, e si associano ai cori da stadio per sostenere il ministro Brunetta, fustigatore dei fannulloni!!! Loro, tra le cui fila si annidano molti evasori, sostengono di essere stufi di "mantenere" una P.A. inefficiente dimenticando, forse con malizia, che anche i dipendenti pubblici pagano le tasse e concorrono alla fiscalità generale (direttamente sulla busta paga).
Allora mi viene in mente la domanda fatidica: Cui prodest? E la risposta é semplice. Finché l'opinione pubblica se la prende con gli statali, tutti gli altri possono dormire sonni tranquilli. Non si parla più dei morti sul lavoro, delle condizioni di lavoro, dei livelli di evasione fiscali e contributiva, che sono "imbarazzanti", dei privilegi della casta politica, ecc...
Quando, invece, vennero fuori le famose "lenzuolate" di Bersani, che intaccava i loro privilegi, ecco ched allora insorsero sdegnati e compatti. Povera Italia....
Santino

Lucida analisi! Aggiungerei

Lucida analisi! Aggiungerei che manca anche la coesione come classe lavoratrice dei dipendenti della P.A.: non solo il settore privato dà addosso a quello pubblico non avendo minimamente idea (e non avendo neanche intenzione di informarsi, perchè non gli fa comodo) di quanto la stragrande maggioranza dei lavoratori del settore pubblico debbano "fare le nozze con i fichi secchi" (fannulloni? provate voi a lavorare con computer scassati che ti vengono aggiustati dopo 2 mesi per "mancanza di fondi"), ma sono gli stessi dipendenti pubblici che sono caduti nel tranello: la competizione fra loro che ha instaurato questo ministro, invece di tendere ad un clima collaborativo che farebbe bene all'Italia tutta, non fa altro che accentuare la "caccia alle streghe" nei confronti dei più sfortunati (per problemi familiari, di invalidità ecc.) per accaparrarsi quei pochi spiccioli del salario accessorio... forse è proprio questo il vero problema: più che la contrapposizione fra pubblico e privato, la mancanza di solidarietà fra lavoratori che "stanno sulla stessa barca"... e che, continuando così a darci addosso fra noi stessi, affonderà. Altro che "siediti sulla riva del fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico", come ho letto in un altro commento... questa forma di vendetta ha un tempo di attesa troppo lungo, che non ci possiamo più permettere.

concordo e rilancio

Credo che Massimo abbia centrato una delle questioni che (forse) è sfuggita all'opinione pubblica: l'idea (valida in sè) di valorizzare il merito e riconoscerlo attraverso premi e riconoscimenti, se combinata con contenuti comunicativi e toni persecutori, accusatori e a volte diffamatori nei confronti degli "altri", che sono trasformati immediatamente in "non meritevoli" e, quindi, fannulloni per definizione, ha inasprito e portato a livelli critici il conflitto tra buoni e cattivi, tra lavoratori pubblici e privati, tra dirigenti e collaboratori, tra "noi" e "loro".

Il Ministro Brunetta non trova di meglio che continuare su questa linea, consapevole (spero per lui...) del fatto che molte delle misure che propone sono inutili, alcune irrealizzabili e poche dannose.

In questo clima, creato e alimentato dal Ministro, ogni occasione (anche un innocuo e, tutto sommato, scontato editoriale di autocelebrazione) diventa buona per rimarcare una differenza, un distinguo: noi siamo diversi, quelli lo fanno per interesse, il nostro mestiere è un altro, ecc.
ForumPa è un contenitore (fisiologicamente) vuoto e ha fatto da cassa di risonanza alle urla sguaiate e agli indici puntati del Ministro. E ora ne paga le conseguenze.

le sembrerà strano ma...

Le sembrerà strano ma anche a noi capita di portare a casa il lavoro, ma nessuno lo strombazza in piazza!
E visto che lei è andato sul personale - mi spiace tediare altri occasionali lettori -sappia che prima di essere assunta presso un ente pubblico (senza raccomandazione - ho vinto 3 concorsi contemporaneamente...studiando!) ho lavorato presso un'azienda privata ed un libero professionista e me ne sono andata volontariamente dopo alcuni anni!
Non si limiti a dare giudizi aprioristici sulla base di quello che avviene nel mondo patinato dei ministri e dei loro portaborse, che magari in termini di tempo sono molto "impegnati" ma che in realtà producono solo costi per tutti (anche per noi lavoratori pubblici, cosa crede!). Inoltre, vada a vedere quello che succede negli uffici pubblici a contatto con i cittadini! E faccia un confronto con banche e sportelli di aziende private!
E poi vogliamo renderci conto una volta per tutte che nella vita oltre al lavoro esistono altre dimensioni altrettanto importanti? Siamo o non siamo esseri umani?

Patrizia ha perfettamente

Patrizia ha perfettamente ragione. Soltanto chi lavora con assiduità e senso del dovere da molti anni nella PA, può capire il senso profondo delle sue parole e delle sue affermazioni; altri, che pure sacrificano una parte consistente della propria vita nel lavoro "privato", non riescono a scrollarsi di dosso le prevenzioni e i preconcetti, alimentati, purtroppo, anche da chi dovrebbe farsi carico di rimuoverli.
Sono rimasto anch'io molto deluso dall'allestimento del Forum: stands patinati, hostess graziose, materiale a tonnellate (alla faccia del paperless!), ma scarsissimi contenuti e livello dei convegni veramente superficiale. Molti enti, peraltro, hanno allestito spazi decisamente inadatti a rappresentarne il vero ruolo istituzionale e la vera portata della presenza sul territorio.
Peccato.

Un commento negativo all'edizione 2009 del Forum P.A.

Anche io sono rimasta particolarmente delusa da questa edizione. Lo spreco di denaro pubblico è molto evidente e per questo sono molto dispiaciuta anche perchè a fronte di tali sprechi ci sono tagli di risorse spaventosi a danno di servizi pubblici fondamentali per lo sviluppo e il benessere del Paese (scuola, università, ricerca, sanità).

Partecipante

Evidendemente, forse non hai colto gli orizzonti a cui si è ispirato il
FORUM PA -2009 ed è probabile che tu, abbia vissuto gli avvenimenti con poco entusiasmo. Questa manifestazione, canale di interoperabilità, è implementata esclusivamente alla innovazione nella P.A. ed è un magnifico punto di incontro, ormai irrinunciabile.
Cordialmente
e-mail:progressoculturale@email.it

Caro Partecipante, cogliere

Caro Partecipante, cogliere gli orizzonti in questo sconfortevole Forum mi sembra una ... mission impossible.
Non lo dico io, ma la politica attuale. La crisi economica produrrà, come effetto, una rimodulazione anche delle PA, purtroppo non in termini innovativi. Riducendo le spese, il personale, le infrastrutture, probabilmente ricorrendo all'outsurcing e trasformando le amministrazioni in asettici erogatori strumentali di servizi. Non so chi, tra funzionari e attori della PA, potrà beneficiare di un surrogato del genere, fatto passare per "innovazione". Fatto sta che i tromboni di turno sono già all'opera, i manager stanno già pianificando i destini delle strutture esistenti perchè il tutto si raggiunga a costo zero o, comunque, senza oneri aggiunti. Nessuno "studierà" più, le pratiche amministrative saranno scansionate e gestite da un iter computerizzato, per ridurre al minimo anche quella professionalità che, per fortuna, ancora pochi oggi applicano agli aspetti specialistici e problematici amministrativi. Sarà importante solo vendere o, meglio, svendere obiettivi: ma questa logica, già collaudata da tempo, secondo lei è un'INNOVAZIONE?

Innovazione applicata ,cambiamento perseguito, change management

Mi dispiace che siano praticamente esauriti i posti per la manifestazione che si terrà giovedi' prossimo presso il CNR perchè li' avresti potuto avere un po di risposte ai tuoi quesiti e l'indicazione di un percorso di conoscenza da seguire. Il convegno è anche gratuito !. Questo mio "invito" è valido se pensi che è opportuno che qualcosa cambi e cambi davvero. Da esperto ti dico pero' che hai ragione se chi porterà avanti il discorso non saprà salvaguardare " agli aspetti specialistici e problematici amministrativi", anzi se non saprà esaltarli . Spero effettivamente che non avremo "asettici erogatori strumentali di servizi" ma qualcuno che ci metta la passione e la voglia di migliorare. Nel nostro convegno avresti potuto ascoltare testimonianze di tuoi colleghi che certi cambiamenti li hanno già intrapresi senza che nessuno li imponesse. Enti e persone che hanno avuto successo perchè lo hanno fatto con passione e coinvolgendo i collaboratori attivamente. Se ti metti in contatto con www.assochange.it ti faro' avere gli atti del convegno e ne scoprirai delle belle. L'innovazione, ben fatta, porta benessere a tutti, ai lavoratori per primi.

j's d'accord

un elegante , non invasivo, strumento di conoscenza per gli scenari futuri p.v.

Il pubblico, se avete notato, era molto composito e c'erano molti cittadini ultra anziani ,tostissimi non penso ex pa...

Bye-bye Simonetta