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Siamo ultimi in Europa, ma gli italiani sono contenti del loro collegamento ad internet!

Tutte le classifiche internazionali posizionano l’Italia all’ultimo posto delle graduatorie in termini di penetrazione di internet nelle famiglie e nelle aziende e nell’alfabetizzazione informatica, eppure il 90% degli abitanti del nostro paese si dice soddisfatto dall’offerta di connettività che il mercato gli propone. Forse qualche cosa è da cambiare.

È uno tra i dati che emergono dalla ricerca “Gli Italiani e le nuove tecnologie”, primo report ufficiale dell’Osservatorio Il Futuro della Rete, promosso dalla IX Commissione trasporti della Camera dei Deputati e da FORUM PA con il contributo di 18 aziende di informatica e telecomunicazioni.

Troppo semplice dividere gli italiani in coloro che si connettono a internet e coloro che, invece, non lo fanno. Tra gli always on-line e gli irriducibili avversari della rete esistono delle zone grigie, delle sfumature, delle esigenze reali, dei bisogni e dei desideri, e sono proprio quelli che occorre conoscere e studiare per comprendere le cause del ritardo digitale dell’Italia, se si vuole far leva sulla rete come strumento di sviluppo economico e sociale.

È proprio da questo, quindi, che è partita l’indagine “Gli Italiani e le nuove tecnologie”, segmentando i dati ufficiali dell’ISTAT sugli utenti di internet, ed individuando 4 tipologie:

  • Gli utenti esclusi – coloro che non hanno una connessione ad internet, né l’hanno mai avuta;
  • Gli utenti recuperabili – tutti coloro che si collegano raramente o che attualmente non si collegano ma lo farebbero a determinate condizioni;
  • Gli early adopters – o utenti esperti, che utilizzano servizi di alta interazione come i social networks, scaricano musica e film e tengono uno o più blog.
  • Gli utenti tradizionali – che usano internet per servizi più maturi: e-banking, ricerca di lavoro, servizi della PA.

Interessante notare che le categorie hanno una strettissima corrispondenza con le classi di età ed il livello di istruzione, cioè gli early adopters sono per lo più giovani dai 17 al 25 anni, gli utenti tradizionali sono le persone di età matura dai 26 ai 55, mentre più si va avanti con l’età, più si rientra nella prima fascia degli utenti esclusi o recuperabili.

Incrociando, poi, i dati ISTAT con un’indagine demoscopica condotta su un campione di 2400 famiglie, la ricerca ha indagato sui motivi che spingono gli utenti a collegarsi ad internet e sugli strumenti che incentiverebbero la navigazione.

Indipendentemente dall’avere o no un computer a casa, il 58.5% degli italiani utilizza internet. Del restante 41.5% che non lo fa, solo il 18% si dichiara “ostile”,  mentre per gli altri un’adeguata formazione o un incentivo economico, rappresenterebbero dei buoni incentivi.

Il discrimine maggiore tra chi usa internet e chi no, non è rappresentato dal genere, ma dalla condizione professionale, l’identikit del non-navigante è, infatti, quello del pensionato o della casalinga.

L’86.6% di chi si connette alla rete lo fa utilizzando una rete a larga banda (ADSL, fibra o satellite), ma, come dicevamo all’inizio, il dato che più colpisce è che alla domanda “In che misura è soddisfatto della sua connessione ad internet? L’89,2% risponde “molto” o “abbastanza”.
Il dato si spiega con il fatto che il 64% di coloro che si collegano alla rete non usa servizi che richiedono una connessione ad alta velocità e quasi l’88% ritiene che non esistano servizi interessanti per accedere ai quali siano necessarie velocità di connessione superiori a quelle a sua disposizione.

 

Insomma gli Italiani, anche i più smanettoni e fanatici di internet, si accontentano.

“E’ una questione di cultura – ha sottolineato il presidente della IX Commissione della Camera Mario Valducci – fin quando non riusciremo a far capire alla gente che la rete migliora la vita di ogni giorno e che ci fa risparmiare non riusciremo a far nascere un bisogno e resteremo ultimi!”

Sarà proprio questa considerazione che guiderà le prossime fasi di lavoro dell’Osservatorio, l’appuntamento è su www.ilfuturodellarete.it

Scarica l'audio dell'intervento del Presidente Mario Valducci

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